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Categoria: socialismo

Fiscal che? | La prefazione dell'e-book di Pressenza

Posted on 2017/12/28 by carmocippinelli
L’importanza di avviare un dibattito aperto, da anticapitalisti, riguardo il Fiscal Compact e le problematiche che tale compito porta con sé, è un obiettivo che non può considerarsi un traguardo, anzi. Rappresenta, infatti, l’inizio di un percorso che dovrà necessariamente proseguire sul terreno dello scambio e della partecipazione comune, al fine di consolidare quel dissenso positivo, o costruttivo, come si leggerà nel corso dell’e-book. Dall’anno dell’introduzione del Pareggio di Bilancio in Costituzione, una parte della politica e dell’opinione pubblica ha iniziato a dissentire su ciò che il Governo Monti di allora aveva ratificato, andando de facto a ledere i principi della Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza. Tuttavia, la maggioranza del Paese era completamente all’oscuro di ciò che significasse (e significhi ad oggi) il termine Fiscal Compact, nonostante l’approvazione da parte del Governo Monti, così come allo stesso modo è ad oggi del tutto ignaro ai più come mai le amministrazioni locali delle grandi metropoli (ad esempio Roma) hanno sempre la metaforica “coperta corta”. 
Il nodo cruciale del dibattito attorno al Fiscal Compact sta in questo: il tema, avendo assunto proporzioni enormi, tocca questioni della vita quotidiana di ognuno, che sia un abitante di una piccola o grande città. È un dovere avviare un percorso di dibattito attraverso il lavoro quotidiano di Pressenza e delle organizzazioni politiche interpellate per la realizzazione di questo piccolo e-book. È un dovere proseguire l’interazione avviata per poter far sì che si creino dei ponti fra chi ha avuto l’idea di realizzare questo prodotto e chi ha avuto il coraggio di avviare una campagna (Stop Fiscal Compact) in una fase politica come quella attuale.
Quando si parla di quest’argomento, infatti, si tocca inevitabilmente la questione del sistema economico, del capitalismo e della sua crisi; della sua connotazione violenta e del suo superamento; delle possibili alternative. Si tocca, in sostanza, un dibattito politico mai neanche lontanamente sfiorato nel nostro Paese, tutto rivolto ed attento agli occhiali che portava Grillo, alla camicia di Renzi o alla giacca di Di Maio, fino alle felpe di Salvini. Si tocca, dunque, il nerbo di quel che dovrebbe essere il dibattito politico e culturale di un Paese. È per questo che Multimage ha sposato il progetto di Pressenza di pubblicare un e-book a riguardo: creare dibattito, creare coscienza critica (anticapitalista, necessariamente), far incontrare posizioni, far dialogare attivisti, giornalisti e soggetti politici è uno degli obiettivi. Uno, per l’appunto, non l’unico. Stante la situazione politica del Paese, dibattere attorno a questioni reali e d’importanza massima non è direttamente proporzionale all’acquisizione di consenso (elettorale e culturale) nella società e nella più che polarizzata opinione pubblica italiana (referendum del 4 dicembre docet). Tuttavia il nostro risultato sarà a lungo termine, prendendo in prestito le parole di Alexander Langer nel 1994 al Convegno giovanile di Assisi, il quale a sua volta parafrasava il motto del Barone De Coubertin in occasione dei giochi olimpici: «Lentius, profundius, suavius», al contrario di «Altius, citius fortius». 
«Era un motto giocoso, di per sé, che riguardava una competizione olimpionica» ma dal sostrato ludico, spiegava Langer. Tuttavia «oggi 1’“altius, citius fortius” rappresenta la quintessenza della competizione della nostra civiltà: ci viene detto di sforzarsi “ad essere più veloci, più forti e di arrivare più in alto”. Io vi propongo, al contrario, il “lentius, profundius, suavius”, cioè il capovolgimento di ognuno di questi temi». 
Perché con questo motto (o, nel nostro caso, parlando di Fiscal Compact e di anticapitalismo) «non si vince nessuna battaglia frontale» ma «forse si avrà il fiato più lungo».

Qui, il link per acquistare l’e-book: https://www.bookrepublic.it/book/9788899050740-fiscal-che/?tl=1. Costa 99 centesimi: sostieni «Pressenza», sostieni una voce libera.

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Calcio e Martello al Sally Brown

Posted on 2017/12/04 by carmocippinelli
Ieri (3/12/17) siamo stati al Sally Brown per presentare Calcio e Martello. Bella Serata e bella gente: partecipazione e attenzione e, soprattutto, si cercava di capire come mai due persone nate a distanza di 10 anni l’una dall’altra (1982 e 1992) si siano messe a scrivere un compendio sul calcio socialista non avendo mai vissuto nel socialismo, né avendo visto all’opera i campioni di cui parlavano. 
Quando si parla di socialismo, inevitabilmente, si fa riferimento ad un sistema economico, sociale e politico completamente diverso da quello in cui viviamo ora, tuttavia lo si fa con una buona dose di pregiudizi e luoghi comuni. Si parla di violenze, di nefandezze e di un sistema imperfetto, come se per un qualche assurdo motivo il socialismo dovesse essere il paradiso in terra contrapposto all’inferno del capitalismo. O meglio che il socialismo debba esserlo (o debba esserlo stato) a prescindere, data la pervicacia dei suoi sostenitori. Ma (come direbbe mia madre) «l’uomo è sempre l’uomo», dunque il sistema politico può aver avuto delle storture, anche giganti, ma ciò non toglie che il socialismo ha rappresentato, realmente, un’alternativa tangibile al capitalismo e ai suoi sfaceli in nome del mercato e del profitto, dello sfruttamento dell’uomo nei confronti di un altro uomo.
Credenze popolari, luoghi comuni e propaganda, insomma, che si sono riversate (e continuano a farlo) nell’ambito calcistico: gli undici della DDR erano considerati seconde linee dell’atletica leggera e, dato che il calcio nel Campo Socialista veniva considerato inferiore alle discipline olimpiche, i calciatori erano automaticamente più scarsi e più che dilettanti. Dilettanti al quadrato, in un sistema che non concepiva i calciatori srapagati e fenomeni mediatici come ora: si poteva «venire applauditi negli stadi per fare quel che si ama», come diceva Yashin. Tutta un’altra storia. 
Quando affrontiamo la tematica del socialismo nell’ambito delle presentazioni del libro, dunque, ci teniamo sempre a sottolineare delle cose che abbiamo a cuore: documentandoci sulle storie, sugli uomini e sulle vicende che hanno segnato (nel bene o nel male) il calcio nell’URSS e nei paesi del Patto di Varsavia, si scopre che la stampa occidentale ha distorto 8 vicende su 10. Tutto questo ha fatto in modo che ne venissero esaltate 2, proprio quelle in cui il calcio socialista non aveva proprio dato il meglio di sé, come accadde a Streltsov. 
Wikipedia, in modo molto british: «Una leggenda metropolitana
italiana che ha avuto molto credito sulla stampa,
riferì come il calciatore nordcoreano fosse un dentista»
Non significa, da parte nostra, non dare credito a quelle due storie, tutt’altro: significa considerare quelle due negative ma anche dare spazio a quelle otto di cui non si ha (mai) notizia. O se ne ha avuto contezza in modo distorto: Pak Doo-Ik non era un dentista, ad esempio, eppure ancora oggi c’è chi crede che l’Italia sia stata eliminata dalla Nord Corea a causa di un dentista. 
Ecco, questo è quello che abbiamo fatto e che siamo stati stra-felici che sia stato apprezzato dai presenti al Sally Brown. 

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Il “Corridore Cosmico” e la musica elettronica realizzata per gli atleti della DDR

Posted on 2017/06/08 by carmocippinelli
Martin Zeichnete nasce a Dresda nel 1951, in piena DDR. Nel 1971 inizia a lavorare per la DEFA (Deutsche Film-Aktiengesellschaft), studio cinematografico dello Stato. La formazione musicale del nostro, presumibilmente, è quella di molti altri suoi connazionali: fra Kraftwerk e Krautrock (anche se è più ortodosso usare il termine Kosmische Musik), minimalismo musicale, elettronica e rivoluzione artistica. Ma c’è di più: Zeichnete ama correre e ha capito che i ritmi incalzanti e la ripetitività delle canzoni elettroniche dei Kraftwer e affini sono ideali per la sua pratica sportiva; lo spingono a continuare e ad andare oltre nelle sue prestazioni.
In tutta certezza, deve aver pensato questo, mentre indossava uno stereobelt, preso in prestito da chicchessìa, e si sparava nelle orecchie i Kraftwerk, i Neu! e tutta la Kosmische Musik del tempo, mentre procedeva nella sua corsa quotidiana.
Ha pensato, insomma, che quei ritmi incalzanti potevano rappresentare una svolta nelle prestazioni degli atleti della DDR, dato l’amore e la passione dei tedeschi orientali per le discipline olimpioniche.

Sottopone l’esperimento e le idee ad alcuni colleghi e il nostro Martin, di punto in bianco, viene mandato a Berlino Est dalle autorità dello Stato Socialista. Martin teme il peggio ma, in realtà, dopo un colloquio con le autorità berlinesi, viene portato in uno studio di registrazione dato che gli viene chiesto, in sostanza, di lavorare alla “colonna sonora” del Comitato Olimpico Nazionale. Martin chiede un Moog per registrare, ma non è proprio quel che si dica politicamente corretto ottenerne uno nella Germania orientale, dunque dovrà arrangiarsi con quel che il Governo si è premurato di fargli avere. Non poco, per la verità. Non poco per il tempo che fu.

Ha inizio il progetto 14.8L: Kosmische Musik per gli atleti olimpici della Repubblica Democratica Tedesca. Uno dei più strani trip musicali che Martin e alcuni suoi compagni chiamarono Projekt Kosmischer Läufer. Il nome, tradotto letteralmente, sarebbe corridore cosmico ma è più probabile che i nostri stessero attuando un gioco di parole spostando e utilizzando il concetto di kosmische musik unita alla disciplina della corsa. Martin e i suoi, che da qui in poi chiameremo col loro nome, ovvero Projekt Kosmischer Läufer, produrranno una consistente quantità di ore di musica con tutto il materiale che hanno a disposizione: strumenti tradizionali (basso, chitarra, batteria), sintetizzatori, primi computer, insomma, riesce a realizzare davvero tre dischi, vale a dire i tre volumi del Programma segreto di Musica cosmica del programma olimpico della DDR.

Il primo volume doveva permettere «al corridore medio di completare un percorso di 5 chilometri ad un ritmo ragionevole, inclusi 3 minuti di riscaldamento e defaticamento». Il secondo volume rappresentava un lavoro più ampio ed era dedicato alla quasi totalità degli atleti tedeschi orientali: «dalla corsa agli esercizi ginnici, fino ai pattinatori su ghiaccio». Il terzo, infine, prevedeva «un programma per i corridori (tracce da 1 a 3), terminando con una (‘Für Seelenbinder’) dedicata al lottatore olimpico ed eroe comunista Werner Seelenbinder». La seconda parte del lavoro rappresenta una colonna sonora di un filmato animato perduto ma ritrovato (e pubblicato) dalla casa discografica che ha rimesso in produzione i lavori del Projekt Kosmischer Läufer: si tratta della traccia Traum von der Golden Zukunft, la quale sarebbe dovuta essere parte del filmato realizzato per sponsorizzare i Summer Games che si sarebbero dovuti tenere nel 1984 a Berlino Est. Il progetto venne abbandonato e la traccia non servì a nulla. 
Martin se ne andò nella Germania Ovest poco prima della caduta del Muro e non fece mai più ritorno nella parte orientale.
La storia è più o meno questa.
Peccato che non esista nessun Martin Zeichnete e nessun Projekt Kosmischer Läufer.


Kosmischer Läufer è un collettivo tedesco che sta componendo tracce elettroniche ispirandosi a quelle dei decenni sopra citati inventandosi tutta una storia sul come i musicisti in questione della nostra epoca siano riusciti a reperire il materiale che, a detta loro, stanno solo riproducendo e non creando ex novo. Così come spesso accade in letteratura, l’antefatto è finzione, utile a creare aspettativa, interesse e attenzione per il progetto che, in questo caso, non è un’opera libraria ma un gruppo musicale.
In Germania, Kosmischer Läufer, ha avuto subito una risposta stra-positiva e oltre alla produzione sulla piattaforma bandcamp si sono subito prodotti vinili e magliette, insomma, tutto quello che si confà ad un gruppo del nuovo millennio.
La musica e l’ostalgie rimane quella di qualche decennio fa.  
La prima esibizione, Kosmischer Läufer, l’ha tenuta recentemente a Graz e tramite il proprio sito ha messo in vendita il disco in formato digitale (e in vinile) dell’esibizione.

Zeit zum Laufen!

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«Sosteneva, fra l’altro, che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l’effetto che dir si voglia d’un unico motivo, d’una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo».

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