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| Bustianu Cumpostu – Segretario Nazionale di SNI |
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| Il Comunicato del Comitato No Nucle-No Scorie |
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| Il Comunicato del Comitato No Nucle-No Scorie |
Para todos la luz. Para todos todo
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| Bustianu Cumpostu – Segretario Nazionale di SNI |
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| Il Comunicato del Comitato No Nucle-No Scorie |
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| Il Comunicato del Comitato No Nucle-No Scorie |
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| fonte: http://www.earthnutshell.com/100-photos-from-north-korea-part2/ |
Pagina 99 di questo mese, nell’edizione speciale estiva, dedica due pagine ad un reportage di Alessandro Albana sulla Repubblica Democratica Popolare di Corea o, più comunemente, Nord Corea. Le due pagine scritte dal corrispondente si leggono velocemente e l’occhio non troppo attento non presta attenzione a quello che è stato riportato. Nei due box, situati nel taglio alto della seconda pagina, l’autore specifica diverse cose che non ha avuto modo di trattare nell’articolo, tuttavia si tratta dei soliti luoghi comuni che l’Albana riporta, contraddicendosi anche in due casi.
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| Pyongyang – Capitale della Nord Corea |
Un Truman Show in cui l’autore dell’articolo è disorientato e in cui è “difficile” (forse l’Albana sottintendeva anche impalpabile) distinguere fra reale e irreale, senza analizzare troppo (o per niente) la totale differenza che intercorre fra l’occidente capitalista e l’oriente, in particolar modo di un paese (la Corea del Nord) che non ha intrapreso la strada della globalizzazione e della finanziarizzazione selvaggia, i cui mezzi di produzione appartengono ai lavoratori. Di un paese, dunque, di cui si ignorano i sistemi produttivi e i diritti sociali di cui gode la popolazione. Paragonando, il tutto, semplicemente sovrapponendo “realtà europea-liberista” e “realtà coreana-dittatoriale”. Liberismo, di cui, però, gli “europei” ben conoscono disumanità e criticità.
La paura del diverso, in sostanza, passa soprattutto attraverso il rifiuto di analizzare acriticamente quello che è realmente la Nord Corea dando credito a notizie non verificate, accettate aprioristicamente, e facendo credere che sia un Paese popolato da una massa informe di sudditi che vuole fermamente la guerra contro gli USA.
Ignorando, ad esempio, tutte le violazioni ONU e gli schiaffi (metaforici e non) degli USA al processo di pace nell’area coreana (Leggi: Il “Consiglio mondiale per la pace” condanna le sanzioni e le minacce contro la Corea del Nord).
Da qualche mese a questa parte campeggia una cornice per le immagini del profilo di Facebook e una in particolare mi ha incuriosito, tanto per il messaggio quanto per il modo in cui esso veniva trasmesso.
(*) Si tralascia, in questa sede, il dibattito circa la questione ONG.
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| «Volevi dire Salerno?» |
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| Sibilla Aleramo? |
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| fonte: https://hiveminer.com/Tags/atac%2Cbus |

Mi si illuminano gli occhi: «Certo – rispondo – l’ho messa ormai un po’ di tempo fa.. Ce l’aveva anche lei?»
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| La democratica opposizione venezuelana. Democraticissima, come direbbe – parafrasandolo – De Sica a proposito dei delicatissimi fusilli della madre. |
Da qualche anno a questa parte mi sono particolarmente interessato alla cosiddetta questione venezuelana. In Italia si ha una percezione completamente distorta di quello che è il sistema politico, economico e sociale del paese latinoamericano in questione.
Nel 31 marzo 2014 (dunque 3 anni fa) ho avuto modo di scrivere su Lindro.it un articolo abbastanza dettagliato che andava a destrutturare tutte le menzogne della propaganda occidentale e imperialista sul Venezuela riguardo le proteste e le guarimbas.
L’articolo risultò essere un po’ lungo, pertanto, alla luce di quanto accaduto recentemente, ho deciso di intraprendere lo stesso percorso che mi ha mosso tre anni fa strutturandolo tuttavia in maniera più snella.
Un Venezuela for dummies, per l’appunto, che mira a destrutturare 4 affermazioni tra le più comuni. Credenze, in questo caso. L’ultima, la quarta, è stata inserita all’ultimo per estrema necessità per contrastare le narrazioni tossiche di queste ore.
«In Venezuela non ci sono elezioni. Se ci sono, sono controllate dal Governo»
In questi giorni, dunque, in cui imperversa la propaganda pre e post Constituyente, spegnere la televisione è un atto rivoluzionario.
«Il Venezuela è una dittatura, non c’è democrazia»
«La gente non ha accesso ai beni di prima necessità»
«Maduro ha ordinato l’arresto di Leopoldo Lopez e dell’ex sindaco di Caracas senza alcuna motivazione»
Lopez, in sostanza, è “un Berlusconi che non ce l’ha fatta”.