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Tag: Roma

Musica triste (con diluvio) al “Vittiglio”

Posted on 2023/05/21 by carmocippinelli

Antonio Tabucchi avrebbe descritto la giornata di oggi con l’espressione “un giorno da chiodi”. Giornata storta, giornata piovosa, temporalesca e tropicale al tempo stesso, a seconda del movimento delle nuvole. Lampi e tuoni in lontananza. Campo pesante e cuori sospesi.
Finisce 2-2 contro il Ciampino City Futsal, squadra riguardo cui non smetterò mai di porre in rilievo (a costo di ripetermi e di sembrare più pedante di quanto non sia già) la totale irrazionalità del nome. Sembra una battuta dei film di Aldo, Giovanni e Giacomo: «’Cazzo ti chiami a fare futsal che giochi a calcio a 11, daaaaai!». Cose così.

Ma veniamo a noi. 

La Borgata entra in campo un po’ spenta e la squadra ospite (pesantemente rinnovata nei ranghi rispetto a quella incontrata nella partita d’andata a Santa Maria delle Mole) ne approfitta subito: al 5′, complice una marcatura andata a vuoto di Capuzzolo. Simonetti, lasciato solo in area, ha tempo di stoppare e aggiustare il pallone. Il tiro finisce all’angolo basso dove Capuani non può arrivare.
La partita è già in salita e inizia a pioviccicare.
Non farò la battuta di “Frankenstein Junior” perché, effettivamente, poi è piovuto sul serio (tanto) senza che la situazione si ribaltasse davvero.
Un pugno di minuti più tardi arriva il pareggio: si tratta di autogol ma, francamente, tra la pioggia e una visuale non molto chiara (aggiungasi miopia), lo attribuiremo a Cicolò che stava lì a un passo. Al 9′ la partita è stata riequilibrata ma entrambe le squadre ora spingono il doppio, letteralmente. Al 15′ Cicolò lascia partire un tiro potentissimo dai 30 metri: traversa scheggiata e portiere che riesce a deviare all’ultimo. 

Il campo si fa sempre più pesante: i continui capovolgimenti di fronte terminano al 28′ quando tutta la squadra ospite protesta vibrantemente per un gol annullato (per posizione di fuorigioco) dal direttore di gara. Le proteste mangiano minuti di partita e la concentrazione inizia già a scemare. Al 30′ Mascioli (Moreno) viene fermato in area da Capraro, l’arbitro fa cenno di alzarsi al 10 granata ma nel frattempo il difensore cerca l’occasione per far saltare i nervi al nostro punzecchiandolo con delle ginocchiate.
Arbitro non vede, cuore non duole. 

Due minuti dopo arriva il raddoppio del Ciampino con un gol fotocopia del primo ma su palla inattiva: ancora un errore difensivo e Bianconi incorna mandando il pallone alle spalle di Capuani. 

La ripresa è il tripudio degli schemi che saltano già dal primo minuto. Il Ciampino cercherà pervicacemente il terzo gol ma non riuscirà mai nell’impresa anche se ci va davvero vicino al 42′: il tiro di Ferraioli scheggerà la traversa; allo stesso modo la Borgata riprende in mano la partita al 9′ con Capuzzolo. «Doveva farsi perdonare dei due gol di prima», ha asserito Poma, sugli spalti in questo finale di stagione a causa di un problema muscolare.

[Al ventesimo della ripresa, in pieno diluvio, mi rendo conto di aver lasciato una finestra di casa mezza socchiusa. Nota del tutto trascurabile ma giuro che mi sono immaginato l’appartamento come fosse Venezia]

Al 24′ Ciamarra, lanciato verso la porta, viene chiaramente fermato in area ma, di nuovo, per l’arbitro non c’è fallo. Si protesta, si urla, ci si sbraccia e nel frattempo gli animi si surriscaldano alquanto.
Ultima nota da segnalare il tocco, troppo morbido, di Chiarella al 50′: a tu per tu col portiere, il neoentrato sfuma il centro che avrebbe chiuso la partita. 

Finisce male con nervosismi e ribalderie, arroganze e parole grosse, cartellini rossi che volano a gioco finito da un pezzo.
E adesso la Borgata deve iniziare a guardarsi anche alle spalle: il Sempione è arrivato a 48 punti dopo la vittoria sul Montedoro. Serve una vittoria e serve andarla a prendere col carattere granata dimostrato fino ad ora.

La faccia di Dago iunior

Il tabellino della ventisettesima giornata di campionato | Seconda Categoria Laziale | Girone F

BORGATA GORDIANI – CIAMPINO CITY FUTSAL 2-2

MARCATORI: 5’pt Simonetti (CCF), 9’pt aut. non s’è capito di chi ma lo attribuiamo a Cicolò (BG), 32’pt Bianconi (CCF), 9’st Capuzzolo (BG)

BORGATA GORDIANI: Capuani, Capuzzolo, Mascioli F., Pompi, Mascelloni, Brigazzi, Cicolò, Alfonsini (15’st Cassatella), Ciamarra (29’st Chiarella), Mascioli M., Proietti, PANCHINA: Barsotti, Segatori, Casavecchia, Ienuso, Neri, Martucci, Amico.

CIAMPINO CITY FUTSAL: Ciliento, Zettera (13’st Pietrantoni), Capraro (10’st Baldascino), Biasini, Bianconi,
Carleo (47’st Falcone), Battista, Nobili, De Paolis, Simonetti (32’st Bocci), Ferraioli PANCHINA:
Marini, Corcione, Barbera. 

ARBITRO: Federico d’Alessandro (Roma1)

NOTE: Espulso
Mascelloni (BG) a partita finita. Ammoniti: 36’pt Mascioli M. (BG), 36’pt Amico (BG), 42’st De Paolis (CCF), Angoli: Borgata Gordiani 13 – 3 Ciampino City Futsal; Recupero: 2’pt – 6’st

 

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Classe digerente [o “fegati dirigenti”]

Posted on 2023/04/28 by carmocippinelli

In un’appassionata discussione, quanto pigramente sopportata dalla maggioranza dei presenti, relativa alla somma di fondi che andrebbero elargiti tramite l’approvazione di progetti e voci di spesa in ambito dell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), a un certo punto prende la parola un collega. 

Uno di quelli giusti, uno di quelli che ai lavoratori ci tiene “nonostante il sindacato”, confederale ça va sans dire. Uno di quelli ‘militanti’ che distribuisce la stampa della propria organizzazione con pedissequa abnegazione e ossequioso rispetto di strutture gerarchicamente settarie ma all’apparenza perfettamente ben oliate nell’organizzazione.

Prende il microfono. Ringrazia i presenti per il dibattito, come ad attribuirsi capacità di sintesi a seguito delle sue parole e in forza di esse.
Dice che di quanto detto fino ad ora, riguardo cifre e voci di spesa, non ci ha capito nulla ma che sa benissimo una cosa: “la tecnologia si domina”. L’uomo è in grado di farlo, manifestando una invidiabile fiducia più che positivista.
Dice che gli studenti che forma la scuola secondaria di secondo grado sono “forza lavoro” e che fuori dalle mura scolastiche “andranno comunque a lavorare e faranno arricchire altri” ma che “è un’altra storia e si aprirebbe un capitolo troppo lungo”.
Dice anche che, in fondo, tutta questa verve passatista non la capisce: “non amo molto Pasolini e quello che diceva sul passato era sbagliato”. Non bisogna rimpiangere per epoche che ci si è lasciati alle spalle da almeno un quindicennio o più; peggio ancora se il passatismo è rivolto ad epoche non conosciute, rimpiangendone esoticamente (o letterariamente) i fasti o quel-che-fu. 

Insomma: i ragazzi forza lavoro. Alla malora chi pensa che l’istruzione serva davvero a qualcosa, che possa essere e rappresentare un percorso di crescita per migliaia di ragazzi, di sviluppo della consapevolezza di sé, dello spirito critico e – scusate se è poco – per imparare quel che precedentemente non era conosciuto. 

E menomale che è uno di quelli che si dichiara pervicacemente marxista e che, nella sua organizzazione gerarchica, ne rappresenta anche un dirigente di primo piano.

Classe digerente, più che dirigente.

Poveri noi.
(E poveri figli).

L’immagine a corredo dell’articolo rappresenta l’Hotel Uzbekistan di Tashkent.

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Ovunque proteggi: la Borgata va sempre avanti [e finisce il digiuno Ciamarra]

Posted on 2023/04/23 by carmocippinelli

La Borgata si prende la vittoria per quattro reti a zero contro una Lucky Junior rimaneggiata (squalificati Betti e Galante) e con soli quattro giocatori a disposizione di mister Alosa. Dopo la battuta d’arresto al ‘Tre torri’, la squadra di mister Amico inanella la seconda vittoria consecutiva confermandosi saldamente al terzo posto e distanziando di sette lunghezze il Montedoro.  

C’è poco da dire, per la verità, di una partita interpretata magistralmente dagli undici granata: dopo 9 minuti Di Stefano e Pompi si producono in un ‘dai e vai’ che termina con una bordata del numero 4, vòlta certamente a trafiggere Paciaroni ma che rimedia ‘solo’ un tiro dalla bandierina. 

Pompi non ci sta e un minuto dopo, su sviluppo di un’azione dalla sinistra, è ancora lui a tirare e ad impegnare l’estremo difensore giallonero. Paciaroni non blocca e respinge: Pompi è a un centimetro e di testa insacca il primo gol della partita. Cinque minuti dopo la Luky Junior, su sviluppo di un calcio d’angolo, prova a farsi vedere dalle parti di Poma: Cesaretti si produce in una mezza rovesciata che non va in porto e si spegne sul fondo. Capovolgimento di fronte: Piccardi si fa tutta la fascia sinistra e arriva a tu per tu col portiere: l’uscita provvidenziale dell’estremo difensore dice ‘no’ al tentativo del capitano granata. Un minuto dopo arriva il raddoppio: Chiarella intuisce la posizione “fuori fuoco”, mettiamola così, di Paciaroni e tenta il tiro da fuori area trafiggendo l’estremo difensore. 2-0. Non basta: al 18′ Piccardi serve un pallone delizioso a Di Stefano: 3-0.
La Lucky Junior è completamente frastornata: la squadra incontrata a Cecchina (e che sconfisse 2-0 la Borgata) è un lontanissimo ricordo di quella disposta in campo da mister Alosa. Ogni passo in avanti che tenta il reparto offensivo giallonero è prontamente fatto indietreggiare da Brigazzi-Chimeri-Mascelloni, i tre oggi evidentemente più in forma del solito.

La ripresa scorre via senza grandi occasioni ospiti: il gioco castellano continua a latitare e, allora, la Borgata ne approfitta. Al 14′ Mascioli pesca Piccardi che scatta e si va a prendere quel pallone per cercare di trasformarlo nel quarto centro della partita: il palo gli nega la gioia del gol facendolo tornare giocabile in area. Vi si piomba Di Stefano che lo centra con un collo potentissimo: traversa. 

“Questo quarto gol non s’ha da fare”.

La Borgata amministra egregiamente e continua a tentare di allungare senza riuscirci: al 38′ Proietti, da solo, sulla destra, dopo essersi aggiustato per bene il pallone, lascia partire una staffilata che – come nella telecronaca di Fifa ’98 di Pizzul e Bulbarelli – “fa la barba al palo“. 

Alla fine il quarto gol arriva allo scadere della seconda frazione di gioco: è Ciamarra che, pur subendo l’uscita del portiere ed esultando zoppicante subito dopo, va a prendersi quel centro che vuol dire tantissimo per il morale (e per la Borgata!).

 Il tabellino della ventreesima giornata di campionato | Seconda Categoria Laziale | Girone F

BORGATAGORDIANI – LUCKY JUNIOR 4-0

MARCATORI: 10’pt Pompi, 16’pt Chiarella, 18’pt Di Stefano, 44’st Ciamarra.

BORGATA GORDIANI: Poma (20’st Capuani), Chieffo (37’st Proietti), Brigazzi, Pompi (26’st Ienuso), Mascelloni, Chimeri, Di Stefano, Cassatella (15’st Cicolò), Chiarella (26’st Ciamarra), Mascioli M., Piccardi. PANCHINA: Segatori, Capuzzolo, Mascioli F., Casavecchia.
ALLENATORE: Fabrizio Amico

LUCKY JUNIOR: Paciaroni, Frau, Fanasca, Cesaretti, Cammarata (8’st Carducci), Trani (1’st Molinaro), Fanini, Orsolini, Moretta L. (11’st Gigante), Maggi (1’st Di Tommaso), Moretta M. ALLENATORE: Michele Alosa
ARBITRA: Benedetta Gambucci (Roma1)
NOTE: Ammoniti: 27’pt Maggi (LJ), 35’pt Cassatella (BG). Recupero 2’pt – 4’pt Angoli: Borgata Gordiani 2 – 1 Lucky Junior.

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Il colloquio [iperbole]

Posted on 2023/03/25 by carmocippinelli

[Il post è frutto di fantasia. Non è riferito a nessuno e ad alcuna circostanza in particolare. Si satireggia]

 
Lo sguardo è triste ma solenne insieme, a stento si trattengono le lacrime che – pure – scenderebbero copiose se non ci fosse lo steccato genitore-insegnante a incutere un ‘quid’ di distanza psicologica, sebbene l’età anagrafica giochi tutta a favore della genitrice. 

Sospira, guarda in basso. Poi, afferrando i manici della borsa che ha posto sulle ginocchia, come a farsi forza di dover pronunciare la sentenza più sconveniente (ma anche un po’ mesta) riguardo la figlia, comincia: «Professore…! (qui un altro sospiro con sguardo verso il basso) mia figlia ha così a cuore le sue materie! Fa male a me prima ancora che a lei sapere che non stia andando bene».

Momento di sguardo penetrante che dura un centesimo di secondo, prima di ricominciare: «Torna a casa, mia figlia, e studia. Studia, studia, studia, non fa altro che studiare. Ho dovuto interromperle lo sport, e lei sa bene quanto in quest’età sia vitale coompiere attività fisica». 

Ti lasci andare in una chiusura di palpebre e ad un vocalismo strozzato che tradisce appartenenza territoriale a ridosso del raccordo anulare: «Eeh».

«Ma professore: non ha quasi il tempo per mangiare con noi la sera!», qui le braccia si allargano come a voler ricevere la forza dagli astri.

Il colloquio finisce mentre tu, paterno, rassicuri la genitrice e ti affretti a tornare in classe.
Sali i gradini che ti portano al piano dove, in fondo al corridoio a sinistra (a destra c’è sempre il cesso di gaberiana memoria), ti aspetta la classe.
La figlia, seduta come al pub mentre ordina una chiara media, masticando la gomma come la ragazza di Verdone-Figlio-dell’amore-eterno in “Un sacco bello”, vede entrare il prof e senza neanche provare a dissimulare: «AH PROF MA QUANTE GGIUSSSIFICHE ME SO RIMASSE A LATINO?!».

Don Milani, ora pro nobis

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Col cuore in mano: la Borgata si prende tre punti a Moricone

Posted on 2023/03/20 by carmocippinelli

«Vabbè, prof, ma quindi un pronostico su domenica?». Ormai nella III E la Borgata segna l’argomento di conversazione prima che si comincino le lezioni del sabato e del lunedì. Stavolta il pronostico era davvero difficile e gli ho semplicemente detto, mettendo le mani avanti ma scuotendo un po’ la testa: «Vedremo come andrà, ma di una cosa sono certo: il Moricone non regalerà niente».   

Una constatazione piuttosto banale dato che all’andata il Moricone ha superato la Borgata tra le mura amiche del ‘Vittiglio’ per 3 a 1. La gara di andata con la compagine tiburtina ha sancito la prima sconfitta in campionato per i granata: passati in vantaggio su rigore, raggiunti al 39′ della ripresa e poi superati dalla doppietta di Gilardi al 45′ e 46′. In zona Borgata, come sempre. (Per chi volesse rileggere il post di quella partita basta che clicchi qui: https://sostienepiccinelli.blogspot.com/2022/11/stop-dimentica-finisce-1-3-al-vittiglio.html)

Stavolta però è tutta un’altra storia. Certo: ci sono Moreno e il Mister fuori dal rettangolo di gioco e pure qualche defezione tra gli undici scesi in campo, però la Borgata è appena uscita sconfitta col Montedoro e quel 0-2 ancora brucia. C’è poco da stare a discutere: «fare o non fare, non c’è provare».

“Senza spalti né gradoni”

Il grande parcheggio antistante al “Sante Aureli” ha le stesse dimensioni di un campo di calcio. Quando abbiamo notato che il campo vero non prevedeva alcun gradone, tribuna (per quanto piccola) o qualcosa di simile ad un posto presso il quale sostare per una 90ina di minuti per vedere la partita, abbiamo provato ad ipotizzare che quel parcheggio ospitasse il campo. I gradoni, infatti, davano sulle macchine parcheggiate. L'”Aureli” è di terra. E campo di terra significa linee di metà e fine campo tracciate alla bell’e meglio, scarpini che affondano nella terra battuta, durezza e caso. In che senso caso? Nel senso più letterale del termine: capita che il pallone rimbalzi come non avresti previsto o immaginato, succede che l’avversario riesca ad intercettare quel passaggio fondamentale a causa di un avvallamento del terreno e magari riesca a portare  la squadra a ridosso del portiere, il centravanti faccia gol e la partita cambia volto improvvisamente.
C’è chi storce le labbra, abituati ai modernissimi campi sintetici di cui ormai Roma trabocca, eppure anche questo è dilettantismo, agonismo, calcio popolare. 
Nel primo tempo la Borgata soffre l’iniziativa del Moricone: gli undici di Molinari (ma non er sambucone) vogliono imporre il proprio tempo e il proprio spazio alla partita. I ritmi iniziano ad essere alti fin dal primo quarto d’ora, quando cioè la squadra di casa si fa avanti al 16′ con una punizione che impegna Capuani, degno sostituto di Poma per la giornata di domenica 19. Il gioco dei locali è molto duro: la classifica e il campo parlano chiari, c’è voglia di riscatto da entrambe le parti e c’è necessità di tornare a inanellare risultati utili. Al 20′ Piccardi inizia a zoppicare a causa di un intervento di Pietrosanti. L’arbitro non sanziona, ma il nostro ha bisogno di tempo per riprendersi. Qualche istante più tardi è Mascioli iunior a cadere e a non rialzarsi: entra Cassatella, primo cambio della Borgata al 20′ del primo tempo. I biancoverdi provano a sbloccare la partita attorno al 25′: Maggi si fa vedere dalle parti di Capuani ma il tiro è angolato ma si spegne sul fondo; attorno al 30′ un’altra azione corale trafigge la difesa granata ma trova l’opposizione di Capuani. L’occasione per la Borgata potrebbe arrivare su punizione: il tiro di Pompi è troppo debole e il portiere Giacobone non ha problemi nel raccogliere il pallone. Allo scadere della prima frazione, però, la partita si sblocca davvero: Santus calcia una punizione imprendibile per Capuani e le squadre tornano negli spogliatoi con il risultato di 1-0. 

Todo cambia

Le squadre tornano in campo consapevoli di dover dimostrare ancora tutto: niente è scritto, niente è a posto, tutto può ancora essere ribaltato. Nei primi dieci minuti la Borgata si fa vedere prima con una punizione di Mascelloni, su cui ci si accapiglia in un batti e ribatti (ma capire chi ha tirato e chi ha respinto è un’impresa ottica non da poco per un miope che era presente dietro l’altra porta). Di sicuro, l’ultimo tiro che ha impegnato il portiere locale è stato di Piccardi. Al 12′ Di Stefano cade in area e si reclama per un calcio di rigore ma l’arbitro ammonisce il 7 granata, probabilmente per simulazione. Alla mezz’ora l’illusione che da’ la Borgata è quella della stanchezza, ma è solo una ‘fata Morgana’: Proietti esce per fare posto a Chieffo e cinque minuti dopo arriva il pareggio granata. Sofferto, sudato, voluto: Di Stefano trafigge il portiere e riporta la partita in parità.

La Borgata capisce che deve puntare a far allungare – come si dice in queste occasioni – la squadra locale: le ripartenze di Di Stefano sono velenose per la difesa locale e, anzi, al 49′ scapperà di nuovo tra le retrovie tiburtine ‘rischiando’ la doppietta. 

Finale da miocardite acuta

Manca poco. Cinque minuti di recupero. Su ogni pallone si lotta e su ogni iniziativa del Moricone la squadra ragiona: non c’è da perdere la testa, magari si prende qualche cartellino (come quelli di Chimeri e Segatori, pilastri imprescindibili della difesa granata). Gilardi, entrato al 19′ per il Moricone, vorrebbe replicare la doppietta dell’andata ma Chimeri chiude ogni porta: i cinque minuti finali sono pieni d’agonismo, di durezza, di volontà da entrambe le parti. Capuani blinda la porta ospite e salva il risultato in due occasioni. E poi c’è il caso, l’ultima azione. Quella che le maestre delle elementari ti classificavano come ultima occasione della ricreazione per dare un calcio al pallone prima di tornare in classe e spiegare le tabelline. Calcio d’angolo, svetta Chimeri: gol, 1-2. Triplice fischio dell’arbitro. 

La Borgata torna a vincere e si prende la rivincita sulla partita d’andata, così storta e così infausta. I sostenitori locali si dissolvono in un attimo, i nostri si trattengono ancora qualche istante coi giocatori. «Quanto cazzo è bello vince, regà», Cicolò si avvicina alla recinzione ed è raggiante, Mascelloni stringe fortissimo Segatori, Piccardi è radioso. Vincere è facile, ribaltare la partita con questo piglio è granata. Pienamente granata. 

Il tabellino della diciannovesima giornata di campionato | Seconda categoria laziale | Girone F

MORICONE – BORGATA GORDIANI 1-2

MARCATORI: 46’pt Maggi (M), 35’st Di Stefano (BG), 51’st Chimeri (BG)

MORICONE: Giacobone, Peroni, Marroni, Antonelli, Santus (41’st Lucarelli), Tonelli E., Pietrosanti (19’st Gilardi) Tonelli M., Maggi, Pasquarelli, Felli PANCHINA: Zingaretti, Massimi, Benedetti, Pichetti, Cherubini. ALLENATORE: Federico Molinari

BORGATA GORDIANI: Capuani, Proietti (23’st Chieffo), Segatori, Mascelloni, Brigazzi, Chimeri, Di Stefano, Mascioli F. (20’pt Cassatella), Cicolò, Pompi (40’st Chiarella), Piccardi PANCHINA: Franco, Ienuso, Neri, Ciamarra, Martucci, Corciulo. ALLENATORE: (squalificato fino al 31/3/23)

ARBITRO: Francesco De Pascale (Roma 2)

NOTE: Ammoniti: 31’pt Antonelli (M), 12’st Di Stefano (BG), 28’st Mascelloni (BG), 33’st Pompi (BG), 43’st Segatori, 45’st Chimeri (BG), 46’st Lucarelli (M). Recupero 2’pt – 5’st (cinque minuti effettivi, sei realmente giocati). Angoli Moricone 3 – 4 Borgata Gordiani.

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L’articolo sulle fettuccine di Alfredo di Lelio “vola” a New York!

Posted on 2023/03/16 by carmocippinelli

Sembra uno scherzo e invece non lo è. L’articolo che ho pubblicato martedì 1 febbraio sulla storia delle “fettuccine” di Alfredo di Lelio, è stato pubblicato il 15 marzo sul quotidiano bilingue «La voce di New York».
E la cosa bella è che è tutto vero!

L’articolo è disponibile a questo link: https://lavocedinewyork.com/food/2023/03/15/388518/

Per lungo tempo in Italia si è pensato che le “fettuccine Alfredo” fossero italo-americane e nulla avessero a che fare con la genuina cucina italiana essendo frutto di travisamenti. Al piatto negli USA è stata addirittura dedicata una giornata: il 7 febbraio è il “National Fettuccine Alfredo day”.

Non è così: le fettuccine Alfredo erano e sono tipicamente italiane. Anzi, romane: nate dall’intuizione del ristoratore Alfredo Di Lelio nel 1908. Al 104 di Via della Scrofa a Roma, il nostro aveva aperto una piccolissima trattoria. Due ingredienti, doppio burro e parmigiano, e una mantecatura a dovere, le fettuccine divennero il piatto forte del locale. Vuole la storia che Di Lelio le propose per la prima volta alla moglie che soffriva d’inappetenza a seguito della nascita del figlio (Armando, ma per tutti Alfredo II). Ines, la moglie del ristoratore, ne rimase estasiata e suggerì al baffuto marito di inserirle nel menù.

Da quel momento il nome di Alfredo venne associato alle fettuccine, tanto che durante la seconda guerra mondiale persino il quotidiano di Milano («Corriere della Sera») dava conto ai propri lettori della riapertura al pubblico del locale:

«Il re delle fettuccine, Alfredo alla Scrofa, Roma, annunzia alla sua eletta clientela milanese che oggi 5 sett. [1937] riapre il suo ristorante con le sempre maestose fettuccine al doppio burro e i suoi insuperabili filetti di tacchino all’Alfredo».

In ventinove anni, da quel 1908 in cui tutto iniziò, la fama della trattoria al 104 di Via della Scrofa era già andata ben oltre la Capitale, evidentemente. Nello stesso periodo, più precisamente durante l’occupazione nazista d’Italia e della città di Roma, il locale subì una chiusura di tre mesi «per infrazioni annonarie», come riporta il quotidiano fascista «Giornale d’Italia» del 25 marzo 1944:

«È stata disposta la chiusura per mesi tre dei sottonotati esercizi di trattoria, sorpresi a somministrare pietanze prelibate, in contrasto con le vigenti norme di disciplina annonaria. […] Ristorante Alfredo, in Via della Scrofa, gestito da Mozzetti Giuseppe».

Un’altra testimonianza di quel periodo l’ha fornita Filippo Ceccarelli nel 2019 pubblicando sul quotidiano «La Repubblica» uno stralcio del “Ghiottone Errante” di Paolo Monelli (1935):

« “Compare il trattore, baffi e pancetta da domatore, impugnando posate d’oro; e si avvicina al piatto delle fettuccine. La musica tace, dopo un rullìo ammonitore che ha fatto ammutolire anche i clienti in giro. Il trattore sente intorno a sé un’aureola di sguardi. Alza la forchetta e cucchiaio in cielo, come per propiziarselo; poi li tuffa nelle paste, le sommuove con un moto rapido, matematico, il capo inclinato, il respiro trattenuto, il mignolo sospeso. Due camerieri, impalati, assistono sul soglio. Pesa intorno il silenzio. Finché la musica scoppia in allegro brio, il trattore ripartisce le porzioni, poi va a riporre le posate d’oro e scompare”. Riaccese le luci, Alfredo ricompariva tra gli applausi. Gli americani letteralmente impazzivano».

Posate d’oro che, stando a quanto raccontava lo stesso Di Lelio, gli erano state regalate da Douglas Fairbanks e Mary Pickford in quegli anni.

Deliziosa la testimonianza che Paul Hofmann affida al «New York Times» il 1 novembre 1981, raccontando l’epifania di un suo amico con le “fettuccine Alfredo” in una Roma di metà anni ‘40 e in un’Italia uscita devastata dalla seconda guerra mondiale:

«Ricordo di aver portato un amico britannico da “Alfredo” a metà degli anni ’40, quando a Londra il cibo era ancora scarso e scialbo e tutti in Europa sembravano piuttosto magri. [Egli] Si tuffò con stupore nelle fettuccine e dopo le prime cucchiaiate mi chiese con un’espressione sconcertata: “Senti, vecchio mio, chi ha davvero vinto la guerra?”. 
Le tagliatelle gialle grondanti di burro erano diventate un simbolo invidiato del “miracolo italiano” della rapida ripresa postbellica. Allora non eravamo a conoscenza del colesterolo».
Negli anni ‘50 il locale di Via della Scrofa viene venduto, nel ‘59 Alfredo I scompare e tutt’ora il ristorante “Il vero Alfredo” si trova nella sede di Piazza Augusto Imperatore, 30. Ma, come ebbe a dire lo stesso Hofmann nell’articolo:

«A complicare la confusione, ci sono almeno altri due Alfredo a Roma. Le buone fettuccine Alfredo, o fettuccine alla romana, che ormai sono più o meno la stessa cosa, si possono mangiare ogni giorno in almeno 50 ristoranti della città».

Tutt’ora, in effetti, esistono due “Alfredo” a Roma: uno al 30 di Piazza Augusto Imperatore e l’altro al 104 di Via della Scrofa. Entrambi, ovviamente, rivendicano la paternità del piatto e le posate dorate: chi per lignaggio e fama, chi per conoscenza culinaria.

 
 
La foto a corredo dell’articolo è tratta dal medesimo link della pubblicazione su ‘La voce di New York’ e raffigura Alfred Hitchcock con Alfredo di Lelio. La foto appartiene all’agenzia Ansa ©.
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E facci un gol(le)! [Letteralmente uno solo]

Posted on 2023/02/26 by carmocippinelli
Quarta vittoria di fila, prima del girone d’andata. Alla Borgata basta un gol su rigore al 18′ della prima frazione di gioco. Amministra il risultato e non riesce ad andare oltre il gol su rigore. 
Menzione speciale per i sostenitori, oggi a “ranghi ridotti”, senza tamburo e senza troppe voci.
“Scappati di casa” ma col cuore granata.
E guai a saltarne una.
Il primo quarto d’ora scivola via piuttosto velocemente: le due squadre si studiano e si “annusano” cercando di capire chi per prima prenderà l’iniziativa.
Un’occasione per parte si sviluppa subito dopo le prime battute del gioco: al 12′ Poma esce un po’ improvvidamente fuori dall’area raggiungendo il centravanti ospite, Cocco – da parte sua – tenta la beffa rifilando un pallonetto ai danni dell’estremo difensore granata. Chimeri è attento e, raggiunto il pallone, sventa la minaccia. Un minuto dopo è Di Stefano ad andarsene e a cercare Chiarella: il 9 gordiano riesce solo a spizzarla. 

Cinque minuti dopo è già il tempo del rigore che sbloccherà la partita e fisserà il punteggio finale di 1 a 0 per la Borgata Gordiani: Graziani, al fine di evitare il cosiddetto “rigore in movimento” di Chiarella, prende la palla con la mano in area. L’arbitro indica il dischetto del rigore e tira fuori il cartellino rosso in direzione del 5 in maglia bianca: evidentemente ha ritenuto intenzionale il gesto di colpire il pallone con la mano con conseguente interruzione dell’azione. Sempione in 10 e Mascioli che trasforma il rigore.
Al 25′ il tacco di Chiarella invita il tiro di Cassatella: potente ma poco preciso. Si spegne sul fondo. La Borgata prova a sfruttare la superiorità numerica ma il Sempione sa chiudersi e prova a sfruttare le punizioni dai venti metri: al 40′ Stragapede prova ad insidiare Poma ma il tiro viene deviato. 
Nel corso della ripresa la Borgata ‘rischia’ di raddoppiare almeno 4 volte: al 6′ minuto, a seguito dell’estrema scivolosità del pallone, l’estremo difensore ospite non trattiene ma riesce a metterci una pezza nonostante l’iniziativa di Pompi; al 14′ e ancora al 20′ con un tiro di Pompi dalla distanza, dopo la cavalcata eroica di Ciamarra dalla metà campo gordiana. 
Servirebbe chiudere subito la gara, servirebbe un altro gol. Che si fa? Fuori Di Stefano e dentro Cicolò: i granata tengono ma spesso abbassano la guardia. 
Mascioli pecca di manierismo, Cassatella si infervora perché vorrebbe chiudere la partita e gli animi diventano tesi: il Sempione ne approfitta per provare a farsi avanti più di qualche volta con Marini. 
Al 43′ il duo Piccardi-Mascioli imbastisce l’ennesima occasione da gol ma la porta è stregata: Sprizzi è attento e i due possono solo alzare gli occhi al cielo. 
Prima della fine c’è tempo per la possibile beffa: al 45′ su sviluppo di calcio d’angolo il Sempione riesce a cogliere un palo e a impegnare Poma. Belardi sugli spalti ha misurato la pressione ai presenti perché c’è stato il rischio di ipertensione arteriosa e conseguente infarto.
Un gol soltanto, ma a volte basta solo quello.
E il Sempione, quando c’è la Borgata di mezzo, non vince più!

Il tabellino della quindicesima giornata di campionato | Seconda Categoria Laziale | Girone F

BORGATA GORDIANI – SEMPIONE CALCIO 1-0

MARCATORI: (Rig.)19’pt Mascioli M.

BORGATA GORDIANI: Poma, Pompi, Colavecchia, Alfonsini, Mascioli F., Chimeri, Di Stefano (31’st Cicolò), Cassatella, Chiarella (14’st Ciamarra), Mascioli M., Piccardi PANCHINA: Capuani, Zagaria, Brigazzi, Segatori, Proietti, Corciulo, Martucci. ALLENATORE: Fabrizio Amico

SEMPIONE CALCIO: Sprizzi, Boido (43’st Rossi) Paolini (17’st Poliseno), Cundari, Graziani, Camilli, Fossati, Di Sora, Cocco (20’pt Coleti), Marini, Stragapede PANCHINA: Marrocchini, Natalucci, Mele, Rossi, Paolucci ALLENATORE: Luca Ventrelli

ARBITRO: Andrea Maiorino (Roma2)

NOTE: Espulso al 18’pt Graziani (SC). Ammoniti: 23’pt Camilli (SC), 46’pt Di Sora (SC), 13’st Coleti (SC), 24’st Marini (SC), 26’st Di Stefano (BG), 41’st Cassatella (BG), 47’st Cundari (SC), Recupero 2’pt – 6’st Angoli: Borgata Gordiani 5 – 3 Sempione Calcio

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La chiamavano Trinità: tre gol e tre punti contro il Ciampino

Posted on 2023/02/05 by carmocippinelli

Seconda partita consecutiva contro una squadra di Ciampino: la prima fuori casa, la seconda tra le mura amiche del “Danilo Vittiglio”. Della prima contro il Ciampino City Futsal [che però gioca a calcio a 11] meglio non parlarne, la seconda ha l’importantissima funzione d’aver scacciato la prima.

Juniores e decani-chioccia

Polisportiva Ciampino, ma non “Polisportiva Città di Ciampino”. Il nome conta, non foss’altro perché sono due squadre diverse. I sodalizi della città castellana-aeroportuale sono – per l’appunto – due e anche il nome, in questo caso, non aiuta. Così come non aiuta neanche il logo che assomiglia tantissimo a quello della fu San Vito Empolitana (poi Audace Empolitana). La squadra è tra le più giovani del campionato: il più “piccolo” è il 2004 Luigi De Blasi, che giocherà buona parte del secondo tempo. Ad ogni modo: 9 su 11 titolari sono nati nel nuovo millennio. Stessa situazione per la panchina. Il decano della squadra è certamente Massimiliano Matrullo (classe ’78) alle cui spalle c’è un passato giovanile da semi professionista, da attaccante (ora in posizione più arrestrata) e  poi composto da tanto dilettantismo (Rocca Priora, Ostiantica, Palestrina, Nuova Virtus, Casilina BCCR – ora Vis Casilina -, Real Tuscolano). A riprova di come la Seconda Categoria sia un campionato vivo e ricco di condivisione di conoscenza calcistica.
Ancora una prestazione maiuscola di Cassatella
(foto di Elisa Vannucchi relativa a Borgata Gordiani – Vis Casilina)

[i l v e n t o c i h a t a g l i a t o l a f a c c i a]

Un gol per parte e si torna negli spogliatoi

La partita si apre benissimo per i granata: fa quasi strano scriverlo ma la Borgata non va sotto, non subisce l’iniziativa avversaria e, anzi, si fa subito avanti. La botta della scorsa settimana si fa ancora sentire nelle orecchie e nel frastuono cerebrale dei granata: all’11’ Proietti nota un poco accorto Marchitti farsi troppo avanti verso il limite dell’area. La pennellata da trenta metri trafigge l’estremo difensore castellano e la Borgata va subito in vantaggio. L’ala granata non si accontenta e ogni volta che prende palla, trapassa la retroguardia ospite, come un coltello nel burro: al 20′ un cross di Proietti pesca deliziosamente Di Stefano al centro dell’area ma Marchitti – stavolta – si tuffa con tutto se stesso e, con l’aiuto di un difensore giunto in scivolata, toglie la palla dai piedi del 7 granata. Al ventottesimo il Ciampino pareggia i conti con un tiro spettacolare di Marchitti (l’altro, eh: non il portiere!). Il pallone gli giunge dal centrocampo, imbeccato da Matrullo: il 7 rossoblu è di spalle alla porta ma riceve il pallone, lo stoppa, effettua la mezza torsione e tira mandando la sfera nello spazio impercettibile tra la traversa e la rete. 
La Borgata inizia a soffrire e a chiudersi: Carletti e Cibuku provano a mettere in crisi la difesa granata ma la retroguardia diretta da capitan Piccardi e dal pilone (per altezza) Chimeri – sia perdonato il paragone rugbystico – regge e non dà segni di cedimento. Nelle teste dei giocatori si riaddensano le nubi della scorsa settimana: pian pianino il baricentro arretra. Al 42′ Poma salva il risultato sul tiro del solito Marchitti. Sebbene negli ultimi minuti gli undici di mister Amico abbiano ritrovato loro stessi, l’arbitro fischia due volte dopo 120 secondi di recupero.

Il reparto merchandising ha compiuto
notevoli passi avanti in 15 giorni

Cassatella apre la porta, Mascioli (junior) la chiude

La Borgata riparte subito con fame e voglia di destarsi dal torpore dopo il gol subìto: per mezz’ora giocano solo i granata. Complice anche il vento a favore a seguito del cambio di campo. 
Al 4′ una punizione di Mascioli pesca la testa di Ciamarra ma la palla termina alta sopra la traversa, due minuti dopo Di Stefano se ne va tra i difensori ospiti in uno slalom che lascia immobili i difensori  rossoblu, ma si allunga troppo il pallone e l’occasione sfuma; al 17′ ancora Di Stefano cerca il tiro angolato e basso, ma termina a lato della porta difesa da Marchitti. Ci prova anche Cassatella  al 27′ e Di Stefano un minuto dopo verrà abbattuto in area senza che l’arbitro indichi il dischetto. 
Ancora niente: l’assedio è totale ma sembra manchi qualcosa al reparto offensivo, che pure ce la mette tutta. 

Finalmente al 35′ la musica cambia: Cassatella porta in vantaggio i locali. Il tiro, che trafigge l’estremo difensore ospite, è giunto al termine di un batti e ribatti in area generato da una punizione di Mascioli. L’8 granata, oltre ad aver disputato una partita maiuscola come suo solito, va ad aggiungere un +1 alla classifica marcatori interna, avvicinandosi a Di Stefano (4).

Il Ciampino prova a farsi vedere e a non dare per vinta una partita che aveva ripreso al ventottesimo della prima frazione di gioco, ma gli affondi non incidono. Il primo tiro ospite (tentato da Barone) della ripresa è al 42′, in quella zona Borgata che fa sempre temere il peggio a tutti, che siano giocatori o tifosi. 

La parola fine all’incontro la pone Mascioli iunior: sull’ormai noto schema dedicato al calcio d’angolo, il 15 insacca e chiude la gara sul 3 a 1. 

Gli altri campi – il punto sul girone

La Borgata torna in seconda posizione, sebbene in condivisione con Lucky Junior e Vis Casilina. La squadra di Cecchina incassa tre gol da parte della Ciampino City Futsal [che però gioca a calcio a 11 e sì: va ripetuto perché la precisazione “Futsal” è del tutto senza senso dato che lo sport praticato è un altro] e i rossoblu di Borgata Finocchio ne rifilano 6 all’Alba Roma, sempre più in caduta libera. Da segnalare che la Vis Casilina è l’unica squadra del girone a non aver ancora mai perso una partita, nonostante siamo agli sgoccioli del girone d’andata. Il Torrenova supera di un gol l’Accademia Real Tuscolano (prossimo avversario della Borgata) mantenendo il primo posto in classifica con le buone o con le cattive. Interessanti, invece, i movimenti nella metà bassa della classifica: la Real 100Celle ferma l’avanzata del Montedoro con un pareggio (2-2) mentre l’Atletico Torres bussa tre volte alla porta della Fidelis, raggiungendo la medesima e provando ad agganciare la Football United vittoriosa per 4 reti a 0 sulla Liberi Nantes. 

Il tabellino della tredicesima giornata di campionato | Seconda Categoria Laziale | Girone F

BORGATA GORDIANI – POLISPORTIVA CIAMPINO 3-1

MARCATORI: 11’pt Proietti (BG), 28’pt Marchitti Alessio (C), 35’st Cassatella (BG), 45’st Mascioli F. (BG).
BORGATA GORDIANI: Poma, Piccardi (20’st Mascioli F.), Colavecchia Pompi, Mascelloni, Chimeri, Di Stefano (41’st Chiarella), Cassatella, Ciamarra (20’st Cicolò), Mascioli M. (41’st Alfonsini), Proietti PANCHINA: Capuani, Zagaria, Brigazzi, Corciulo. ALLENATORE: Fabrizio Amico
POLISPORTIVA CIAMPINO: Marchitti Andrea, Tadrous (18’st Scala), Galassi, Carletti (12’st Di Blasi), Marrocco, Calvi, Marchitti Alessio (37’st Manfré), Ciocci (38’st Barone), De Maio, Matrullo, Cibuku PANCHINA: Antonelli, Postiglione, Vernia ALLENATORE: Alessandro Ceccarelli

ARBITRO: Alexander Andrews (Roma1)
NOTE: Ammoniti: 32’st Fabrizio Amico (BG), 33’st Calvi (C). Recupero: 2’pt – 3’st.

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Pompi e Piccardi stendono l’Atletico Torres: finisce 1-2 al “Mario Ceprani”

Posted on 2023/01/15 by carmocippinelli

La Borgata respira a pieni polmoni l’aria del nuovo anno che porta in dote i primi tre punti del 2023. Serviva una vittoria e così è stato: sofferta, certamente, ma giocata con un gran cuore da parte di tutta la squadra. 

Deserto dei Tartari
Una guarnigione di un esercito è in formazione e in lenta attesa del nemico in uno sperduto avamposto: l’avversario, però, non si vede mai. Spero che qualcuno tra i lettori i questo post abbia letto il romanzo “Il deserto dei Tartari” di Dino Buzzati: (tralasciando tutta l’introspezione psicologica sui personaggi che fa del romanzo di Buzzati un grande testo) di fatto la Borgata ne rivive la trama per i primi quarantacinque minuti di gioco. Nella prima frazione l’avversario c’è ma non riesce a costruire molto: i gordiani tentano più volte di farsi vedere dalle parti di D’Ambrosio ma ogni spunto è vano. O, comunque, non così ben costruito da poter rappresentare una seria minaccia per la Torres. Le uniche due vere occasioni della prima frazione di gioco sono della Borgata: neanche una manciata di minuti e i nostri rimediano un angolo che non riesce ad essere il tentativo di sblocco della partita. La seconda  occasione è al 37′: Chieffo impegna il portiere locale con un gran tiro ma, ancora una volta, i gordiani rimediano un calcio d’angolo che non viene trasformato. Il primo tempo scorre via senza che neanche i presenti se ne accorgano troppo, se non per qualche leziosità di troppo da parte del gioco delle due squadre. 
Cambi vincenti
Nell’ultima partita del 2022 la Borgata è stata fermata tra le mura casalinghe del “Vittiglio” dall’Alba Roma: galeotti furono gli ultimi minuti! A margine dell’incontro il rammarico era generalizzato, così come pure mister Amico si doleva dei cambi che non era riuscito ad azzeccare. Ma è un altro anno e il mister dimostra che, in tutta verità, sa leggere (e anche bene) la partita: torna finalmente in campo Piccardi, così come pure calcano di nuovo il rettangolo verde Ciamarra e Corciulo.
Conviene, però, procedere con calma e fare un passo indietro. 

Al quarto d’ora  della ripresa le occasioni latitano: l’unico spunto da annotare è stato quello di Capitan Cicolò al 5′. La partita sembra essere statica e più il tempo scorre, più le occasioni non vengono neanche imbastite in potenza: la Borgata ha il gioco in pugno ma non concretizza.
Lo spettro della “tragica distrazione” inizia ad aleggiare sul “Mario Ceprani” di Via dei Gerani: le squadre cominciano ad innervosirsi, mister Amico viene richiamato dall’arbitro e al 16′ Giordani insacca l’1-0 per i locali. Distrazione granata, Atletico Torres con un uomo in più al posto giusto e al momento giusto e Poma che non può farci niente, se non constatare il pallone che riesce a gonfiare la rete dietro le sue spalle. 
Sofferenza e disorientamento in campo: i nostri sentono la botta del colpo appena ricevuto. 
«Stessa solita storia», sembrano dire le facce dei giocatori che si cercano le ginocchia: appoggiarci i palmi delle mani per una frazione infinitesimale di quiete e raccoglimento è necessario prima di ripartire. 
Il nuovo anno, però, è gravido di sorprese, come Piccardi che rientra in campo e dà una sferzata al reparto offensivo della squadra: l’Atletico Torres imposta il baricentro più in alto alla ricerca del secondo gol che avrebbe sancito la chiusura morale (prima che matematica) sulla partita, tuttavia la linea difensiva risulta essere più porosa e i gordiani riescono a prendere velocità, campo e coraggio in contropiede. 

Il pareggio è nell’aria e al 25′ è Pompi a pareggiare i conti, autore non solo del gol ma di un secondo tempo magistrale. Cinque minuti dopo è Piccardi a portare in vantaggio la Borgata: su calcio d’angolo è lasciato completamente solo dalla difesa locale. Colpo di testa leggero da distanza ravvicinata: è il gol del sorpasso. 

Sfuma di un soffio la terza rete: al 32′ il tiro di Chieffo si stampa sul palo, tra le espressioni di diniego più colorite che orecchie umane abbiano mai potuto ascoltare. 
E poi? Poi come al solito: un finale da defibrillatore che ha visto l’espulsione di Cicolò, un tentativo di rovesciata da parte di un attaccante dell’Atletico Torres al 46′, l’assedio della Borgata  con Corciulo che ha macinato chilometri e tentato tre tiri in porta, una decina di contropiedi. Tutto in ordine rigorosamente sparso. 
Le foto, tutte, sono sempre di Elisa Vannucchi, ormai fotografa ufficiale della Borgata

E poi, ancora: la Vis Casilina ha fermato il Torrenova con un pareggio casalingo, lo scontro tra Alba Roma e Lucky Junior è terminato a reti bianche (almeno stando all’aggiornamento di Tuttocampo delle ore 18:30).
Dunque si torna al secondo posto: grazie Borgata!

Il tabellino della decima giornata di campionato | Seconda Categoria Laziale | Girone F

ATLETICO TORRES – BORGATA GORDIANI 1-2


MARCATORI: 16′ st Giordani (AT), 25’st Pompi (BG), 30’st Piccardi (BG)
ATLETICO TORRES: D’Ambrosio, Coletti, Colistra (38’st Ciucci), Reale, De Paolis, Lucci (10’st Cappelli), Bovi, Franciulli, Giordani, Testoni (35’st Aversano), Quaresima (23’st Pietrucci) PANCHINA: Ponzo, Gennari. ALLENATORE: [non indicato sulla distinta]
BORGATA GORDIANI: Poma, Proietti, Colavecchia (15’st Piccardi), Pompi, Segatori, Chimeri (40’st Corciulo), Di Stefano, Cassatella, Chiarella (15’st Ciamarra), Cicolò, Chieffo. PANCHINA: Zagaria, Barsotti, Brigazzi, Casavecchia, Piccardi, Belardi, Vitulllo. ALLENATORE: Fabrizio Amico

ARBITRO: Turco (Ciampino) 

NOTE:  Espulso al 44’st Cicolò (BG) per doppia ammonizione. Ammoniti: 30’pt Colavecchia (BG), 43’pt Cassatella (BG), 43’pt Colistra (AT), 20’st 4 (AT), 38′ Cicolò (BG), 47’st 19 (BG) Recupero: 1’pt – 5’st 
Le foto, tutte, sono sempre di Elisa, ormai fotografa ufficiale della Borgata


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«Il Governo difende gli interessi di una parte. Rdc? Con 3/4€ l’ora non si va da nessuna parte: subito salario minimo» – Atlante Editoriale

Posted on 2022/12/29 by carmocippinelli

L’altra manovra/1: Parla Maria Vittoria Molinari (Asia-Usb)

Siamo agli sgoccioli, dell’anno e della Legge di bilancio. Lo spettro dell’esercizio provvisorio, temuto e agitato da più parti, sembra essere stato allontanato e scacciato dal governo a suon di voti di fiducia e modifiche alla manovra.
La “manovra coraggiosa” è solo un ricordo della prima conferenza stampa: il Governo, d’altra parte, si è sempre sincerato di non causare troppi malumori nei confronti dell’UE e dei settori produttivi (Confindustria).
Per dare una lettura diversa della manovra, abbiamo voluto intervistare Maria Vittoria Molinari dell’Asia-Usb di Tor bella monaca, che nel quartiere di Roma est coordina la sede territoriale di via dell’Archeologia (comprensiva di sportello sindacale e di Caf).

Ad inizio mese USB e i sindacati di base tutti (dal SI Cobas all’USI) sono scesi in piazza per denunciare la Legge di bilancio e il finanziamento all’industria bellica: “Alzate i salari, abbassate le armi”, come mai questo titolo?

La questione centrale rimane il salario: ci si muove all’interno di un meccanismo di produzione e di un sistema economico che continua a fare dell’Italia il paese in cui i salari sono diminuiti. Nonostante di quel che ha scritto l’Istat ultimamente: sono cresciuti rispetto a cosa? A quale situazione di partenza?
Tutte le misure prodotte da parte di ogni governo che si è alternato al potere nel corso di questi ultimi trent’anni hanno attaccato il salario delle lavoratrici e dei lavoratori.

Come giudichi questa manovra?

Rappresenta l’interesse di una parte, cioè: di gruppo sociale che intende rappresentare la Meloni. L’introduzione della flat tax così come attuata, l’attacco al Reddito di cittadinanza, stanno significare solamente una cosa.

Quale?

“Difendiamo una parte della società e tartassiamo l’altra”, così da espandere la platea del cosiddetto “esercito industriale di riserva”.


Tu vivi una realtà lavorativa, nonché di attivismo sindacale, molto peculiare, cioè quella di Tor bella monaca. Dal tuo punto di osservazione (sportello sindacale USB e Caf) ti ritrovi con quanto viene detto in questi anni sul Reddito di cittadinanza e sull’assegno di disoccupazione (Naspi). Combacia con quanto accade nella periferia romana?

Da queste parti, il Reddito di cittadinanza ha permesso alle persone di poter mangiare e non sto scherzando. Il contesto lo conosciamo tutti: il connubio tra disagio sociale e povertà si è acuito sempre di più col passare degli anni e molte persone, attraverso la misura ora contestata del reddito, hanno avuto possibilità di poter acquistare beni di prima necessità.
È vero che noi agiamo in un territorio con tantissimi problemi, anche più grandi di quello legato a reddito; siamo in uno dei municipi più grandi di Roma nonché quello più povero ma c’è anche da dire che molti lavoratori prendevano l’integrazione, insomma: la variabile di problematiche e di casistiche è molto molto più fitta della narrazione imperante che vorrebbe il percettore medio del beneficio “seduto sul divano senza voglia di lavorare”.

Nell’immaginario collettivo, però, si è ormai fatta strada questa tesi.

Dobbiamo destrutturarla completamente. Si sono sentiti numeri e dati completamente senza cognizione di causa, nel corso di questi mesi, volti a creare questo clima e quella specifica narrazione di cui parlavi. S’è sentito di percettori del reddito arrivare a 1.200€ e 1.500€: numeri assurdi!

È irreale arrivare a percepire quelle cifre?

Chi arriva a quella cifra è: una famiglia numerosa (quindi con molti figli e sicuramente piccoli) ma con almeno uno disabile. Altrimenti si prendono 500€ o più, ma sempre parametrato con i componenti del nucleo familiare.
Si danno numeri che non capisco se li danno perché non conoscono la misura di cui parlano, oppure perché stanno creando il clima della guerra fra poveri.

C’è anche l’altro capitolo del governo, ovvero quello legato al lavoro: chi percepisce il reddito – si dice – è meno predisposto a voler lavorare: è così?

Assolutamente no. Mi spiego meglio: al nostro sportello si rivolgono persone che percepiscono il reddito e che desiderano avere un’occupazione. Il punto centrale è che si vuole togliere questo beneficio così da rimpolpare le fila di quell’“esercito industriale di riserva” di cui parlavo prima e sfruttare meglio. In sostanza: per avere più manodopera ben disposta a farsi sfruttare.

Torniamo al tema del salario minimo, in sostanza.

Parte tutto da lì, così come il conflitto tra il capitalismo italiano in alcune fasi della discussione e delle modifiche della Legge di bilancio: il contrasto tra Banca d’Italia e Confindustria nasce proprio da questa tematica. Per l’unione degli industriali il reddito è una misura da contestare perché, altrimenti, gli imprenditori non avrebbero grandi disponibilità di personale che può essere sfruttato a basso costo. Stiamo parlando di salari che, spesso, partono da 3 o 4€ l’ora.
Da anni, prima con la campagna “Schiavi mai!” poi ora con la questione legata al salario, ci battiamo per una giusta paga: il nuovo governo ha suonato il De profundis a questo tema.
Riguardo a tutto ciò va detto che sta affacciandosi anche l’altro tema, quello dell’automazione: ci sono dei settori dell’industria per cui una macchina riesce a sostituire il lavoro di 5 o 10 persone.

Intendi la transizione dall’industria metalmeccanica alla cosiddetta “meccatronica”?
Precisamente. La disoccupazione che verrà generata da questa “svolta” come verrà gestita? Milioni di disoccupati. Come campano? Letteralmente.

Oltre a questo, riguardo la manovra ha altre ombre riguardo i fondi del Pnrr, per cui già settori della società civile si stanno mobilitando (penso alla campagna lanciata dall’associazione Openpolis). Secondo te il “Piano di ripresa e resilienza” rappresenta davvero un fattore positivo?

A tal proposito c’è da dire questo: qualche tempo fa qui a Tor bella monaca avrebbe dovuto esserci la presentazione del piano per Via dell’Archeologia (130 milioni di euro) [1].
La difficoltà dei comuni, allo stato attuale, non è solo quella di poter mandare avanti la progettazione, ma anche quella di reperire le materie prime per i rincari causati dai fattori che ben si conoscono (guerra, inflazione etc). Come restituiremo questi soldi? Intendiamoci: finalmente intravediamo qualcosa di positivo per l’R5 e per le Torri. Ma il Pnrr è un finanziamento in parte a fondo perduto e per molta parte a debito. C’è chi sta tornando a parlare del Mes: torneremo a indebitarci di nuovo. 
Note:
[1] Roma, con fondi Pnrr interventi a Corviale, Tor Bella Monaca, Tor Vergata e Santa Maria della Pietà – Adnkronos.com

Articolo pubblicato su «Atlante Editoriale»
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«Sosteneva, fra l’altro, che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l’effetto che dir si voglia d’un unico motivo, d’una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo».

Un sogno per la Borgata Gordiani!

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