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Tag: calcio

Fùtbol o futbòl? Certo non «soccer»…

Posted on 2024/11/26 by carmocippinelli

Quando Pino Cacucci pubblicò San Isidro futbòl era il 1991: trentatré anni fa. La prima edizione venne curata dall’editore Granata Press di Bologna, la cui esperienza (a cui rimandiamo a questo link per una lettura più approfondita) terminò nel 1996.
L’edizione che ho tra le mani costava 10.000 lire ed era la prima ripubblicata dalla Universale economica Feltrinelli cinque anni dopo la prima apparizione al pubblico.
Gli anni in cui venne pubblicato questo agevole romanzo (93 pagine) erano gli anni in cui il Messico era attraversato da una nuova consapevolezza: in una parte remota della sua geografia, stava formandosi una nuova esperienza di autodeterminazione rivoluzionaria. Di lì ad un battito di ciglia, il Chiapas sarebbe diventata una parola bisbigliata e conosciuta in gran parte del mondo, uscendo prepotentemente fuori della zona tra Messico e Guatemala in cui si trova; Ezln, l’esercito zapatista di liberazione nazionale, sarebbe stato un riferimento culturale per una parte di movimento altermondista e anticapitalista così come, allo stesso modo, l’enigmatica figura del Sub Comandante Marcos.

Il riferimento allo zapatismo, nel libello di Cacucci, è più che evidente: San Isidro si trovava in un punto imprecisato del Messico, in una remota regione di uno stato regionale (anzi, tre) e conteso fra le giurisdizioni di: Puebla, Veracruz, Oaxaca. Ma siccome San Isidro non era riportato neanche sulle mappe militari, il governo non si preoccupava di dirimere la questione dell’appartenenza del villaggio, nonostante gli abitanti desiderassero saperlo. E prima di loro desiderava conoscerlo l’alcalde Don Cayetano Altamirano, che alcalde non poteva essere dato che San Isidro non era un villaggio riconosciuto da nessuno dei tre stati. Insomma, la vicenda era decisamente complessa.

All’inizio del romanzo, si legge:

«Ventidue case di legno e lamiera non giustificavano alcuna menzione nelle mappe federali […] Il problema, semmai, era stabilire se San Isidro appartenesse allo stato di Veracruz, di Puebla o di Oaxaca, poiché era proprio a nord di Santa Maria Chilchotla che i tre confini si univano. Questo aveva occupato dodici riunioni fiume del Consiglio, quattro votazioni di cui una invalidata per ubriachezza scomposta di Fulgencio Murillo, e una delibera salomonica che assegnava l’appartenenza al primo dei tre stati che avesse asfaltato la strada fino a Cerro Mojarra».

Un simile incipit lo troviamo nel primo dei due volumi del Subcomandante Marcos intitolato: Dal Chiapas al mondo. Libri coevi a San Isidro futbòl dato che sono stati pubblicati nel 1996 dall’editore laziale Roberto Massari.
L’introduzione denominata «Guida turistica alla conoscenza dello Stato messicano del Chiapas, in due venti, una tempesta e una profezia» e contenuta nel primo dei due volumi, sembra descrivere e raccontare l’imprecisata e immaginaria ubicazione di San Isidro:

« […] Supponga di non notare il posto di blocco che il Servizio immigrazione del Ministero dell’interno ha messo in questo punto (che fa pensare che si esca da un paese e si entri in un altro). Supponga adesso di voltare a sinistra e di prendere decisamente l’indicazione per il Chiapas. Alcuni chilometri più avanti lei lascerà Oaxaca e troverà un grande cartello che dice: “Benvenuto nel Chiapas”. Lo ha trovato? Bene, supponga di sì».

San Isidro è chiaramente una propaggine sentimentale del cuore e dell’anima di Cacucci, così ben innervata nella cultura dell’America Latina, nonché del Messico in particolare.

Ma a San Isidro non esiste il fùtbol, con l’accento sulla u come prescrive la lingua, lascito del colonialismo spagnolo. A San Isidro c’è il futbòl:

« […] occorre spiegare che sei mesi prima [nella comunità] era stata decisa con grande entusiasmo la costituzione di una squadra di calcio, che ormai tutti pur con varie sfumature di pronuncia chiamavano equipo de futbòl».

Con l’accento sulla o, contrariamente a quello che la norma prescrive.

Ma la storia di Cacucci (e di questa parte di mondo) ha così poco a che fare con le norme e con le leggi in generale. Capita che nella fitta foresta, più o meno adiacente al luogo in cui è ubicato San Isidro, sia precipitato un aereo, uno di quelli piccoli che trasportava un modesto carico e pochi elementi dell’equipaggio. Cosa trasportava l’aereo? Sacchi pieni di cristalli di polvere bianca. Droga, ovviamente, ma che viene scambiata per fertilizzante: a San Isidro quel tipo di dipendenza non era conosciuta, perlomeno fino a quel momento.

La scoperta della polvere bianca dà spunto a Cacucci di sviluppare una storia che, benché smilza nelle pagine, fa correre veloce la lettura come Quintino Polvora sul campo di calcio nella partita contro gli acerrimi nemici del rancho La Pizpireta. È in quella circostanza che il matador Quintino (specifico e peculiare ruolo del calcio giocato nelle parti della Sierra) scoprirà lo speciale fertilizzante: era stato usato, estorcendone un sacco con la forza allo scopritore del carico, per segnare le linee del campo. “In fondo è bianco come la calce”, avranno certamente pensato gli incaricati alla delimitazione del campo.

Da quel momento in poi il lettore non riuscirà a staccare le dita dal libro: dovrà continuare a conoscere nel dettaglio la storia del misterioso carico di fertilizzante, ad immergersi nelle vicende di San Isidro (in cui il futbòl era una cosa seria, anzi, serissima), a lasciarsi trasportare da nomi e luoghi esotici, dal linguaggio iperbolico volutamente ricercato dall’autore per generare un immaginario davvero assurdo.
Fiabescamente assurdo, quindi a tratti futuribile.

Perché se il soccer è quello dei gringos del Nord America, il fùtbol è certamente quello del Sud America. E il futbòl, beh, quello non esiste. Ma ci piacerebbe tanto che esistesse davvero.

La “cancha” di Coroico (Bolivia) si trova a 2000 metri sul livello del mare. Ma non è il più alto campo da calcio che esiste nel paese. In Bolivia si gioca fino a oltre 4000 metri d’altitudine nelle città di El Alto e di Potosì. Fonte foto: pagina Facebook “Camino al mundial 2026”.
Posted in Blog, RetrospettivaTagged cacucci, calcio, ezln, feltrinelli, futbol, messico, recensioni, san isidro, soccer, subcomandante marcos, zapatismo

Corri, Borgata! Pompi e Mascioli stendono il Monteporzio (2-1)

Posted on 2024/04/21 by carmocippinelli


Chi se la ricorda la partita d’andata in casa dell’Atletico Monteporzio?
Sfortunatamente sugli spalti eravamo in pochissimi ma non è stata una domenica positiva. Iniziata male e terminata peggio: 0-2 e senza una reazione vera da parte granata.
Ma oggi è andato in scena tutto un altro spettacolo e gli undici di mister Amico hanno conquistato una vittoria importantissima.

Ma riavvolgiamo il nastro.

Il primo gol arriva al settimo minuto del primo tempo ma nessuno l’ha visto. Cioè: sappiamo che Pompi ne è stato l’autore ma un attimo prima erano giunti dei Borghetti in dono per tutti i presenti sui gradoni. Il tempo di una torsione del busto verso i bicchierini di plastica, che contenevano la necessaria benzina per la giusta e animosa prosecuzione del tutto, e la Borgata va in vantaggio.

Clamoroso al Vittiglio!

L’inizio è scoppiettante: Marku e Di Stefano sono letteralmente due furie che non riescono, in nessun modo, ad essere fermate dalla difesa del Monteporzio. Più d’una volta l’11 granata tenta di incornare il pallone per trafiggere De Angelis ma non ci riuscirà mai, sfortunatamente. 
Otto minuti dopo l’arbitro indica il dischetto: è rigore.
Dice: Ma per chi?
Dice: Oh! È rigore per noi!

In un attimo sembra di assistere alla scena in cui Fantozzi è costretto a lasciare la visione di Inghilterra-Italia per andare a vedere il film cecoslovacco (ma coi sottotitoli in tedesco) in cui il commentatore radiofonico inizia ad urlare tutte le parti del corpo colpite dal pallone dicendo «erano centosettantanni che non si vedeva un inizio così scoppiettante dell’Italia».
 

Mascioli (Moreno) trasforma il rigore e va a -2 da Pompi nella classifica marcatori di quest’anno.
La Borgata continua a spingere senza sosta e il Monteporzio sembra rintronato: fino al 25′ della prima frazione di gioco la squadra di Tripodi non riesce ad organizzarsi per una pur minima reazione. Al 37′ ancora un guizzo del duo Marku-Caporalini: il 2 tenta un tiro-cross ma non riesce a cogliere prontamente Di Stefano.
Gli undici granata sembrano non volersi più fermare e cercano il terzo gol con tutte le forze. Ma proprio mentre la squadra spinge, arriva l’unica distrazione difensiva della Borgata: ne approfitta Confaloni che accorcia le distanze al 44′ del primo tempo.

Certo: andare in vantaggio sul 2-0 al termine della prima frazione di gioco sarebbe stato ottimo per il morale, ma – come dice il proverbio – «il diavolo ci ha messo la coda» e ora è la Borgata a dover dimostrare, di nuovo, quanto vale. Come se non lo avesse già dimostrato abbastanza contro una delle prime della classe del girone.

Il primo quarto d’ora della ripresa è tutto biancorosso: la squadra di Tripodi spinge ma la Borgata sa soffrire e chiudersi a dovere. Niente distrazioni: c’è solo la volontà di serrare ogni pertugio che possa portare al potenziale gol del pareggio.
La tensione che c’era sugli spalti era tale che di appunti – francamente – ne ho presi pochi: il fortino granata ha resistito fino all’ultima vera occasione del Monteporzio (al 32′), poi gli schemi sono saltati.

La Borgata riesce a sfruttare ogni benedetto contropiede: ogni varco lasciato dagli ospiti è un’autostrada per Piccardi e Soru. Proprio capitan Piccardi al 40′ riesce a macinare chilometri e ad arrivare all’altezza della linea mediana, la difesa del Monteporzio è sfilacciata, c’è solo il portiere davanti a lui, sopraggiunge Proietti dalla destra che tira a portiere battuto. Dovrebbe essere gol ma un centesimo di secondo dopo aver visto la rete gonfiarsi, l’arbitro alza il braccio: fuorigioco, gol annullato. Non sappiamo cosa abbia detto Proietti, ma l’arbitro gli mostra il rosso diretto.
Borgata in 10.
Sisifo ce fa un baffo.

È ancora assedio Monteporzio e, ancora una volta, è una grande Borgata a resistere e ripartire.
Al 43′ Cultrera si mangia un gol dopo aver controllato la palla con la faccia (Sparwasser, ora pro nobis) ma la partita è ancora lunga.
Attorno al 50′ l’arbitro indica altri tre minuti addizionali di recupero arrivando ad otto totali: nel frattempo il Monteporzio perde la testa e resta in 9. 

Mancano due giornate, l’ultima fuoricasa contro la prima in classifica. In tre punti sono racchiuse sei squadre che si giocano la permanenza in Prima Categoria. 

Hic manebimus optime!

 





Il tabellino della ventottesima giornata di campionato | Prima Categoria Laziale | Girone G

BORGATA GORDIANI – ATLETICO MONTEPORZIO 2-1
MARCATORI: 7’pt Pompi (BG), Rig. 15’pt Mascioli M. (BG), 44’pt Confaloni (AM).
BORGATA GORDIANI: Pagano, Caporalini (20’st Capostagno), Piccardi, Pompi, Chimeri, Colavecchia, Di Stefano (34’st Soru), Mascioli F., Cicolò (28’st Cultrera), Mascioli M. (31’st Seydi), Marku (28’st Proietti). PANCHINA: Minotti, Segatori, Ciamarra, Martucci. ALLENATORE: Fabrizio Amico.
ATLETICO MONTEPORZIO: De Angelis, Bonamici (1’st Gagliassi), Torregiani, Brunetti (28’pt Laurenzi), Cupellini, Bono, Stornaiuolo, Tiberi, Composto, Kammou (37’st Lucci), Confaloni. PANCHINA: Litterio, Calicchio, Vasari, Schiavoni, Casale, Terenzio.
ALLENATORE: Domenico Tripodi 
ARBITRO: Matteo Altobelli (Frosinone)
NOTE: ESPULSI: Proietti (BG) al 44’st; al 47′ espulso per doppia ammonizione Confaloni (AM). Contrariato, ha dato uno schiaffo al cartellino facendolo cadere dalla mano dell’arbitro che lo stava mostrando al giocatore; al 48′ eslpulso Tiberi per doppia ammonizione (AM).  
AMMONITI: 26’pt Pompi (BG), 15’st Di Stefano (BG), 17’st Composto (AM), 31’st Pagano (BG) per perdita di tempo, 38’st Cultrera (BG), 41’st Tiberi (AM), 42’st Seydi (BG).
ANGOLI: Borgata Gordiani 2 – 3 Atletico Monteporzio.
RECUPERO
: 2’pt – 5′ più 3′ addizionali indicati al 50′ (dunque 8 in totale secondo tempo).
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Vogliamo vincere! Mascioli, Di Stefano e Fonzo stendono il Casal Bernocchi

Posted on 2024/01/14 by carmocippinelli

Torno a vedere la Borgata dopo ben due partite di assenza: l’infrasettimanale contro la Polisportiva Giovanni Castello e la prima del nuovo anno contro la Polisportiva Canarini Rocca di Papa. Entrambe sconfitte: il periodo non è dei migliori e anche se il detto reciterebbe che ad anno nuovo corrisponda una vita nuova, è arrivata la beffa agli ultimi minuti contro la squadra castellana condannando la Borgata alla sconfitta anziché al raggiunto pareggio.

La partita di oggi [14 gennaio 2024] è la  prima del girone di ritorno e al ‘Danilo Vittiglio’ arriva il CVN Casal Bernocchi. Dall’esordio [caldissimo] del 2 ottobre [2023] alla prima giornata del girone di ritorno [infreddolita e leggermente piovosa], la Borgata vince sempre in rimonta. Non sono bastate sedici giornate di campionato: tuttora non riesco a decifrare l’acronimo CVN e qualsiasi soluzione possa prospettare per provare a interpretarne il senso essa risulta essere tremendamente fallace. O comunque cacofonica tanto quanto l’acronimo in sé. 

Il 2 ottobre a sbloccare il risultato era stato Candi (il centravanti rossoblu) al 22′ del primo tempo, abile nello sfruttare una disattenzione della difesa granata. Manco a farlo apposta, al 23′ della prima frazione di gioco, è la squadra ospite a passare in vantaggio su punizione. Sembra uno scherzo del destino, come la tris assurda (King, Soldatino e D’Artagnan) che sembrava avesse inchiodato Proietti-Mandrake in «Febbre da cavallo».

E per fortuna che quella tris l’aveva giocata la fidanzata Gabriella senza dirgli niente.

Ma andiamo con ordine e riavvolgiamo il nastro. 

Primo tempo
Passano pochi secondi, ma davvero pochi secondi, dal fischio dell’arbitra Improta di Frosinone, che la Borgata è già minacciosa: dopo ventotto secondi, Mascioli (Moreno) è a tu per tu col portiere Scacchi, pronto a trafiggerlo. Sarebbe bastato un tocco morbido e invece la palla sbatte contro gli stinchi dell’estremo difensore ospite. A fine partita Mascioli dirà che si era fatto prendere dall’ansia del gol. Che uno dice «te, guarda che ti sei mangiato!» ma dopo una sequela di sconfitte, a volte giunte all’ultimo minuto, la pressione c’è e si fa sentire talmente forte che anche la cosa che riusciva facile tempo addietro è difficile da replicare ora.

Al 16′ è ancora la Borgata a farsi avanti: il contropiede riesce benissimo e la superiorità numerica è soverchiante. Mascioli (ancora lui) e Di Stefano sono soli davanti al portiere: il 10 serve Di Stefano per spiazzare il portiere (Scacchi, in effetti si tuffa) e la mezzala deve semplicemente toccare il pallone di piatto.
La porta è vuota ma la palla non entra.
Vale lo stesso discorso di prima. Anche se, stavolta, era davvero un’occasione ghiottissima, anzi: l’occasione. Il risultato è inchiodato sullo 0-0: sugli spalti si continua a cantare ma c’è chi inizia a mugugnare [palesemente il sottoscritto].

Lo scrittore statunitense Artur Bloch dice che «se c’è qualcosa che può andare male, andrà peggio». Cosa può andare male (e peggio) in una partita in cui il primo tempo è stato completamente dominato dalla squadra di casa? Un episodio, ad esempio, per cui al 22′ viene atterrato Cinti al limite dell’area difesa da Pagano. Un minuto dopo, Pancione porta in vantaggio il Casal Bernocchi su punizione. 

La Borgata è sull’orlo del precipizio: non solo non segna più, ma subisce gol dal diretto avversario, quello contro cui “se non fai tre punti”, finisci dalle parti del Borghesiana che di punto ne ha uno solo.

Cosa si fa quando tutto va storto? Antonio Gramsci, filosofo ed esponente del Partito comunista d’Italia, provò a dirlo in una situazione ben più complicata: era prigioniero nelle carceri fasciste e nel 1927 in una lettera scrisse: «[…] Mi sono convinto che anche quando tutto è o pare perduto, bisogna
rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio».

Dunque, la Borgata ricomincia dal principio. 

Al 32′ è Piccardi a: volare sulla fascia, ad arrivare fino al termine del campo e a servire Di Stefano rasoterra. Ma anche in questo caso la mezzala non riesce a toccare il pallone, anche se di un nonnulla. 

Un minuto dopo Mascioli (Moreno) si rimedia una punizione dalla linea  mediana. Quanto mancano alla Borgata i suoi gol su punizione? Quante volte abbiamo azionato la fotocamera dei telefoni dagli spalti perché «dai, che mo Moreno la butta dentro» per poi bloccare nuovamente il dispositivo perché niente era avvenuto? Domande retoriche, ovviamente.
Ma oggi va diversamente: la punizione di Mascioli trafigge Scacchi e finalmente la Borgata pareggia.

C’è ancora tempo, prima del doppio fischio dell’arbitra, per una ulteriore punizione di Pancione che fa tremare tutti: Pagano respinge e la difesa, in qualche modo, salva la situazione.

Secondo tempo
Decimo minuto: Di Stefano regala una punizione a Mascioli e sugli spalti ci si guarda reciprocamente sospirando «fosse la volta buona che fa la doppietta». Ma non va così: ancora 1-1. Il Casal Bernocchi prova a farsi vedere e ad impostare un gioco più ordinato a centrocampo: la Borgata reagisce compatta e incassa quando c’è da incassare, restituendo al mittente ogni affondo. Al 17′ è bene segnalare un gesto atletico superbo di Cicolò che riesce a divincolarsi tra due uomini rossoblu: il tiro è angolato ma il portiere lo vede partire e riesce a bloccarlo senza troppa difficoltà. 

Il gol del vantaggio arriva al 29′ grazie a Di Stefano e devo chiedergli scusa in questa sede: tanta era la gioia di averlo visto insaccare quel tiro a distanza ravvicinata da Scacchi che non ricordo come abbia fatto a segnare. C’entra un uno-due con Cicolò, c’entra la sua azione precedente, ma vaglielo a dire alla mia ram. 

A questo punto il Casal Bernocchi tenta il tutto per tutto: ogni schema salta e il gioco si fa più duro, in alcuni momenti anche abbastanza teso. Il centravanti ospite è capitano, certo, ma solo per quel che riguarda la polemica con Caporalini: di sostanza, calcisticamente parlando, ne ha dimostrata poca.

Si lotta su ogni pallone e per ogni secondo perso, c’è un focolaio di protesta; si cercano tutti i mezzi possibili per pareggiare i conti da parte ospite, così come – dall’altra parte – si tentano tutti i mezzi per poter allontanare la palla dall’area difesa da Pagano. Pancione è l’unico che continua a provarci per tutta la seconda parte della ripresa: Candi e Ascione risulteranno non pervenuti al termine delle ostilità. 

All’ultimo dei sei minuti di recupero, all’ultimo istante, Fonzo vuole dire la sua: riceve un pallone da Seydi, lo porta sul piede buono e tira.

È il 3-1: dopo c’è solo il fischio dell’arbitro. 

Che uno può anche raccontarla una partita così, ma rischia di scadere nel banale o nel retorico. Ma, davvero, c’erano dodici cuori pulsanti in campo: la gradinata non ha mai smesso di supportare la squadra. 

E, ora, ci attende l’Atletico Diritti al campo dell’Elis.
C’è una salvezza da conquistare.

Il tabellino della sedicesima giornata di campionato (prima del girone di ritorno) | Prima Categoria Laziale | Girone G

BORGATA GORDIANI – CVN CASAL BERNOCCHI 3-1

MARCATORI: 22’pt Pancione (CB), 34’pt Mascioli M. (BG), 29’st Di Stefano (BG), 51’st Fonzo (BG)


BORGATA GORDIANI:
Pagano, Caporalini, Piccardi (37’st Ciamarra), Cassatella (24’st Seydi), Colavecchia, Capostagno, Di Stefano, Mascioli F. (17’st Chimeri), Cicolò, Mascioli M. (37’st Chiarella), Pompi (24’st Fonzo). PANCHINA: Barsotti, Marku, Cultrera. ALLENATORE: Fabrizio Amico.

CVN CASAL BERNOCCHI: Scacchi, Lamarte (38’pt Rizza), Riccio, Fusco, Carrino, Pastori, Pancione, Bernardi (19’st Ginnia), Candi, Ascione, Cinti (24’st Romano). PANCHINA: Lombardi, Di Marco, Spizzica, Ranieri. ALLENATORE: Giovanni Riccio.

ARBITRA: Erika Improta (Frosinone)

NOTE: Ammoniti: 37’pt Lamarte (CB), 12’st Bernardi (CB), 22’st Cassatella (BG), 32’st Candi (CB), 48’st Pagano (BG). Angoli Borgata Gordiani 2 – 3 Cvn Casal Bernocchi. Recupero: 2’pt – 5’st (più un minuto aggiuntivo al 50’st).

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Bolivia: il titolo va alla Strongest tra interruzioni, accuse e polemiche. Retrocede il Palmaflor di Evo Morales (ma la “Serie B” non esiste)

Posted on 2023/12/03 by carmocippinelli

Continuano le polemiche attorno al sistema di corruzione e combine nel calcio boliviano. 

 
La squadra paceña The Strongest conquista il sedicesimo titolo della sua storia con una settimana di anticipo. Los tigres possono fregiarsi di un’ulteriore vittoria – al momento matematica – mentre volge al termine una delle edizioni più controverse e difficili della Primera Division boliviana costellata da interruzioni di campionato, accuse di partite truccate, corruzione e – addirittura – collusione col mondo del narcotraffico [1]. Chi è costretto ad abbandonare la massima serie boliviana, invece, è il Palmaflor, dell’ex Presidente Evo Morales, nonché rappresentante il sindacato dei cocaleros. L’abbandona ma senza andare in seconda divisione perché, semplicemente, non esiste: la Bolivia è l’unico paese affiliato alla Conmebol a non prevedere una Serie B.
 
Il Presidente della Federcalcio boliviana Fernando Costa, fin dall’emersione del caso, ha costantemente rilasciato dichiarazioni alla stampa senza fare nomi ma parlando di una rete di corruzione piuttosto estesa. Costa – come recita il quotidiano boliviano «El Diario» – ha «smesso di fare speculazioni». Nella conferenza stampa, tenutasi a Cochabamba il 30 novembre, il presidente della Fbf ha dichiarato la Strongest: «campioni giusti e meritevoli» e anche: «non so perché siano stati messi in discussione: i risultati sono chiari a tutti e, dati i punti ottenuti, la Strongest è matematicamente irraggiungibile».
 
Niente più speculazioni: la Strongest è stata la più forte del campionato, letteralmente parlando.
Tuttavia, specie in queste situazioni, il ma c’è sempre. «Nelle ultime ore – ha proseguito Costa – le reti sociali, e non, si sono riempite di messaggi e di commenti, nonché d’ipotesi, secondo cui, a causa dell’inchiesta relativa alle partite truccate, alcuni club avrebbero perso punti guadagnati nelle partite contro il Vaca Diez». 
 
Ancora una volta Costa non fa nomi ma riporta i commenti che sono giunti al suo apparato uditivo riguardo le gare disputate contro il Vaca Diez, al momento uno dei club più a rischio. In settembre «Marca» diffuse gli argomenti di alcune intercettazioni telefoniche e tra i nomi più invischiati parrebbe esserci stato proprio il presidente del Vaca Diez in cui, stando al quotidiano ispanofono: «in una conversazione telefonica, presumibilmente il presidente Marco Rodriguez, parla con un arbitro per fissare il numero di gol da segnare in una partita». 
 
Uno dei più grandi scandali calcistici dell’ultimo ventennio è ancora ben lontano dall’essere risolto, anzi: Costa ha confermato che il 5 dicembre si riuniranno a Santa Cruz gli organismi della giustizia sportiva al fine di valutare ufficialmente i tornei del 2023 (campionato e coppa). Non solo: Costa ha aggiunto che sarà convocato a breve un congresso straordinario della federazione. 
«Nei prossimi giorni – ha concluso – presenteremo un piano di ristrutturazione del calcio boliviano». 
 
Chissà che non si metta finalmente mano alla struttura professionistica e alla questione legata alla seconda serie. Il Palmaflor, come prima accennato, abbandonerà la Primera Division ma in Bolivia non esiste una serie B: la massima serie (che per ragioni di sponsorizzazione da un decennio è la Liga Tigo) non prevede la retrocessione [2] e il solo gradino “inferiore” è la coppa Simon Bolivar, organizzata dalla Anf (Asociación Nacional de Fútbol) e articolata in sette gironi da tre squadre ciascuno comprendenti società semiprofessionistiche e di base.
 
Ma ancora una volta, in pieno stile Costa, non è stato né annunciato nulla, né lasciata trapelare alcuna informazione. 
 
NOTE

[1] Le accuse giunsero dal presidente della Fabol (associazione dei calciatori) Erwin Romero: 

«Un paio di anni fa pensavamo di aver toccato il fondo […] pensavamo di non poter andare peggio e invece nulla è impossibile e ora siamo molto peggio di prima. È di dominio pubblico che il narcotraffico ha trafitto il nostro calcio e la stessa federazione ha denunciato l’esistenza di possibili reti di scommesse illegali e partite truccate».

[2] Esiste la “discesa diretta” e “indiretta” per cui vengono sommati i punti totali realizzati nel girone di apertura e clausura 

 
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Borgata Gordiani futsal – Progetto Futsal [Rigorosamente “Fotostorte Production”]

Posted on 2023/12/01 by carmocippinelli

Non c’è molto da dire su una partita disputata fra testa e coda del campionato: le atlete del Progetto Futsal, maggiori in numero e migliori nella disposizione in campo, hanno dominato la serata. Partita – ad ogni modo – divisa a metà: le granata hanno disputato un primo tempo controllando bene ma cercando anche di farsi vedere dalle parti di Landi, riuscendo ad accorciare le distanze (gol di Tedeschi) sull’1-3.

Dice: «Vabbè ma un gol avemo fatto, manco na foto?!»: sopraffatto dall’emozione, ho momentaneamente interrotto gli scatti. Rigorosamente storti, come si evince dalla selezione.

N.B. (che in realtà è una captatio benevolentiae):
Chiedo scusa fin da ora per l’approssimazione del tabellino ma quelli delle partite di futsal non sono il mio forte. È il primo che faccio ed è molto “circa all’inquasi”. Dal prossimo cercherò di migliorare.

Settima giornata di campionato | Serie D | Girone A

BORGATA GORDIANI – PROGETTO FUTSAL 1-10

MARCATRICI: Milia, Muzi, Milia, Tedeschi (BG), Milia, Rapanotti, Zivieri, Aloisi, Aloisi.

BORGATA GORDIANI: Bruno, Scoccio, Masella, Sommacale, Catelan, Butticci, L’Altrella, Tedeschi, Spinucci. ALLENATRICE: Evelina Dettori.

PROGETTO FUTSAL: Landi, Lijoi, Caldarelli, Dezii, Milia, Chiapparone, Aloisi, Muzi, Ceglie, Zivieri, Rapanotti. ALLENATORE: David Calabria.
ARBITRO: Grassi.
NOTE: Ammonita Bruno (BG).

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Un rigore al 90′ condanna la Borgata alla sconfitta

Posted on 2023/10/15 by carmocippinelli

Al campo di Via Demetriade arriva, infine, la prima sconfitta dopo due vittorie consecutive per i granata; allo stesso modo l’Almas doveva rifarsi di due pareggi contro Casal Bernocchi e G. Castello. 

La Borgata fin dal principio della partita sembra aver necessità di prendere le misure con il campo, certamente più ampio del ‘Vittiglio’, dal manto naturale anziché sintetico: l’assetto dei granata cambia due volte nei primi 45 minuti di gioco. L’Almas prova subito a spingere forte al 10′ con una manovra offensiva del duo Gavini-Iaccarini: Capostagno è vigile e manda in angolo. I biancoverdi vogliono realizzare subito il gol che sblocchi la partita: ci provano al 13′ e Chimeri è costretto a fermare di netto la cavalcata dell’ala locale rimediandosi un’ammonizione. Entrambe le squadre, fino alla mezz’ora, producono essenzialmente le medesime iniziative e manovre di gioco, annullandosi a vicenda. Attorno al 35′ la Borgata inizia a farsi vedere dalle parti di Mastrangeli con punizioni e azioni d’attacco, sebbene nessuna di esse vada in porto a causa del raddoppio su Cicolò: il capitano è, di fatto, limitato nell’azione e spesso l’arbitraggio condanna i movimenti del 9 granata ritenendoli fallosi. Al 43′ il rinvio di Capostagno coglie un Proietti lanciatissimo verso la porta: il nostro scarta il difensore, colpevole anche di un errore difensivo, ma a tu per tu col portiere in uscita tocca troppo morbidamente il pallone. Due minuti dopo è il colpo di testa di Chimeri su calcio d’angolo a far sospirare la panchina e gli spalti: l’incornata manda il pallone poco sopra l’incrocio dei pali.

La prima frazione di gioco si chiude, così, col risultato inchiodato sullo 0 a 0. 

Entrambe le squadre riprendono a giocare i secondi quarantacinque minuti di gioco con buona lena e caparbietà: nei primi undici minuti sia i granata che i biancoverdi tentano affondi reciproci, in ogni caso nessuno arriva mai a fondo. Al 16′ minuto la Borgata si scopre eccessivamente e Cimaglia lascia partire un tiro al fulmicotone che si stampa sulla traversa difesa da Capostagno. Al 21′ Mascioli illude tutti su punizione, una delle sue: il pallone finisce poco alto sopra la traversa. Da qui in poi si verificano costantemente i medesimi affondi da entrambe le parti: l’Almas tenta di sfondare le linee della Borgata e i granata tengono resistono sulla linea Gustav; allo stesso modo succede dalle parti della difesa locale. Il fattaccio arriva al 44′: rigore, netto, per l’Almas. Sambruni insacca e nonostante l’assalto all’arma bianca degli ultimi sei minuti di recupero, il risultato è 1-0 per i locali. 

Il tabellino della terza giornata di campionato | Prima categoria laziale | Girone G

ALMAS ROMA – BORGATA GORDIANI 1-0

MARCATORI: Rig 44’st Sambruni

ALMAS ROMA: Mastrangeli, Onofri (1’st Cesari), Puddu (33’pt Luongo), Bedotti (1’st Lorusso), Colonna, Sambruni (47’st Nardini), Iaccarini, Gavini, Corrado, Ciotti, Bizzoni. PANCHINA: Russo, Angiporti, Cimaglia, Passeri, Pedicino. ALLENATORE: [Nome non indicato sulla distinta].

BORGATA GORDIANI: 
Capostagno, Proietti (17’st Seydi), Colavecchia, Pompi (17’st Capuzzolo), Mascelloni, Chimeri (24’st Cassatella), Di Stefano, Mascioli F., Cicolò (31’st Chiarella), Mascioli M., Piccardi. PANCHINA: Pagano, Caporalini, Chieffo, Ciamarra, Cultrera. ALLENATORE:  Fabrizio Amico.

ARBITRO: Nicolò Mastrogiacomo (Frosinone).
NOTE: Ammoniti: 13’pt Chimeri (BG), 11’st Sambruni (A), 13’st Mascioli M. (BG), 25’st Gavini (A), 29’st Mascioli F., 36’st Cesari (A). Angoli: Almas Roma 4 – 5 Borgata Gordiani. Recupero: 2’pt – 6’st.

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Ch(i)effollia, Borgata! Ne basta uno per stendere l’Atletico Diritti

Posted on 2023/10/09 by carmocippinelli

Nelle giornate classificabili come “ottobrate romane”, la Borgata riesce a vincere ancora nella seconda di campionato (ma prima in casa).
C’è da dire che sono arrivato con qualche minuto di ritardo e mi sono perso la punizione di Mascioli (Moreno) su cui voci incontrollate riferivano di un evidente errore arbitrale o di una svista. Ma se “occhio non vede, cuore non duole”, figuriamoci se l’occhio miope manco c’era: puro non-essere.

Cominciamo, dunque, col dire che i granata sembrano iniziare ad acclimatarsi al salto di categoria: il gioco c’è, non si perde mai la calma, se non per qualche momento in cui ci si distrae nelle retrovie. Oltre al gioco espresso, c’è anche e soprattutto da segnalare che al 38′ della prima frazione di gioco la Borgata avrebbe potuto tranquillamente essere in vantaggio: bordata di Cicolò dalla distanza, Ciliento (ex Ciampino City Futsal) non trattiene e manda in angolo. Sullo sviluppo di quel corner, battuto da Mascioli (Moreno), arriva l’altro Mascioli (Francesco) ad incornare il pallone e a trafiggere il portiere biancorosso. La palla è dentro, l’Atletico Diritti si dispera e nel momento di spannung l’arbitro alza il braccio: che fosse stato fallo o fuorigioco, non c’è dato saperlo. Gol annullato. Due minuti dopo è ancora Mascioli M. a provare la bordata dalla distanza ma il pallone s’impenna e finisce ben oltre la traversa.

Il secondo tempo è tutto della Borgata: la squadra di mister Amico ingrana la quarta e su ogni pallone si combatte e viene caparbiamente cercata l’azione che sblocchi la partita. Al 16′ è Cassatella che ha modo di controllare il pallone e coordinarsi per un tiro dalla distanza, Ciliento stavolta blocca sicuro. Un minuto più tardi Chieffo su rimessa laterale imbecca una rovesciata di Cicolò che avrebbe meritato miglior sorte, ma il tiro era troppo debole e  il portiere raccoglie agilmente. Al 25′ si teme il copione del primo gol subito contro il Casal Bernocchi: Konan Kwame percorre tre quarti del campo senza che la sua corsa venga interrotta, arriva alla fine del rettangolo di gioco, serve il centravanti Puddu. Il gol era già scritto se  non fosse stato per l’intervento di Pagano: se non ci arrivano le mani, ci pensa la coscia dell’estremo difensore granata. Il grido del gol è strozzato nelle gole dei biancorossi. Mister Amico, per un attimo diventa la rappresentazione vivente dell’Urlo del pittore Edward Munch:

Sventato il pericolo, finalmente arriva il gol del vantaggio, ma solo dopo sei minuti. Capostagno, entrato da neanche una manciata di minuti in sostituzione di Caporalini, riesce a tirare una bordata fortissima dalla distanza. Il pallone si stampa sulla traversa, rimbalza a terra: Ciliento è steso sul rettangolo di gioco e sul pallone ci arriva, corsaro, Chieffo che insacca dolcemente. Un fallo di mano in area di rigore per parte, in differenti momenti della ripresa, fa accalorare entrambe le panchine ma l’arbitro lascia sempre correre non ravvedendo gli estremi (spesso lampanti) per il tiro dagli undici metri.

Dieci minuti dopo Fraternali rischia l’autogol: retropassaggio di testa – troppo morbido – al portiere, Grimaldi non esce benissimo e Cicolò è ad un passo. L’estremo difensore riesce a salvare il salvabile e viene scongiurato il secondo centro.

Piccola nota finale: Ciliento, il portiere biancorosso, al 37′ si accascia e si contorce dal dolore dopo un’uscita in scivolata per difendere i pali a  seguito di un’azione d’attacco dei nostri. Sugli spalti si pensava che la staffilata di Cicolò, giunta nel basso ventre, provocasse giustamente dolore all’estremo difensore. C’era dell’altro:  Il pallone di Cicolò gli era arrivato – si pensava sugli spalti – nel basso ventre ma in realtà la situazione era ben più grave. Viene soccorso e si allontana dal campo zoppicando, non riuscendo ad appoggiare il pallone: il dolore era causato dal ginocchio. Gli facciamo auguri di pronta guarigione, anche se le facce dei sostenitori dell’Atletico Diritti, al termine della partita, dopo l’arrivo dell’ambulanza, non erano propriamente rosee.

 
 

Il tabellino della seconda giornata | Prima categoria laziale | Girone G


BORGATA GORDIANI – ATLETICO DIRITTI 1-0 

MARCATORI: 31’st Chieffo

BORGATA GORDIANI: Pagano, Proietti, Chieffo, Pompi, Mascioli F., Caporalini (28’st Capostagno), Di Stefano (24’st Seydou), Cassatella, Cicolò, Mascioli M. (39’st Cultrera), Piccardi (41’st Soru). PANCHINA: Casavecchia, Ienuso, Neri, Marku. ALLENATORE: Fabrizio Amico.

ATLETICO DIRITTI: Ciliento (37’st Grimaldi), Fraternali, Sawadogo, Savina (32’st Giarratana), Folcarelli (1’st Bentrovato), Gori, Konan Kwame (1’st Storgato), Nobili (22’st Falciatori), Puddu, Falciatori, Hossain. PANCHINA: Storgato, Deraco, Catalano, Puddu. ALLENATORE: Federico Stefanutti.

ARBITRO: Valerio Parenti (Aprilia)

NOTE: ESPULSO al 47’st Gianluca Falciatori (AD). A seguito dell’avvenimento, anche l’allenatore della squadra ospite viene allontanato dal rettangolo di gioco.
AMMONITI
: Nobili (AD), 6’st Proietti (BG), 12’st Bentrovato  (AD), 30’st Sawadogo (AD), 41’st Seydou (BG)
RECUPERO: 3’pt – 7’st 

Il video del gol del vantaggio

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Corruzione e sospensioni ai campionati professionistici: la lunga notte del calcio in Bolivia

Posted on 2023/09/23 by carmocippinelli
Nel complesso sportivo “Camoco Chico”, nella zona del Macrodistrito Maximiliano Paredes, le attività legate allo sport di base si susseguono incessanti. Ad ogni ora del giorno è possibile vedere le squadre di calcio femminile che si allenano, i bambini (coi loro cappelli per proteggersi dal sole ustionante che batte a 3600 metri d’altezza) che si dispongono in campo secondo le indicazioni dei loro allenatori, atlete e atleti nelle piste poste al lato della struttura. Capita anche di vedere qualche partita ufficiale del variegato mondo dilettantistico-amatoriale di La Paz: oltre alle attività che in Italia verrebbero considerate “di base” (scuola calcio e campionati conseguenti per adolescenti a diversi livelli di capillarità territoriale) si tengono anche le leghe seniores, ovvero per chi ha compiuto dai 37 anni in su. Insomma: calcisticamente parlando tutto sembra scorrere in quella che è a tutti gli effetti una tranquilla, fresca e assolata giornata di metà settembre.

Il punto è, sempre calcisticamente parlando, che la Bolivia ha evidentemente vissuto tempi migliori per quel che riguarda il mondo del professionismo legato al calcio a 11 maschile. Da metà agosto tutti i campionati professionistici, compresa la Liga (cioè la massima serie) sono stati interrotti: stop totale. Un mese nefasto per il calcio boliviano che già da tempo languiva e non godeva di buona salute a causa di dichiarazioni incrociate tra presidenti ed esponenti di primo piano delle federazioni calcistiche di calciatori e dell’organizzazione generale.

La punta dell’iceberg è stata rivelata il 30 agosto [2023] quando il presidente della Federazione boliviana di calcio, Fernando Costa, ha convocato una conferenza stampa denunciando – ma senza fare nomi – una ramificazione piuttosto articolata di corruttela alla base del calcio boliviano. Stando al quotidiano del vicino Perù «La Repùblica» il presidente Costa ha denunciato «tangenti e partite truccate» dietro cui si nasconderebbe «una rete di corruzione composta da dirigenti, ex dirigenti, calciatori e arbitri». In Europa «El Paìs» ha parlato apertamente di «terremoto nel calcio boliviano», a proposito della conferenza della Federazione calcistica tenutasi nella città di Santa Cruz. Ma come ogni avvenimento imponente, le cause sono da ricercare prima del fatto accaduto.
Un altro passo indietro è necessario. 

Partite truccate: la piovra e la cupola

Il primo a dichiarare pubblicamente un fatto simile è stato l’ex presidente boliviano Evo Morales Ayma, ora presidente del Palmaflor (modesta squadra di bassa classifica) che rappresenta un mondo piuttosto influente in Bolivia: i cocaleros. A fine 2022 Morales diventa presidente della squadra di Cochabamba e da quel giorno detiene la doppia carica di presidente del sindacato dei cocaleros (cioè i coltivatori di coca) e della squadra di calcio la cui proprietà è riconducibile all’organizzazione di cui sopra. Il 30 agosto Federico Molina su «El Paìs» scriveva: «Morales, per conto del Palmaflor, aveva dichiarato che la sconfitta di Coppa [contro il Blooming] si sarebbe verificata a causa del “gioco al ribasso” di alcuni giocatori» prima del fischio d’inizio. Parrebbe un’accusa di combine. Molina ha ricordato che queste parole sono state pronunciate dall’ex presidente boliviano nell’ambito delle interlocuzioni tra la federazione calcistica boliviana e l’organizzazione sindacale di cui Morales è presidente riguardo la mancata erogazione degli stipendi ai giocatori del Palmaflor. Accusa e fuoco incrociato. Un litigio, quello tra Palmaflor e Blooming, che non ha mai smesso di cessare: nel marzo di quest’anno le due compagini si sono rese protagoniste della prima partita al mondo durata per tre tempi anziché due, con la terna arbitrale che ha concesso 42 minuti e 11 secondi di recupero. «Niente giustifica il recupero così imponente» commentava «Espn», portale digitale sportivo panamense il giorno successivo della partita: il Blooming stava conducendo la gara ma tra VAR, discussioni tra giocatori, sostituzioni che sarebbero durate un tempo molto più lungo del normale, si è arrivati a disputare tre tempi. Tra pozzanghere e pioggia incessante, decisioni dubbie e tensione alle stelle, la terna arbitrale (tutti paceños) è stata successivamente sospesa. Stessa sorte è toccata al personale addetto al Var (della federazione di Cochabamba). A tal proposito, Morales si è sentito in obbligo di rivelare che qualcosa non stava andando per il verso giusto, o che comunque avrebbe dovuto funzionare diversamente. I quotidiani boliviani allora avrebbero parlato di “presunta mafia”, un termine che riesce ad essere universale anche a distanze siderali dall’Italia. Che Morales abbia messo semplicemente le mani avanti? Non ci è dato saperlo. Almeno non ora. Secondo il quotidiano digitale «la Opiniòn»: «A metà agosto, il presidente del Club Palmaflor del Trópico [Morales] ha affermato pubblicamente che “ci sono giocatori che si accordano per truccare le partite”», il riferimento è al confronto di coppa col Blooming. E ancora si legge: «“Ho delle informazioni, purtroppo non tutti i calciatori sono corretti. Ci sono alcuni che negoziano sottobanco”».

Poi, il proverbiale patatrac.
La Federazione sindacale dei calciatori professionisti boliviani (Fabol), proprio nei giorni di massima tensione di fine agosto, ha respinto la dichiarazione in un comunicato ufficiale, ha chiesto a Morales di provare concretamente le affermazioni esternate, si è dissociata dalle parole dell’ex presidente ma ormai si era sul piano inclinato in cui la biglia può solo schizzare verso il basso.
Fernando Costa ha dato l’annuncio della sospensione del campionato: provvedimento sostenuto con 14 voti favorevoli, 1 astenuto e 2 contrari tra i club partecipanti alla massima serie [17]. Tutto annullato: coppa e campionato di clausura. La classifica congela The Strongest prima, Nacional Potosì al secondo posto, Bolivar al terzo e Always Ready di El Alto al quarto.

«Un paio di anni fa pensavamo di aver toccato il fondo», recita il comunicato di Erwin Romero, presidente della Fabol, «pensavamo di non poter andare peggio e invece nulla è impossibile e ora siamo molto peggio di prima. È di dominio pubblico che il narcotraffico ha trafitto il nostro calcio e la stessa federazione ha denunciato l’esistenza di possibili reti di scommesse illegali e partite truccate». Possibili, ma ancora non certe. Si attendono, ora, i verdetti della Fifa, interpellata dal presidente Costa, e della Conmebol per sapere se e quando il campionato possa riprendere e in che condizioni.

Riecheggiano i fatti del novembre 2018 nelle parole di Romero. In quella circostanza la federazione chiese aiuto alla Fifa per sanare una situazione emersa direttamente in campo: Pedro Chàvez, calciatore paraguaiano allora in forza al Guabirá, disse ad un rivale come tutti sapessero che le scommesse erano affare del Real Potosì. Le dichiarazioni fecero il giro di tutto il mondo, finirono anche su «El Paìs»: «[i giocatori] Non vengono pagati da quattro o cinque mesi e rischiano la vita nelle riunioni». Chavez ritrattò, il Potosì non ammise nulla e anzi rigettò le accuse.

¡Vergonzoso!

Già Carlo Emilio Gadda nel “Pasticciaccio” descriveva che una catastrofe non è mai «la conseguenza o l’effetto d’un unico motivo, d’una causa al singolare». La verità è che una catastrofe porta con sé «come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti». Vien da sé, alla luce di quanto letto, che lo scandalo più imponente dell’ultimo decennio che ha investito il calcio boliviano non poteva arrivare in un momento peggiore: il 14 settembre la verde doveva disputare una partita importantissima valida per le Qualificazioni mondiali allo stadio “Siles” di La Paz contro i campioni del mondo dell’Argentina. La partita finisce 0-3 per l’albiceleste (senza Messi) e nemmeno l’altitudine (lo stadio è a 3.600 metri d’altezza) ha giocato a favore della rappresentativa boliviana. Débâcle su tutta la linea. Durissimo il giornale «El diario» il giorno dopo la pesante sconfitta: «la selezione boliviana è la peggiore delle Qualificazioni sudamericane per il Mondiale del 2026. In due partite un solo gol fatto e ben otto subiti. Gli errori dei giocatori durante la partita sono stati una costante di una squadra disordinata, improduttiva e senza la minima attitudine alla motivazione. A tutto questo si aggiunga il poco criterio dell’allenatore che non ha pianificato correttamente la partita». L’ultima volta che la nazionale della Bolivia ha partecipato ad un torneo internazionale è stato nel 1994, da allora sembra non avere fine la lunga notte che tormenta il calcio boliviano.

Articolo pubblicato su Atlante Editoriale https://www.atlanteditoriale.com/la-lunga-notte-del-calcio-in-bolivia/
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Calcio on the rocks – il manifesto

Posted on 2023/08/04 by carmocippinelli

Si tratta del GM Championship, ovvero del campionato di calcio groenlandese. Dura poco più di un mese, ma le fasi finali durano solo pochi giorni. Si gioca solo in agosto, per ovvi motivi climatici. A differenza degli altri anni avrà luogo la sola competizione maschile. [Articolo pubblicato il 10/08/2023 sul quotidiano «il manifesto»]

Il 19 agosto [2023] è stato fissato l’avvio della stagione ‘23/‘24 della Serie A italiana. Ma c’è un altro campionato che inizia nello stesso mese e termina un pugno di giorni prima. Ci vogliono cinque giorni in tutto perché le fasi finali comincino e finiscano: da oggi al 15 agosto. È il campionato della Groenlandia, il “GM championship 2023”, cioè la stagione calcistica dell’isola più grande e più a nord del mondo. A luglio sono terminate le fasi locali del torneo e, dopo qualche giorno di pausa ad inizio agosto, ha inizio oggi la seconda parte (la fase finale) del torneo: due gironi all’italiana con eliminazione diretta.

Qualche dato

Ad eccezione della consuetudine che prevede sia il campo di Nuuk, cioè della capitale del Paese, nonché le relative squadre della città, ad organizzare la fase finale del campionato, quest’anno la Federazione calcistica della Groenlandia (Kak) ha optato per il campo della città di Qaqortoq, probabilmente per il concomitante anniversario (novantesimo dalla fondazione) della squadra cittadina, il K-1933. Per assistere alle partite non è necessario alcun biglietto e non ci sono né gradinate né tanto meno tribune: ci si siede sopra le rocce antistanti al campo. 
Astrarsi dal calcio milionario e dai 7€ al secondo di Cristiano Ronaldo in Arabia Saudita, è cosa buona e giusta. Quando si parla di calcio in Groenlandia i soldi e i limiti d’età, ad esempio, semplicemente non esistono. Nell’edizione del 2018, in una partita fra le squadre Kugsak-45 di Qasiggiannuit, (insediamento della Baia di Disko che conta poco più di mille anime) e Nagdlunguaq-48 di Ilulissat (terza città del Paese e vincitrice della precedente edizione del campionato), si sono affrontati il più vecchio e il più giovane calciatore di sempre del campionato: Jonas ‘Kidi’ Hansen e Nemo Thomsen, segnando l’uno il gol della bandiera e l’altro una tripletta in una partita che ha avuto ben poco da dire terminando 1-13 per l’N-48. Jonas Hansen aveva all’epoca della partita 47 anni e 357 giorni mentre Nemo Thomsen, il più giovane, ne aveva da poco compiuti 14. Hansen ha sempre e solo giocato per la polisportiva del suo paese e quell’edizione fu anche l’ultima; Thomsen, invece, ha da poco firmato un contratto con la prima squadra del Kolding IF, società di massima serie della Danimarca.
Niente campionato femminile
Una delle sorprese di questa edizione del GM è che non avrà luogo il campionato femminile. La notizia era già stata resa nota agli organi di stampa in pieno luglio. Jakob Geisler, ex allenatore dell’IT-79 femminile di Nuuk, raggiunto telefonicamente ha risposto non nascondendo tristezza e rassegnazione: «non ci sono abbastanza squadre iscritte e, purtroppo, non si terrà il campionato». Ha poi aggiunto che la federazione pare stia spingendo molto di più il movimento calcistico maschile (sia senior che iunior) di quello femminile. Per la verità lo stesso Geisler tre anni fa denunciava come il livello del calcio a 11 femminile si fosse abbassato notevolmente «a causa della mancanza di una vera e propria rappresentativa: una nazionale avrebbe bisogno di fondi necessari per poter raggiungere competizioni e tornei internazionali, ma questo non accade». 
La situazione non è rosea e in poco più di dieci anni è andata visibilmente deteriorandosi. È bene ricordare che nel 2011 la nazionale femminile di calcio della Groenlandia raggiunse la medaglia di bronzo agli Island Games così come due anni dopo ai medesimi giochi svoltisi a Bermuda aveva ottenuto l’argento. 
Le squadre qualificate
Se in un primo momento la stampa locale aveva gioito per l’approdo alle qualificazioni della squadra dell’insediamento di Ittoqqortoormiit (costa orientale del paese, 345 abitanti) il 1 agosto un caustico comunicato della Federazione calcistica groenlandese ha dichiarato come la compagine non avrebbe preso parte al campionato. La squadra (il cui nome è uno scioglilingua: AK Ittoqqortoormiit, nome esteso: Arsaaddardud Klubia Ittoqqortoormiini) nonostante avesse raggiunto per la prima volta la fase finale, sarà sostituita dall’Eqaluk-54 della città di Tasiusaq. L’AK Ittoqqortoormiit, fondata nel 2018, sarebbe stata l’unica squadra della costa est della Groenlandia ad aver passato le fasi locali per quest’edizione del campionato.
Per la verità, lo stesso allenatore dell’AK Ittoqqortoormiit al momento dell’avvenuta qualificazione aveva rilasciato un’intervista alla stampa locale in cui dichiarava che sia lui che la squadra «avrebbero fatto di tutto per cercare di rappresentare la città». Perché “faremo di tutto”? Semplice: per attraversare il paese dalla costa est, la più svantaggiata e la meno occidentalizzata, ci vogliono tempo e soldi. Nella fattispecie: tre aerei di tre aziende diverse, scalo in Islanda e anche un piccolo spostamento in barca per raggiungere il campo di Qaqortoq. Gli atleti della rappresentativa di Ittoqqortoormiit sarebbero giunti al campo in 13 più l’allenatore-giocatore, praticamente contati. Il numero così esiguo di partecipanti non è casuale: non si tratta di giocatori professionisti (nessuno gioca per soldi in Groenlandia), molti sono cacciatori. La stagione della caccia alla renna, per la parte orientale del paese, rappresenta il primo (se non in alcuni casi l’unico) mezzo di sostentamento non solo per nuclei familiari ma per villaggi interi. Per le medesime difficoltà logistiche anche l’UB-83 di Upernavik ha rinunciato alla partecipazione al campionato pur essendosi qualificata. Nonostante la federazione abbia contattato anche altre squadre (Sak di Sisiumut) sarà un’edizione ristretta del campionato con solo sette clubs: il K-1933 della città di Qaqortoq; l’IT-79 della città di Nuuk; il B-67 della città di Nuuk; il Nagtoralik della città di Paamiut; l’N-48 della città di Ilulissat; il G-44 della città di Qeqertarsuaq e infine l’Eaqaluk-54 della città di Tasiusaq.
 

Non solo calcio
Vicende calcistiche a parte, la stampa internazionale è tornata a parlare di Groenlandia a causa della situazione che lega il Paese al bacino di Kuannersuit (in lingua locale, il kalaallisut; Kvanefjeld in danese). La questione è quella dell’individuazione ed estrazione delle terre rare per cui un società australiana, la Energy transitions minerals, il 20 luglio ha presentato un’istanza di reclamo presso il tribunale di Copenaghen affinché – sostiene l’azienda – si dirima la controversia della licenza e dell’assegnazione del bacino di Kuannersuit, sesto giacimento di uranio al mondo, ma anche uno tra i più ricchi di terre rare del Pianeta. La Groenlandia ha iniziato a far gola a molti, specie da quando l’occidente ha iniziato a voltarsi per cercare alternative al petrolio. Celebre l’intenzione di Donald Trump di voler acquistare l’isola. La dichiarazione pubblica suscitò indignazione da più parti. 
Al governo della Groenlandia, però, non c’è più Siumut (partito socialdemocratico), che a suo tempo aveva avviato i colloqui con l’azienda nonché acconsentito a generici progetti di individuazione ed estrazione, ma la sinistra radicale indipendentista. Nel 2021 il dominio di Siumut (ininterrottamente al governo dal 1979) lo ha interrotto il partito Inuit Ataqtigiit (che tradotto significa “Comunità Inuit”). Nessun governo di coalizione con Siumut e, anzi, subito la promulgazione di una legge che vieta ogni attività estrattiva. Mute Edege, primo ministro, durante quella campagna elettorale ebbe modo di dichiarare la propria contrarietà ad ogni progetto di attività estrattiva nel Paese anteponendo la questione perfino all’indipendenza integrale dalla Danimarca. Il regime di autogoverno, per una volta, non venne troppo contestato: prima la salute, si era detto in quella campagna elettorale. Certo è che per comprendere davvero la realtà groenlandese va fatto un proverbiale (e metaforico) “passo indietro”: non solo per comprenderne la politica (la sinistra radicale al governo che fa quel che dice!) ma anche per comprenderne le vicende sportive, dal momento che il campionato non è riconosciuto dalla Fifa.
 
L’articolo è stato pubblicato anche sul sito del quotidiano: https://ilmanifesto.it/il-calcio-on-the-rocks
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Groenlandia: parte la stagione calcistica 2023. [E c’è più di una sorpresa]

Posted on 2023/07/28 by carmocippinelli

Come ogni fine di luglio arriva puntuale l’appuntamento con il Campionato Groenlandese. Sono terminate le fasi locali del GM Championship 2023, cioè la stagione calcistica dell’isola più grande del mondo.  Tanto è estesa l’isola quanto è breve il campionato: non arriva neanche a un mese (complessivamente).
Solitamente le fasi locali si disputano dal 19 al 25 luglio di ogni anno e altrettanto solitamente ne viene data notizia con un comunicato della federazione calcistica locale (Kak) ma quest’anno niente di questo è avvenuto. Grazie al giornale locale «Sermitsiaq.ag» si può tuttavia ricostruire quel che è avvenuto nelle fasi antecedenti alle finali.
Ma andiamo con ordine.

 
Solita premessa: come si svolge il campionato groenlandese di calcio
Il campionato di calcio è strutturato in tre fasi: locale, regionale e
“nazionale” (ma è più corretto chiamarla “finale”), quest’ultima divide
le squadre in due gruppi (A, B), solitamente non più di 12. Le fasi locali si disputano nell’ultima settimana di luglio e la fase finale – secondo tradizione ma non regola – si gioca su un campo solo, quello di Nuuk, da un lustro rimesso a nuovo e
in erba sintetica, fino a qualche anno fa in terra battuta (e, fidatevi, il colpo d’occhio del campo in terra battuta era uno spettacolo). Ma che
nessuno t(r)emi: il romanticismo del campionato più a nord del
Pianeta Terra non è stato affatto minato dalla colonizzazione del verde
artificiale: gli spalti sono sempre i soliti: la partita la si
guarda dalle rocce, liberamente, senza pagare nulla.
A differenza delle altre edizioni, in cui il campo era quello di Nuuk, tutte le partite delle fasi finali (dal 10 al 15 agosto) di questa edizione si terranno a Qaqortoq.  
Molto probabilmente la decisione della federazione di spostare la sede delle partite è stata dettata dall’anniversario (90esimo dalla fondazione) della squadra di Qaqortoq, cioè il K-1933.

Niente campionato femminile
Una delle prime sorprese di questa edizione del GM è che non avrà luogo il campionato femminile. La notizia era già stata resa nota agli organi di stampa una ventina di giorni fa ma l’amarezza è grande, specie per chi conosce quanto si sia sviluppato e ingrandito il calcio femminile nell’isola. Ho provveduto a contattare Jakob Geisler, ex allenatore dell’IT-79 femminile di Nuuk: mi ha risposto, non nascondendo tristezza, che non ci sono abbastanza squadre iscritte, dunque non si terrà il campionato. Ha anche aggiunto che la federazione pare stia spingendo molto di più il movimento calcistico maschile e giovanile di quello femminile.

L’IT-79 femminile allenata da Jakob Geisler nel 2019

Per la verità lo stesso Jakob Geisler tre anni fa denunciava: «Il livello del calcio a 11 [femminile] si è abbassato a causa
della mancanza di una vera e propria rappresentativa: una nazionale
avrebbe bisogno di fondi necessari per poter raggiungere competizioni e
tornei internazionali, ma questo non accade».

La situazione non è rosea e in poco più di dieci anni è andata deteriorandosi. È bene ricordare che nel 2011 la nazionale femminile della Groenlandia raggiunse la medaglia di bronzo agli Island Games così come nel 2013 la medaglia d’argento venne conquistata all’edizione dei medesimi giochi, svoltisi a Bermuda (tanto dalla compagine maschile quanto da quella femminile).
 
Le squadre qualificate alle fasi locali
La seconda sorpresa riguarda le squadre qualificate al campionato maschile: per la prima volta nella storia del GM la squadra di Ittoqqortoormiit (AK Ittoqqortoormiit, nome esteso: Arsaaddardud Klubia Ittoqqortoormiini) si è assicurata un posto per le fasi finali. 

Fondata nel 2018, è l’unica squadra della costa est della Groenlandia ad aver passato le fasi locali per quest’edizione del campionato. 

L’allenatore della squadra, Kristian Hammeken, intervistato da «Sermitsiaq.ag» ha dichiarato che la squadra «farà di tutto per cercare di rappresentare la città al campionato».
In che senso “faremo di tutto”? Nel senso che per arrivare dall’altra parte del paese ci vuole un bel po’ di tempo: tre aerei e pure un piccolo spostamento in barca per raggiungere il campo di Qaqortoq. Gli atleti della rappresentativa di Ittoqqortoormiit sono 13 (praticamente contati) più l’allenatore-giocatore (ma su quest’ultimo dato non ci metterei la mano sul fuoco). Hammeken ha anche dichiarato che, nonostante la grande emozione di essersi qualificati all’edizione del GM, molti giocatori non potranno partecipare alla finale. Motivo? La stagione della caccia. La parte Est del paese è completamente differente dall’occidentalizzata costa Ovest e la caccia rappresenta il primo (se non in alcuni casi l’unico) mezzo di sostentamento non solo per nuclei familiari ma per villaggi interi. 
Le altre qualificate
Oltre all’AK Ittoqqortoormiit (di cui abbiamo già detto) si sono qualificate anche le seguenti società sportive:


K-1933
della città di Qaqortoq 

IT-79 della città di Nuuk 

B-67 della città di Nuuk 

Nagtoralik della città di Paamiut

N-48 della città di Ilulissat 

UB-83 della città di Upernavik 

G-44 della città di Qeqertarsuaq

Grandi assenti di quest’anno il Nuk, il Sak di Sisimiut, il Malamuk di Uummannaq nonché l’Eqaluk-54 di Tasiusaq.

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