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Categoria: fissazioni

Fuorigioco batte individualismo 2 a 1

Posted on 2022/11/22 by carmocippinelli

Mi ero ripromesso di non guardare nemmeno un minuto di partite del Mondiale che si sta svolgendo in Qatar in questi giorni: fattori di principio me lo imponevano (lo fanno tutt’ora), così come lo avrei fatto in ossequio alla campagna di boicottaggio internazionale, a cui la Borgata Gordiani (e altre realtà di calcio popolare in Italia) ha aderito e ne è promotrice.
Stamattina, tuttavia, nel lavoro mattutino del giorno di riposo infrasettimanale (per chi, come me, ha lezione il sabato), sono stato colpito dalla quantità di meme, sfottò, prese in giro nei confronti dell’Albiceleste comparse a dozzine sulle reti sociali. Aveva appena pareggiato l’Arabia Saudita.

Al 48′, neanche una manciata di minuti dal fischio della ripresa, l’Arabia Saudita trova il gol con Saleh Al-Sheihri, ventinovenne in forza all’Al-Hilal.
Decido di collegarmi per vedere il resto del gioco: l’assurdità del parziale lo impone (così come assurdi i tredici [!!!] minuti di recupero concessi)
Passano cinque minuti e l’Arabia Saudita raddoppia con un gran tiro di Salem Al-Dossari.
Caporetto totale per l’Argentina: pressing costante e venti minuti di trinceramento saudita nella propria trequarti di campo. L’assedio dell’Argentina, in realtà, non porta a nulla se non ad un tentato pareggio sventato dall’intervento provvidenziale di Al-Sharani sulla linea di porta al 91′.
Subito dopo aver sbrigato il lavoro arretrato, ho avuto modo di recuperare la visione del primo tempo: l’Arabia Saudita ha ingabbiato l’Argentina semplicemente col fuorigioco. La squadra di Scaloni ci è caduta almeno quattro volte nel corso del solo primo tempo, fase del gioco in cui i suoi undici stavano pure conducendo per 1 a 0 grazie al rigore trasformato da Messi. 
Non sto dicendo che l’Arabia Saudita abbia giocato un bel calcio, sebbene sia del tutto soggettivo giudicare il gioco di una squadra, tantopiù se è una rappresentativa nazionale; sebbene, poi, i due gol segnati siano stati davvero molto belli da vedere.
La questione che balza agli occhi con tutta evidenza è la seguente: il calcio individualistico occidentale basato sull’uno, sul guizzo di Messi, sullo scavetto di Martinez e sulle preziosissime individualità, vale poco se di fronte ha una compagine organizzata. Può essere anche la Marosticense o l’Atletico Gallo Colbordolo.
I giocatori sauditi portano con sé nomi sconosciuti al pubblico occidentale ma ben noti nelle competizioni asiatiche e nei paesi limitrofi. Noti o meno, sono riusciti ad ingabbiare Messi e i suoi, portando a casa tre punti pesantissimi. Il merito è, senza dubbio, dell’allenatore Renard: nella sua carriera ha allenato più rappresentative nazionali africane che clubs, ha avuto modo di portare al trionfo la Costa d’Avorio e l’Angola. Uno che il calcio africano lo conosce, così come quello asiatico, avendo allenato nella massima serie del Vietnam. 

Uno che sa come, a volte, le cose semplici e il gioco costruito con poche indicazioni, seppur elementari, fa la differenza: come per la trappola del fuorigioco. 
Commentatori e penne illustri del giornalismo sportivo (Nanni Moretti, ora pro nobis) hanno iniziato a scrivere come l’Argentina sia crollata di fronte ad una squadra di sconosciuti con un gioco discutibile e quasi da terza categoria. 

La prima sorpresa dei Mondiali in Qatar è la vittoria dell’Arabia Saudita sull’Argentina. Messi trasforma il rigore del momentaneo vantaggio e scompare dal campo. Gli ruba la scena il numero 10 avversario, lo sconosciuto Al Dawsri, che segna il gol-capolavoro del 2 a 1 finale pic.twitter.com/DYPIeLneFf

— Tg3 (@Tg3web) November 22, 2022

Siamo, però, alle solite: il calcio non è l’individuo all’interno della squadra ma è il collettivo che lo compone; è l’adrenalina del pareggio contro una grande squadra quando sai di essere decisamente più scarso e che ti fa giocare sopra le righe.
È il lancio lungo del portiere, è il palla lunga e pedalare, è il campo di terra battuta e il ripensamento sulle sostituzioni. È la rosa di sconosciuti e la trappola del fuorigioco. È la terza categoria, in sostanza. 
Che torna e riemerge carsicamente ogniqualvolta si verifica un crollo dostoevskiano delle grandi squadre o delle rappresentative nazionali. Perché, davvero, il calcio che piace è tutto finto. 

Per chi volesse rivedere la partita, qui c’è il link della Rai. Però poi basta Mondiali.

https://www.raiplay.it/video/2022/11/Mondiali-di-calcio-Qatar-2022—Argentina-Arabia-Saudita-la-sintesi—22-11-2022-393a355e-fec3-4487-a13c-2d344f56dbc9.html

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Groenlandia, al via i campionati locali

Posted on 2022/07/10 by carmocippinelli

 La foto a corredo dell’articolo è stata scattata da Bruno Josefsen © e rappresenta Nuuk con alle spalle la montagna più caratteristica della Groenlandia e della sua capitale: Sermitsiaq

Ci siamo, è arrivato il momento dell’anno in cui la nazione più a nord del planisfero scalda i motori per prepararsi a disputare uno dei più brevi campionati del globo. Il più piccolo tuttavia, che in un certo qual modo è anche “breve”, è quello delle Isole Shilly, in cui si fronteggiano solamente due squadre i Woolpack Wanderers ed i Garrison Gunners che si incontrano per ben 17 volte nel corso del “campionato”.
Ma questa è un’altra storia (che potreste leggere cliccando qui, qualora ne abbiate voglia).

A sinistra Jonas Hansen (47 anni), a destra Nemo Thomsen (14) fonte foto: NBU – Nuuk Boldspil Union GM 2019 ©

Ma torniamo a noi, torniamo alla Groenlandia e al suo GM Championship, cioè la massima serie calcistica maschile dell’isola più grande del Mondo. Superlativi a parte, il campionato di calcio della Groenlandia dura poco più quindici giorni (se si prendono in considerazione anche le fasi locali).
Stanno per partire i tornei delle municipalità (cioè le fasi locali di cui sopra) così come anche quelle dei campionati giovanili (under 15).

Vecchi e giovani, juniores e seniores
Per comprendere pienamente quel che significa il calcio groenlandese bisogna saper astrarsi dalla quotidianità del calcio milionario, degli stadi vuoti, di pay-tv, dei giocatori considerati vecchi alle soglie dei trent’anni: i limiti di età in Groenlandia, semplicemente, non esistono. Nell’edizione del 2020, in una partita fra K-45 e N-48, si sono affrontati il più vecchio e il più giovane calciatore del campionato: Jonas ‘Kidi’ Hansen e Nemo Thomsen, segnando l’uno il gol della bandiera e l’altro una tripletta, in una partita che ha avuto ben poco da dire terminando 1-13 per il N-48 (Nagdlunguaq della città di Ilulissat), compagine arrivata in finale e sconfitta per 2 a 0 dal B-67.
Jonas Hansen, il più vecchio, ha disputato la partita a 47 anni e 357 giorni mentre Nemo Thomsen, il più giovane ne aveva da poco compiuti 14: due mondi a confronto, sebbene provenienti dallo stesso paese, dato che Hansen ha sempre giocato per la polisportiva del suo paese (Qasigiannguit, insediamento della Baia di Disko che conta poco più di mille anime) e, nonostante il blasone del Nagdlunguaq, per il Kugsak-45 l’importante era essere presente alla fase finale. Dunque ecco che si sbriciola, in un certo qual modo, la rigida divisione fra under e seniores sopra accennata.

Partecipazioni e assenze
Un campionato per tutte le età, verrebbe quasi da dire, in cui il vero risultato, per la verità, è quello di scendere in campo. Ovvero: organizzare la squadra e farla partecipare ai tornei locali che determineranno, successivamente, la presenza o meno di questa o quella compagine alle fasi finali da svolgersi a Nuuk.

È bene infatti ricordare come molte delle squadre del paese si trovino a migliaia di chilometri di distanza dalla capitale (Nuuk), luogo in cui si svolgono le fasi finali, cioè il torneo vero e proprio del campionato: non è sempre facile per le società, ad esempio, di Uummannaq o Tasiilaq poter prendere parte alla competizione.

Kommunikatsiya e organizzazione del campionato
Nonostante i ripetuti tentativi di entrare in contatto con la federazione groenlandese di calcio, e sebbene ci sia stato un minimo contatto collaterale con la federazione locale di Nuuk, non sono stato in grado di reperire alcuna informazione a riguardo in lingua inglese.
Il post pubblicato su Facebook dalla federazione groenlandese di calcio che annuncia le squadre partecipanti, nonché le competizioni locali dell’imminente campionato, è tutto in lingua locale (kalaallisut).
Tuttavia, grazie al contatto con il fotografo Bruno Josefsen, la cui foto campeggia come immagine principale dell’articolo, sono riuscito a venire a capo della situazione e a capire come il campionato si terrà «nella trentaduesima settimana dell’anno», cioè dal 9 al 15 agosto.
Al momento hanno annunciato la loro partecipazione le seguenti squadre:

Le squadre sono state elencate specificandone la città di appartenenza e, per quelle che sono riuscito a trovare, ho inserito anche il logo. Rimando, tuttavia, all’imponente e certosino lavoro svolto da Riccardo D’Agnese proprio riguardo loghi e mappatura delle squadre del calcio in Groenlandia.

Nagdlunguak-48 (logo) – Ilulissat
N-71 (logo) – Nuussuaq.
UB-83 (logo)- Upernavik
Eqaluk-56 (logo) – Ikerasak
FC Malamuk (logo) – Uummannaq
I-69 – Ilulissat
G-44 – Qeqertarsuaq
T-41 (logo)- Aasiaat
FC Aqisseq – Kangaatsiaq
SAK  (logo) – Sisimiut
Aqigssiak (logo) – Maniitsoq
GSS (logo) – Nuuk
B-67 (logo precedente e logo aggiornato)- Nuuk
IT-79 (logo) – Nuuk
FC Nuuk – Nuuk
Nagtoralik (logo) – Paamiut
ATA-1960 (logo) – Tasiilaq
K-1933 (logo) – Qaqortoq
Eqaluk-54 (logo) – Tasiusaq

Fasi locali
Nella «ventinovesima settimana dell’anno» (cioè dal 19 al 25 luglio), come recita in kalaallisut il comunicato/post della federazione groenlandese di calcio, si svolgeranno le fasi locali del GM Championship. I clubs dovranno passare per il confronto locale, così suddiviso:

Municipalità di Sermersooq:
Nel territorio più vasto e importante della Groenlandia, quello che cinge da costa a costa l’intero paese ad eccezione della punta meridionale, nonché coacervo di contraddizioni perché comprensivo della capitale occidentalizzata Nuuk così come una delle città più povere (Tasiilaq), le squadre registrate sono le seguenti:

NÛK, GSS, B-67, IT-79, FC Nuuk, Nagtoralik. Le gare dovrebbero iniziare a disputarsi il 19 luglio, tuttavia non è stata fatta menzione alla squadra di Tasiilaq che, pareva di capire dal comunicato, era stata annoverata tra le partecipanti. Così come pure s’è riportato sopra.

Municipalità di Qeqertalik (Qeqertarsuaq)

Nel territorio della Baia di Disko, uno dei più suggestivi del paese, si fronteggeranno: G-44, T-41, FC Aqisseq.

Municipalità di Avannaa (Uummannaq)
Nella zona comunale di Avannaa (o spesso riportato Avannaata) si dovranno sfidare: FC Malamuk, N-71, UB-83, Eqaluk-56, I-69. Al momento la vera sorpresa è la presenza dell’N-71 di Nussuaq. La squadra non risulta abbia mai partecipato a competizioni locali ufficiali, ad eccezione per le amichevoli disputate periodicamente dalle varie squadre. Nussuaq, c’è poi da dire, è un villaggio di neanche 200 abitanti censiti (181, per la precisione, stando ai dati del 2020).

Municipalità di Qeqqa (Maniitsoq)
Nella zona comunale di Maniitsoq si registra la presenza di sole due squadre: Aqigssiak e SAK di Sisimiut.
 
Municipalità di Kujaataa
Nella punta meridionale e più a sud del paese, si scontreranno K-1933 e Eqaluk-54.
 
Trasmissione televisiva delle fasi nazionali
La KNR, cioè la tv pubblica della Groenlandia, ha già assicurato che coprirà l’evento delle fasi finali del campionato. Nuuk, così come altre realtà groenlandesi, ha prodotto uno sforzo considerevole nel corso degli anni al fine di adeguare i propri campi di gioco agli standard occidentali. Nella capitale, così come anche a Tasiilaq, il football pitch in erba sintetica ha soppiantato quello di terra (per chi volesse qui una testimonianza video della semifinale del 2015 disputata nel campo di Nuuk ora in syntex).
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L’Uefa dice “no” al confronto tra Groenlandia, Gibilterra e San Marino

Posted on 2022/06/20 by carmocippinelli

La nazionale maschile di calcio della Groenlandia torna a far parlare di sé e del confronto che, ormai da più di un decennio, intrattiene con le organizzazioni internazionali del calcio professionistico. L’Uefa, stando all’articolo pubblicato su «Sermitsiaq.ag» a firma di Nukappiaaluk Hansen, avrebbe rifiutato due confronti pubblici tra le nazionali di Gibilterra e San Marino contro la Groenlandia. Stando all’articolo, l’Uefa avrebbe rifiutato perché la richiesta groenlandese sarebbe andata a sovrapporsi «ai periodi dell’anno in cui le nazionali europee possono radunarsi». La rappresentativa isolana, tuttavia, non si è persa d’animo e l’allenatore Morten Rutkjær ha dichiarato a «Sermitsiaq.ag» che la squadra: «parteciperà ad un torneo di allenamento in Turchia» facendo partecipare alla trasferta amichevole anche «tre giocatori danesi che hanno tutti e tre genitori groenlandesi», dunque, par di capire che possano essere facilmente naturalizzati.

A quanto pare tanto il commissario tecnico, quanto il portale d’informazione bilingue, non ha voluto diffondere i nomi e neanche si sono azzardate ipotesi. Tutto fa pensare, ad ogni modo, ad una nuova strategia di strutturazione dell’undici groenlandese per cui si cercheranno giocatori con discendenza diretta isolana da poter inserire nella lista dei convocabili.

Non c’è da meravigliarsi, ad ogni modo. Lo stratagemma che verrà messo in atto dalla nazionale non è un espediente furbesco per poter annoverare nuovi nomi e far fuori i calciatori nativi groenlandesi militanti nelle squadre dell’unica serie isolana, quanto piuttosto un meccanismo ben noto nell’ambito del calcio danese. Jesper Grønkjær, infatti, pur essendo nato a Nuuk, ha sempre vestito la maglia della nazionale di calcio danese, nonostante l’autogoverno dell’Isola a partire dal 1979.
Autogoverno, tuttavia, non fa rima con indipendenza e le autorità calcistiche danesi hanno fatto di tutto pur di mantenere Grønkjær all’interno dell’undici biancorosso.

(la foto in evidenza a corredo dell’articolo è di © Bruno Josefsen)

Per chi fosse interessato, due anni fa ho intervistato Jakob Geisler, allenatore di una squadra femminile di Nuuk la IT-79: basta cliccare qui.

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Calcio femminile in Groenlandia: parla Jakob Geisler, allenatore dell’IT-79

Posted on 2020/07/20 by carmocippinelli
Foto Knud Peter ©

La voce dagli antoparlanti del computer arriva chiara e limpida: sembra che stia telefonando in un’altra città italiana o stia parlando da un quartiere all’altro di Roma.
E invece Jakob Geisler risponde tramite Skype dalla lontanissima Nuuk, capitale della Groenlandia.

Geisler è allenatore di calcio a 11 della squadra femminile dell’IT-79 (Inuit Timersoqatigiiffiaq), una delle tre squadre della Capitale: «il livello del calcio femminile si sta abbassando e anche di molto», dice Geisler: «mancano fondi e non abbiamo strutture adeguate». Così come a Roma anche a Nuuk nessuno ha davvero a cuore le sorti dell'”altra metà del calcio”: «provo ad allenare le ragazze al meglio che posso con i mezzi che abbiamo».
In Groenlandia «tra le ragazze va molto forte il calcio a 5 (futsal) e la pallamano (handball)», dice l’allenatore viola-nero: «il livello del calcio a 5 è decisamente migliore: le calciatrici sono di livello molto alto». L’allenamento all’interno di strutture coperte, così come lo svolgimento di campionati, è facile da immaginare, è la chiave di Volta per il raggiungimento di un livello superiore che attualmente non c’è nel calcio a 11. «Il livello del calcio a 11 – dichiara Geisler – si è abbassato a causa della mancanza di una vera e propria rappresentativa: una nazionale avrebbe bisogno di fondi necessari per poter raggiungere competizioni e tornei internazionali, ma questo non accade».

È bene ricordare che nel 2011 la nazionale femminile della Groenlandia raggiunse la medaglia di bronzo agli Island Games così come nel 2013 la medaglia d’argento venne conquistata all’edizione dei medesimi giochi, svoltisi a Bermuda, tanto dalla compagine maschile quanto da quella femminile. 
Jakob Geisler – foto © Knud Peters

Possiamo immaginare come lo sforzo profuso dalla federazione groenlandese sia stato ingente e – forse – non c’è possibilità al momento di rendere stabile la rappresentativa nazionale femminile.

Certo è che, nonostante tutto, il calcio groenlandese ha fatto dei passi in avanti notevoli dal punto di vista dello sviluppo di alcune rigidità e strutture: basti pensare al terreno di gioco. Molte sono le immagini che circolano su canali d’informazione nazionali, nonché sui social media, dei nuovi campi in erba sintetica prospicienti agli iceberg, su questo Geisler non ha dubbi: «preferisco di gran lunga l’erba sintetica», ha dichiarato. «L’erba sintetica permette una maggiore fluidità nei movimenti delle calciatrici (e dei giocatori in generale) così come nel controllo della palla», ha dichiarato l’allenatore dell’IT-79, «ora è molto meglio: possiamo correre più velocemente, cambiare direzione più rapidamente». In altre parole: tanto l’allenamento quanto le partite ufficiali hanno beneficiato del cambio di terreno dei campi da gioco della Groenlandia. 
Contrariamente a quanto avevamo scritto in precedenza il campionato femminile non è ancora partito: «siamo fermi a causa delle restrizioni dovute dal Covid-19», afferma Geisler, «non sappiamo ancora quando potremo ricominciare a disputare partite di campionato: ancora non abbiamo notizie certe a riguardo».

Posted in calcio, calcio femminile, calcio groenlandese, fissazioni, groenlandia

Campionato groenlandese: al via la fase locale. Partito il campionato femminile

Posted on 2020/07/09 by carmocippinelli
© redbull.com
La prossima settimana è quella buona: stando alla pagina Facebook della federazione groenlandese di calcio, a partire dal 14 luglio si terranno le partite valide per le fasi locali del campionato più a nord della Terra. 
La prima settimana di confronti calcistici (14-16 e 17-19 luglio) sul rettangolo verde vedrà fronteggiarsi le squadre che intendono primeggiare alle fasi locali del campionato, dunque potremmo chiamare questa prima fase di scrematura “fase preliminare” o “comunale”. Le cittadine (o città) più organizzate delle varie zone amministrative in cui la Groenlandia è divisa hanno l’onore e l’onere di prendere parte all’organizzazione del torneo assieme alla federazione calcistica del paese.

Groenlandia del nord: Uummannaq
Le prime a scendere in campo saranno le squadre appartenenti alla zona nord della Groenlandia, più precisamente del territorio di Uummannaq, e le squadre che si confronteranno saranno le seguenti: Eqaluk 56, FC Malamuk e Amaroq 53. L’ultima tra le squadre citate sarà da monitorare per  capire se sarà in grado di tenere testa alle due ben più quotate compagini di Eqaluk e Uummannaq: l’Amaroq, in effetti, non si iscriveva alle fasi preliminari del campionato dal 2013 quando la squadra era denominata Amaroq Saattut e terminò all’ultimo posto. Senza dubbio, in effetti, l’FC Malamuk sarà la squadra da battere di questo mini-girone a tre.

Groenlandia centrale: Sisimiut
Il 17 e il 18 luglio, invece, scenderanno in campo le squadre appartenenti al territorio di Sisimiut: SAK (acronimo di Siumut Amerdlok Kunuk), S-68 e Aqissiaq rispettivamente delle città di Sisimiut (SAK e S-68) e Maniitsoq. Anche in questo caso sarà interessante monitorare quali saranno gli sviluppi del mini-girone in relazione all’Aqissiaq, storica compagine di Maniitsoq, che non prendeva parte alla GM Championship da molti anni.
È utile ricordare come la cittadina di Maniitsoq, negli ultimi decenni, sia stata sempre rappresentata dalla squadra biancorossa Kagssagssuk Maniitsoq.

Groenlandia centrale: Baia di Disko
Certamente più avvincente saranno le gare che si disputeranno dal 14 al 19 luglio: le squadre appartenenti alle cittadine e villaggi della Baia di Disko sono tra le più quotate e meglio organizzate, dopo quelle afferenti alla capitale Nuuk. Scenderanno in campo le seguenti compagini: Aqisseq (altra squadra di Maniitsoq), Tupilaq 41 (di Aasiaat), Kugsak (del villaggio di Qasigiannguit, talvolta scritta anche come K-45), Disko-76 (di Qeqertarsuaq) e G-44 (anche quest’ultima di Qeqertarsuaq). In questo girone saranno certamente le squadre di Qasigiannguit e Qeqertarsuaq a primeggiare, tuttavia il campionato groenlandese riserva sempre grosse sorprese, dunque è bene non sottovalutare aprioristicamente le squadre di Aasiat e di Maniitsoq.

Vecchi e giovani

A sinistra Jonas Hansen (47 anni), a destra Nemo Thomsen (14)
fonte foto: NBU – Nuuk Boldspil Union GM 2019 ©

Per comprendere pienamente quel che significa il calcio groenlandese bisogna saper astrarsi dalla quotidianità del calcio milionario, degli stadi vuoti, di pay-tv, dei giocatori considerati vecchi alle soglie dei trent’anni: i limiti di età in Groenlandia, semplicemente, non esistono. Lo scorso anno infatti, in una partita fra K-45 e N-48, si sono affrontati il più vecchio e il più giovane calciatore del campionato: Jonas ‘Kidi’ Hansen e Nemo Thomsen, segnando l’uno il gol della bandiera gol e l’altro una tripletta, in una partita che ha avuto ben poco da dire, terminando 1-13 per il N-48 (Nagdlunguak della città di Ilulissat), compagine arrivata in finale e sconfitta per 2 a 0 dal B-67.
Jonas Hansen, il più vecchio, ha disputato la partita a 47 anni e 357 giorni mentre Nemo Thomsen, il più giovane ne aveva da poco compiuti 14: due mondi a confronto, sebbene provenienti dallo stesso Paese, dato che Hansen gioca da sempre per la polisportiva del suo paese (Qasigiannguit, insediamento della Baia di Disko che conta poco più di mille anime) e, nonostante il blasone del Nagdlunguaq, per il Kugsak-45 l’importante era essere presente alla fase finale.


Non solo uomini: al via le fasi locali del campionato femminile
Cinque giorni fa si è svolta la partita valevole per le fasi locali del campionato di calcio femminile della Groenlandia. A scontrarsi sono state le compagini dell’I-69 e dell’N-48, rispettivamente appartenenti alla città di Ilulissat: subito un derby! Le squadre si sono date battaglia per 90 minuti ma il campo ha decretato l’I-69 come vincitrice per 3 reti a 0.
Qui alcuni scatti dagli spalti:

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Groenlandia, partono i campionati

Posted on 2020/06/30 by carmocippinelli
Il campionato groenlandese di calcio partirà. Questa è la notizia diramata dall’associazione calcistica KAK, associazione sportiva groenlandese a mezzo Facebook e ripresa dal giornale danese-groenlandese Sermitsiaq: «La Federazione calcistica groenlandese Kak ha dichiarato che le partite di qualificazione dei campionati di calcio, maschili e femminili, possono essere disputati in tutta sicurezza». La Groenlandia, dunque, rimette in moto la macchina del campionato calcistico: si parte fra tre settimane: «i campionati dei territori comunali – spiega il quotidiano Sermitsiaq – possono essere utilizzati come partite di qualificazione per le fasi finali» che solitamente si svolgono nel mese di agosto. Stop, invece, ai campionati giovanili: l’annullamento dei tornei ha colpito le categorie Under 15 e Under 18 a causa del ritiro di molte città ospitanti con conseguenti problematiche relative ad alloggi e pernottamenti.
Nuovo sponsor tecnico
La Federazione calcistica groenlandese ha, inoltre, concluso un accordo tecnico con la blasonata “Macron” per una «sponsorizzazione pluriennale»: «Un accordo di enorme importanza – ha dichiarato Finn Meinel della federazione – per continuare a rendere professionistico e professionale il futsal e il calcio a 11 groenlandese con partnership a lungo termine di questo genere».
Come si svolge il campionato groenlandese
Il campionato di calcio è strutturato in tre fasi: locale, regionale e “nazionale” (ma è più corretto chiamarla “finale”), quest’ultima divide le squadre in due gruppi (A, B), solitamente non più di 12. Le fasi locali si svolgono prima della settimana di ferragosto, momento clou del GM, l’acronimo del campionato di calcio dell’isola. La fase finale si gioca su un campo solo, quello di Nuuk, recentemente rimesso a nuovo e in erba sintetica, fino a qualche anno fa in terra battuta. Ma che nessuno t(r)emi: il romanticismo del campionato più a nord del Pianeta Terra non è stato affatto minato dalla colonizzazione del verde artificiale: gli spalti sono sempre i soliti, ovvero, la partita la si guarda dalle rocce, liberamente, senza pagare nulla.

La piccola cittadina di Asiaat e il nuovo campo in erba sintetica.
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Groenlandia, un Paese che non conosciamo

Posted on 2019/09/07 by carmocippinelli

La Groenlandia 51° stato americano? Lo stato con il più alto tasso di
suicidi al mondo interessa agli Usa per le sue materie prime. Ma i primi
ministri, danese e groenlandese, chiudono la porta: “Non siamo in
vendita”

I sostenitori di Trump fanno già sul serio: hanno dato alle
stampe una maglietta raffigurante tutti i 51 Stati degli Stati Uniti
d’America. Già, uno in più: la Groenlandia. I Repubblicani non
scherzano: esortano il Presidente Donald Trump ad usare la notizia
dell’estate come argomento per la campagna elettorale. È bene, tuttavia,
fare un passo indietro. Ferragosto, il «Wall Street Journal» riporta una dichiarazione del Presidente americano Donald Trump
in cui ammette di voler presentare un’offerta al Governo danese per
l’acquisto della Groenlandia. La data della proposta sarebbe stata
fissata nel corso del mese di settembre, momento in cui era già in
programma l’incontro bilaterale Danimarca-Usa. L’affermazione – riporta
il «WSJ» – è stata pronunciata agli assistenti di Trump «con diversi
gradi di serietà». Il rischio boutade estiva era dietro
l’angolo, tuttavia la notizia ha fatto il giro di tutti i giornali e
portali d’informazione del Mondo, tale è stata la sua portata: l’America
vuole mettere mano al portafoglio per comprare l’isola più grande della
Terra, così come fece – d’altra parte – Henry Truman nel 1946 compiendo
il primo passo e formulando un’offerta per l’acquisto della
Groenlandia.

La Groenlandia, Donald Trump a parte, fa gola agli
Stati Uniti da diversi anni perché in una posizione strategica per
l’area, per le materie prime di cui è ricca, così come – probabilmente –
colma di petrolio e gas naturale. E poi, ancora, per lo zinco, il
carbone, il rame. Senza contare il fatto che gli Usa posseggono già una
base militare a Thule. Qualora l’isola dovesse diventare, davvero, il
51esimo stato americano le basi militari prolifererebbero verosimilmente
in tutto il territorio groenlandese.

La parola contraria (groenlandese e danese)
«Non
siamo in vendita», così la Primo ministro danese Mette Frederiksen (in
quota socialdemocratica) ha chiuso le porte a Trump ma, dopo aver
respinto duramente la proposta americana, il funambolico presidente
repubblicano ha annullato l’incontro previsto per settembre. Come a
dire: niente vendita della Groenlandia? Allora non abbiamo niente da dirci.

Contrarietà
e diniego sono arrivati anche dalla parte groenlandese della politica,
in regime di autogoverno ma formalmente appartenente alla corona danese e
rappresentata – per questo – al Folketing (Parlamento danese): il Primo ministro Kim Kielsen (Siumut
– socialdemocrazia groenlandese) ha fermamente risposto che la
Groenlandia è un paese indipendente, sovrano e che non ha costo perché
non sul mercato, così come la sinistra indipendentista rappresentata dal
partito Inuit Ataqitigiit, seconda organizzazione politica del paese.

La questione sociale: i suicidi
La
Groenlandia possiede un primato non molto edificante: è il primo paese
al mondo per quanto riguarda i suicidi: il tasso annuale è di 100
persone per 100.000 abitanti che decidono di farla finita.  Persino il
Giappone possiede un tasso più basso (51 per 100.000) nonostante abbia
documentata un’«epidemia suicida» specialmente tra gli adolescenti.

Secondo
Bodil Karlshøj Poulsen, direttore del centro di salute pubblica
groenlandese: «Ogni giovane abitante conosce un amico o un parente che
si è suicidato». La modernità è stata la causa della depressione e della
disperazione groenlandese: tra il 1900 e il 1960 i dati relativi ai
suicidi erano davvero bassi e decidevano di togliersi la vita solo 0,3
persone su 100.000. Dal 1970 tutto cambia e si arriva al picco del 1986
in cui la cittadina simbolo dei suicidi divenne Sarfannguaq,
con soli 150 residenti. Poulsen ha riferito in un’intervista al portale
statunitense «Slate» come dagli anni ‘70 in poi la depressione sia
cresciuta enormemente nella popolazione groenlandese: «La cura? Non
l’abbiamo, ma lo sport ha un impatto positivo enorme». Sia il calcio che
la pallamano, infatti, sono considerati sport nazionali e le strutture
per praticare queste discipline migliorano di anno in anno, così come la
qualità e i risultati internazionali, soprattutto per quel che riguarda
la pallamano, dal momento che la Fifa stenta a riconoscere la
Groenlandia come nazionale.

I rispettivi governi (danese e groenlandese), tuttavia, da anni studiano la questione e dal 2013 è stato avviato un piano di 6 anni per sensibilizzare gli abitanti tutti sul tema, intervenire con atti concreti e attuare misure di prevenzione.

La Casa Rossa: l’esempio di Robert Peroni a Tasiilaq
Robert
Peroni, italiano altoatesino, da circa 40 anni ha deciso di andare a
vivere in Groenlandia, nella parte più depressa e svantaggiata del
Paese, ovvero quella rivolta ad est. Oriente e occidente della
Groenlandia rappresentano mondi completamente diversi, sebbene
appartengano alla stessa entità nazionale e statale: nella parte
occidentale, più riparata dalle correnti glaciali, è presente la
capitale Nuuk, sede universitaria internazionale, e tutte le maggiori
cittadine in cui è possibile trovare un impiego lavorativo. La parte
orientale è legata alla caccia e alla pesca, dunque ancora seminomade.

Nella
cittadina di Tasiilaq, che conta poco più di 1.800 abitanti, Robert
Peroni ha aperto la ‘Casa Rossa’, uno spazio aperto in cui sì fare
turismo nelle stagioni in cui c’è più afflusso di gente da ogni parte
del Mondo, ma anche un luogo in cui 

«tutte le persone del posto possono
trovare riparo, un pasto caldo senza bisogno di pagare e in cui trovare
un po’ di quiete perché spesso si ubriacano e la loro abitazione non
diventa più ‘tranquilla’ come dovrebbe essere».

Oltre ad essere
esploratore, alpinista e – ora – guida turistica, Robert Peroni ha
scritto tre libri tutti per Sperling&Kupfer («I colori del
ghiaccio», «Dove il vento grida più forte», «In quei giorni di
tempesta») in cui racconta la sua permanenza e il rapporto sempre più
intimo che ha avuto con gli inuit nel corso degli anni.

L’alcolismo
e la disoccupazione sono fattori con cui gli abitanti di Tasiilaq
devono sempre più fare i conti, Peroni a più riprese ha avuto modo di
prendersela con Greenpeace e organismi internazionali che piacciono
molto agli occidentali perché difendono gli animali (in questo caso la
foca) ma che non hanno il polso della situazione groenlandese: «per loro
sono solo un italiano pazzo»
, ha detto anni fa a Pierfrancesco
Diliberto (Pif), che era andato ad incontrarlo a Tasiilaq per conto di Mtv e della sua trasmissione «Il Testimone».

In
questa fase storica i groenlandesi «hanno paura del futuro: non esiste
nella loro lingua una parola per poter parlare del futuro»
, ha più volte
detto Peroni. 

«Noi – ha affermato – parliamo  sempre del ”dopo”, del
”futuro” ma loro no, anzi, hanno paura di quello che accadrà: l’uomo
bianco (in lingua locale, il kalaallisut, qattunaa
, in
senso dispregiativo), gli ha tolto tutto perfino l’orgoglio di
cacciare», 

dal momento che l’occidente

 «ha impedito loro di sostentarsi
con la foca e la balena, nonostante abbiano quote severissime e regole
molto dure per il rispetto degli animali»,
 

al contrario di quel che
avviene in altri paesi come il Giappone che cacciano in maniera
scriteriata i cetacei non per sostentarsi ma per scopi commerciali.

La
Casa Rossa serve a creare un ponte:

«Bisogna sostenere la popolazione
locale in preda alla depressione, all’alcolismo e di qualcosa che non
conoscono ma che temono; parliamo di quello che potremmo fare molto
spesso e l’importante è essergli vicini e capire le ragioni di un popolo
pacifico, che non conosce la guerra e lo sfruttamento tra simili».

Certo
è che, come ha sostenuto lo stesso Robert Peroni a Tv2000:  

«Gli inuit
dovranno necessariamente imparare dall’uomo bianco e dalle sue usanze
nonostante egli non abbia affatto ragione»
. 

Pena la scomparsa di una
cultura millenaria.

Pubblicato sulla sezione Tuttogreen de La Stampa il 7 dicembre 2019 [aggiornato il 25 novembre 2019]: https://www.lastampa.it/tuttogreen/2019/09/07/news/groenlandia-un-paese-che-non-conosciamo-1.37413836/

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In Groenlandia si gioca [solo] a ferragosto

Posted on 2018/08/25 by carmocippinelli
Un momento della finale fra B-67 e N-48.
Foto di Dida Heilmann

Il campionato groenlandese, iniziato il 12 agosto e terminato il 19 dello stesso mese, verrà ricordato certamente per la sua brevità, ma il GM2018 (così si chiama) ha incoronato vincitrice la squadra di Nuuk che detiene più vittorie delle altre: il B-67. I biancazzurri della capitale groenlandese, infatti, hanno all’attivo ben 13 vittorie stagionali. Nella scorsa edizione il B-67 ha visto sfumare il titolo in finale contro l’IT-79, squadra anch’essa di Nuuk, la quale ha soffiato la vittoria alla Juventus del calcio groenlandese – si parva licet – solo ai rigori.


L’ultima frontiera del football
Il campionato di calcio è strutturato in tre fasi: locale, regionale e “nazionale” (ma è più corretto chiamarla “finale”), quest’ultima divide le squadre in due gruppi (A, B), solitamente non più di 12. Le fasi locali si svolgono prima della settimana di ferragosto, momento clou del GM. La fase finale si gioca su un campo solo, quello di Nuuk, recentemente rimesso a nuovo e in erba sintetica, fino a qualche anno fa in terra battuta. Ma che nessuno t(r)emi: il romanticismo del campionato più “a nord” del Pianeta Terra non è stato affatto minato dalla colonizzazione del verde artificiale: gli spalti sono sempre i soliti, ovvero, la partita la si guarda dalle rocce, liberamente, senza pagare nulla.

Foto di Dida G. Heilmann

Lo stesso campo fotografato da Dida Heilmann nella finale, qualche anno fa nella partita fra G-44 e FCM si presentava così:

Per comprendere pienamente quel che significa il calcio groenlandese bisogna saper astrarsi dalla quotidianità del calcio milionario, degli stadi vuoti, di pay-tv, dei giocatori considerati vecchi alle soglie dei trent’anni: i limiti di età in Groenlandia, semplicemente, non esistono. Quest’anno infatti, in una partita fra K-45 e N-48 si sono affrontati il più vecchio e il più giovane calciatore del campionato: Jonas ‘Kidi’ Hansen e Nemo Thomsen, segnando l’uno il gol della bandiera gol e l’altro una tripletta, in una partita che ha avuto ben pco da dire, terminando 1-13 per il N-48 (Nagdlunguak della città di Ilulissat), compagine arrivata in finale e sconfitta per 2 a 0 dal B-67.
A sinistra Jonas Hansen (47 anni), a destra Nemo Thomsen (14)
fonte foto: NBU – Nuuk Boldspil Union
Jonas Hansen, il più vecchio, ha 47 anni e 357 giorni mentre Nemo Thomsen, il più giovane ne ha da poco compiuti 14: due mondi a confronto, sebbene provenienti dallo stesso Paese, dato che Hansen gioca per la polisportiva del suo paese da sempre (Qasigiannguit, insediamento della Baia di Disko che conta poco più di mille anime) e, nonostante il blasone del Nagdlunguaq, per il Kugsak-45 l’importante era essere presente alla fase finale. Il titolo torna al B-67 e l’allenatore vola in Svezia La vittoria finale del campionato è tornata alla squadra biancazzurra di Nuuk, che ha sconfitto il Nagdlunguaq di Ilulissat in finale, relegando al terzo posto l’IT-79, vincitrice lo scorso anno. 
Il calcio groenlandese vola in Svezia!
La notorietà della squadra groenlandese, per la prima volta, ha suscitato interesse all’estero, tanto che l’allenatore volerà in Svezia: «Tekle Ghebrelul, lascia il club e si trasferisce in Svezia», lo assicura «Sermitsiaq», quotidiano groenlandese/danese, «nelle prossime due stagioni sarà in prima linea all’Örebro futsal club, squara della Serie A svedese. “Non è stata una decisione facile lasciare il B-67, ma il tempo è maturo per provare qualcosa di nuovo: sono stato in Svezia a vedere le strutture [dell’ Örebro ndt] e sono rimasto molto soddisfatto di quello che ho visto. Forse è anche buono per il B-67, che avrà possibilità di provare qualche nuovo percorso”, ha detto Tekle Ghebrelul».
A questo link https://www.youtube.com/watch?v=402S5t0WYZY&list=PLFC2546CC82E9E93F potrete rivedere le partite della fase finale trasmesse dall’emittente locale KNR e riprese da OtherFootball, canale che raccomando di seguire ai nicchisti come il sottoscritto. 
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Aputsiaq Birch nella “hall of fame” del calcio groenlandese

Posted on 2018/03/19 by carmocippinelli

 

Il difensore centrale della B-67 entra, a pieno titolo, nella hall of fame
della squadra e del calcio groenlandese. «Grande visione di gioco e
controllo della palla, anche in situazoni di pressione», viene definito
così dallo staff della B-67. Perché entra di diritto nella storia del
club biancoblu? Perché ha raggiunto 148 partite in prima squadra fra il
2003 e il 2017, segnando 8 gol e diventando «uomo partita» per ben 10
volte.
Per prima squadra, si intende, ovviamente quella di calcio a 11 outdoor dato che in Groenlandia si gioca indoor per
quasi tutto l’anno praticando calcio a 11, a
5, handball (pallamano) e altri sport: solo per tre mesi l’anno il clima
consente di disputare partite all’esterno e di imbastire il GM
Championship, la massima (unica) serie groenlandese di calcio,
precedentemente anche sponsorizzata dalla Coca-Cola. I campi da gioco
sono tutti in terra battuta eccetto due, quello di Nuuk e uno a
Qaqortoq, come descritto dal «Guardian» nel 2014: «negli anni recenti
il calcio groenlandese ha compiuto un balzo in avanti, grazie al campo
in erba sintetica di Qaqortoq. La nazionale partecipa agli “Islands
Games” sin dal 1989»
. Nell’ultima edizione del campionato,
vinto inaspettatamente dall’IT-79 proprio sulla B-67, le finali si sono
disputate nel nuovo campo sintetico di Nuuk.
Il campionato di calcio a 11 outdoor è strutturato in tre fasi:
locale, regionale e finale, quest’ultima raggruppa due gironi, due
gruppi di 6 squadre, le due prime in classifica si contenderanno la
vittoria del campionato stesso. Non esistono spalti nel
campionato groenlandese e si può osservare la partita dalle imponenti
rocce al lato del campo e capita, in alcuni “impianti” di alcune
cittadine più piccole, che il pallone finisca in acqua.

Il campo di Nuuk prima del manto sintetico (fino al 2016)

Posted in calcio groenlandese, fissazioni, groenlandiaTagged calcio groenlandese, fissazioni, groenlandia

In Groenlandia si gioca (indoor) anche in inverno quando fuori fa… -16°!

Posted on 2018/02/23 by carmocippinelli
Foto © Leiff Josefsen – «Sermitsiaq»

A Nuuk è andata in scena la Polar Seafood
Cup, una coppa di futsal indoor a cui partecipano calciatori e
calciatrici di categorie giovanili (U17, U15, U13), compresi i piccoli
U9 della B-67 di Nuuk di quest’anno: arrivati quarti avendo fronteggiato
i ragazzi più grandi nel girone. 

 
Oltre il campionato di futsal, in questi giorni a Nuuk si è tenuta la
Polar Seafood Cup. Tutti e tre i club partecipanti, B-67, GSS e N-48
hanno conquistato delle medaglie nel torneo che si è tenuto a Nuuk in
questi giorni di Febbraio. «Molti bambini e adolescenti partecipanti
hanno disputato, oltre alla coppa, anche partite di campionato nel fine
settimana [organizzato dalla Nuuk Boldspil Union nda]», ha dichiarato
Finn Meinel, allenatore della B-67 a «Sermitsiaq», testata bilingue
danese/groenlandese.Per la categoria
Under 11 (U11) hanno partecipato tre squadre della B-67 e due della GSS:
la squadra biancoblu si è aggiudicata sia oro che bronzo lasciando ai
giallorossi della GSS l’argento. Non solo U11: la squadra Under 9 della
B-67, infatti, ha partecipato il torneo fronteggiando giocatori più
grandi e guadagnando un ottimo 4° posto nel girone
 
Sorprendente vittoria nella U13 
La squadra U13 della GSS ha sorprendentemente vinto in finale contro la
compagine favorita dell’N-48: la squadra di Ilulissat era riuscita a
raggiungere la fase finale nonostante la sconfitta con la B-67 nel corso
del campionato. La squadra di Ilulissat non ce l’ha fatta e contro i
giallorossi è caduta completamente nella parte finale della gara.
La GSS aveva raggiunto la fase finale a seguito della partita vinta
contro la B-67: «Regin Thomsen ha giocato molto bene, insieme ai suoi
compagni Ringsted e Berthelsen», ha dichiarato Finn Meinel. 
 
B-67 Ragazze imbattute 
La compagine Under 17 femminile biancoblu è rimasta imbattuta per tutta
la durata del torneo: le ragazze hanno messo a ferro e fuoco il torneo
vincendo ogni gara e aggiudicandosi l’oro. Il secondo posto è toccato
all’IT-79.
Posted in calcio femminile, calcio groenlandese, fissazioni, groenlandia, indoorTagged calcio femminile, calcio groenlandese, fissazioni, groenlandia, indoor

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«Sosteneva, fra l’altro, che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l’effetto che dir si voglia d’un unico motivo, d’una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo».

Un sogno per la Borgata Gordiani!

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