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Categoria: periferia

Finisce 4-2 contro la prima della classe: Borgata a trazione Mascioli

Posted on 2023/05/15 by carmocippinelli

La Borgata regge un tempo e mezzo, poi cede nelle battute finali contro una Vis Casilina prima del giorne e, soprattutto, davvero ‘prima della classe’. Man mano che il campionato procedeva nel suo incedere settimanale, si è capito che la vera compagine da battere, la più organizzata sotto il profilo tecnico e calcistico non era il Torrenova quanto i rossoblu di Borgata Finocchio. 

Se all’andata i nostri erano riusciti a rimontare il risultato con una ponderosa doppietta di Di Stefano, stavolta il risultato dice tutt’altro, sebbene la partita sia stata davvero gagliarda da entrambe le parti. Una gioia per gli occhi: altro che Serie A!

Doverosa premessa
Non sono arrivato puntuale e mi sono perso i primi due gol, ovvero l’avvio di Gespi e la risposta di Mascioli (Moreno) su rigore. Dunque anche il tabellino non è preciso (come di solito cerca di essere) e i marcatori sono semplicemente inseriti in ordine di esecuzione ma senza il relativo minutaggio. 

Primo tempo: granata (nel senso di bomba a mano)
Arrivo al campo di Finocchio, parcheggio sulla strada di spalle al “settore tecnico” (si legga: le panchine) sperando vivamente che nessun pallone lanciato in aria rimbalzasse sulla parte superiore dell’indomita Punto bianca. “Ao! Stamo 1-1 ha pareggiato Moreno su rigore!”, vengo accolto così e già mi rincuoro: la partita è stata subito livellata. Certo è che appena arrivo ne succede di ogni. La partita ha i ritmi molto sostenuti, come si confà ad uno scontro al vertice tra prima e terza in classifica: il raddoppio dei gialloblu arriva più o meno a metà tempo [oh, ve l’ho detto: per i primi 45 minuti il tempo non l’ho preso] e ad insaccare è lo stesso Gespi che aveva firmato il primo sigillo. La Borgata inizia a soffrire l’iniziativa dei locali ma si difende con ordine e con cuore. Ma, soprattutto, con la forza di chi vuole vendere cara la pelle: sulla carta, badando ai freddi numeri, la Vis è nettamente la più forte del girone con zero (z-e-r-o!) sconfitte in 26 partite. Tanti pareggi, certo: ma sempre a punti e mai c’è stata una domenica in cui gli undici di Pasquini siano tornati a Via Mandanici a mani vuote. 

Per ogni Gespi, c’è un Mascioli che risponde. Verso la fine della prima frazione di gioco è Mascioli (stavolta Francesco) che insacca con un eurogol dai venti metri: sotto all’incrocio dei pali, precisissimo, violentissimo, ha ricordato quello di Mascelloni contro la Foobtall United di sei domeniche fa.

 
[I presenti e accorsi per vedere la squadra di casa si lamentano per i fumogeni dopo il gol di Mascioli (Franscesco, eh) ma, col senno di poi: cosa avrebbero detto se la Borgata avesse vinto? Probabilmente avrebbero chiamato l’ARPA per la rilevazione dei fumi tossici.]

La Borgata prova a farsi sotto più di una volta ma la difesa della Vis Casilina si chiude a riccio, pronta a colpire di nuovo. E così è stato, per la verità: allo scadere della prima frazione, Di Romano segna il terzo gol per la squadra di casa mandando i suoi in vantaggio prima del duplice fischio.

Al termine del primo tempo, Poma (sugli spalti a causa del brutto infortunio rimediato contro la Lucky Junior) chiede a Mascioli padre se per caso fosse disponibile altra progenie da inserire nell’organico della squadra. Lui sorride sornione. Forse stava pensando a qualche cugino di qualsiasi ordine e grado.

Secondo tempo: assestamenti e ingenuità
Nella ripresa il tempo scorre troppo veloce: le squadre si allungano e provano a tenere il risultato da una parte, ad invertirlo totalmente dall’altra. La Borgata ci prova più volte dimostrando caparbietà e carattere ma il centrocampo rossoblu tiene botta. Al 27′ l’arbitro decide di ammonire Marcelli per aver trattenuto vistosamente Piccardi, sfuggito al centrocampo locale e lanciato a bomba sulla fascia, pronto a trafiggere la difesa diretta a quattro locale. Non era fallo da ultimo uomo ma – come dire – poco c’è mancato e, forse, l’intervento avrebbe meritato altra sanzione. Dopo il guizzo a metà tempo, la Vis prova ad amministrare, sebbene l’ingresso di Bornivelli abbia fatto alzare il baricentro della squadra e gli undici di Pasquini avessero iniziato a cercare il gol definitivo in ogni azione possibile. Capuani è un funambolo: più volte fa rischiare l’infarto ai presenti (tanti, rumorosi e pieni d’amore per la Borgata) ma chiude ogni pertugio. Finita la benzina, iniziano gli errori da parte della Borgata e gli ultimi 7 minuti sono tutti rossoblu. E, ça va sans dire, al 46′ in pieno recupero proprio Bornivelli sigla il quarto centro della partita chiudendo definitivamente la gara.

E così comincia, adesso, la lunga corsa verso il finale di stagione: quattro domeniche per concludere un campionato decisamente positivo. Terzo posto e una lotta promozione da andare a conquistare.
Sempre verso la vetta. Sempre avanti. 

[Disclaimer: rispedisco al mittente le accuse di Mascioli-filismo indirizzate a me medesimo nel corso di queste due stagioni :)]

Il tabellino della ventiseiesima giornata di campionato | Seconda Categoria Laziale | Girone F

VIS CASILINA – BORGATA GORDIANI 4-2

MARCATORI: Gespi (VC), Rig. Mascioli M. (BG), Gespi (VC), Mascioli F. (BG), Di Romano (VC), Bornivelli (VC)

VIS CASILINA: Mannella, Di Romano, Marcelli (Bornivelli 14’st), Chicca, Pistillo, Marchetti, Marcelli, Sbraglia, Joshua (36’st Necci), De Palma, Gespi (45’st Panariello). PANCHINA: Di Paolo, Dantimi, Pochesci, Cacciamani. ALLENATORE: Stefano Pasquini.

BORGATA GORDIANI: Capuani, Proietti, Segatori (26’st Brigazzi), Mascioli F. (35’st Alfonsini), Mascelloni, Chimeri, Di Stefano (42’st Neri), Cassatella, Chiarella, Mascioli M., Piccardi (40’st Chieffo) PANCHINA: Martucci, Barsotti, Pompi, Casavecchia, Capuzzolo. ALLENATORE: Fabrizio Amico.

ARBITRO Edoardo Ricierni (Roma1)

NOTE: Ammoniti: Cassatella (BG), Chimeri (BG), Mascioli M. (BG), 11’st Di Romano, (VC), 15’st ammonito l’allenatore del Casilina per vibranti proteste nei confronti del Direttore di gara e per aver (evidentemente) oltrepassato il limite dell’area tecnica, 16’st Chiarella (BG), 20’st Segatori (BG), 27’st Marcelli (VC), 42’st Di Stefano (BG). Recuperi: 5’pt – 5’st.

 

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Classe digerente [o “fegati dirigenti”]

Posted on 2023/04/28 by carmocippinelli

In un’appassionata discussione, quanto pigramente sopportata dalla maggioranza dei presenti, relativa alla somma di fondi che andrebbero elargiti tramite l’approvazione di progetti e voci di spesa in ambito dell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), a un certo punto prende la parola un collega. 

Uno di quelli giusti, uno di quelli che ai lavoratori ci tiene “nonostante il sindacato”, confederale ça va sans dire. Uno di quelli ‘militanti’ che distribuisce la stampa della propria organizzazione con pedissequa abnegazione e ossequioso rispetto di strutture gerarchicamente settarie ma all’apparenza perfettamente ben oliate nell’organizzazione.

Prende il microfono. Ringrazia i presenti per il dibattito, come ad attribuirsi capacità di sintesi a seguito delle sue parole e in forza di esse.
Dice che di quanto detto fino ad ora, riguardo cifre e voci di spesa, non ci ha capito nulla ma che sa benissimo una cosa: “la tecnologia si domina”. L’uomo è in grado di farlo, manifestando una invidiabile fiducia più che positivista.
Dice che gli studenti che forma la scuola secondaria di secondo grado sono “forza lavoro” e che fuori dalle mura scolastiche “andranno comunque a lavorare e faranno arricchire altri” ma che “è un’altra storia e si aprirebbe un capitolo troppo lungo”.
Dice anche che, in fondo, tutta questa verve passatista non la capisce: “non amo molto Pasolini e quello che diceva sul passato era sbagliato”. Non bisogna rimpiangere per epoche che ci si è lasciati alle spalle da almeno un quindicennio o più; peggio ancora se il passatismo è rivolto ad epoche non conosciute, rimpiangendone esoticamente (o letterariamente) i fasti o quel-che-fu. 

Insomma: i ragazzi forza lavoro. Alla malora chi pensa che l’istruzione serva davvero a qualcosa, che possa essere e rappresentare un percorso di crescita per migliaia di ragazzi, di sviluppo della consapevolezza di sé, dello spirito critico e – scusate se è poco – per imparare quel che precedentemente non era conosciuto. 

E menomale che è uno di quelli che si dichiara pervicacemente marxista e che, nella sua organizzazione gerarchica, ne rappresenta anche un dirigente di primo piano.

Classe digerente, più che dirigente.

Poveri noi.
(E poveri figli).

L’immagine a corredo dell’articolo rappresenta l’Hotel Uzbekistan di Tashkent.

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Mascioli e Chiarella regalano la vittoria alla Borgata: finisce 1-2 a Tor bella monaca

Posted on 2023/04/16 by carmocippinelli

«Se continuiamo così, a fine stagione mi verrà un infarto», questo era il sentimento comune dopo la trasferta di Moricone, in cui la Borgata va sotto, pareggia e trova il gol proprio all’istante finale, grazie all’incornata di Chimeri su calcio d’angolo.
Sembra fatto apposta: da quel dì, il rischio d’infarto è aumentato esponenzialmente tra la tifoseria granata (e non).

Il campionato riprende dopo la pausa pasquale: abbandonate le nubi e il temporaneo freddo in odor di autunno/inverno dei giorni scorsi, sul campo “Torre Angela” (che però si trova tra Via Aspertini e Via Domenico delle Greche, dunque a Tor bella monaca) il sole irradia e picchia tanto i giocatori quanto i presenti sulle gradinate.

La Fidelis arriva alla giornata di campionato numero 22 in cerca di punti e – possibilmente – di vittorie, data la bassa posizione che occupa in classifica: zona playout a 19 punti complessivi e a 6 dal Real 100Celle, che pure è uscita sconfitta nella giornata di ieri contro una rediviva Ciampino City Futsal (che però gioca a calcio a 11). 

Ma, dicevamo: Fidelis – Borgata. [Non perdiamoci in chiacchiere].

Tutto parte alle 10:30 con un tergicristallo mancante di una macchina che avrebbe trasportato il manipolo di tifosi dalla Prenestina a Via Aspertini, cosa che ha portato molti convenuti in itinere a chiedere come mai ci fosse un tergicristallo (“ormai bidimensionale” cit.) pieno di fanghiglia sui gradoni. La prossima settimana verrà fatto un lavoro accurato di reportage a riguardo con interviste esclusive a chi sapeva che fine avesse fatto ma che ha, tuttavia, volontariamente lasciato correre.

La sofferenza del primo tempo
Gli undici giocatori in maglia nera partono subito aggressivi e vogliosi di dire la propria senza stare a guardare: il primo tiro della partita è dell’ex Sporting Torbellamonaca Valentino, angolato e ben calciato ma il tentativo finisce sopra la traversa difesa da Poma. Al quarto d’ora (ma precisamente al 16′) arriva l’azione che sblocca la partita: cross di Ntolo e guizzo di Osman che trafigge Poma.

È notte fonda al campo di Via Aspertini
Il primo tiro della Borgata arriva al 21′ da parte di Cicolò, su cui tre locali si fiondano ogni volta che tocca il pallone, rendendo arduo il ruolo di centravanti del capitano. Da quel momento in poi, ovvero dal tentativo di Cicolò, la Fidelis inizia a chiudersi. Intendiamoci: la serrata è ben riuscita e le occasioni dei nostri giungono solo da fuori area. La Borgata riesce a conquistare metri, a guadagnare qualche punizione, a battere calci d’angolo tuttavia la Fidelis dimostra di non avere fretta e cerca la perdita di tempo, tipica delle categorie sotto all’Eccellenza: ad ogni corner lo schema degli undici di mister Amico è messo in discussione da spintoni, coinvolgimenti dell’arbitro. Insomma: ogni occasione è buona per far scorrere le lancette sul quadrante dell’orologio.

Mister Amico cammina nervosamente davanti i giocatori seduti in panchina con le dita sulle labbra: pensa, riflette. Sembra la copia vivente di Zio Paperone quando è preoccupato e procede in tondo facendo il solco per terra. C’è bisogno di una scossa che non sta arrivando. Al 26′ un angolo dalla sinistra calciato da Mascioli pesca la testa di Chieffo, l’incornata riesce ma per qualche assurdo motivo gravitazionale il pallone rimbalza contro varie parti del corpo di un numero altrettanto indefinito di giocatori in maglia nera e la sfera esce dal rettangolo di gioco. 

Di Stefano prova a rimediare punizioni da posizioni interessanti per Mascioli ma, anche il tentativo al 34′, si infrange contro lo stinco di un difensore locale.
Aristotelicamente parlando: il destino sembra frapporsi continuamente fra potenza e atto. Tradotto: «ce sta a dì zella».

Prima di andare negli spogliatoi c’è tempo per un errore difensivo locale che regala un angolo (il terzo) alla Borgata: Carboni respinge di testa e libera in fallo laterale. Contestualmente inizia il valzer delle discussioni in campo, nonché di conseguente perdita di tempo e gli undici in maglia bianca ci cascano sempre. La Fidelis, beatamente, ringrazia. 

Fate largo alla Borgata
Iniziano a scaldarsi Proietti, Ciamarra e Chiarella fin da subito: mister Amico vuole giocarsi tutte le carte che ha e far mettere la quarta ad una squadra che sembra arrancare e aver accusato il colpo del gol al quarto minuto. C’è bisogno di un guizzo di Piccardi o di uno slalom vincente di Di Stefano (sebbene la sua agilità sia stata costantemente “fermata” dalla fisicità della difesa locale). La maggior parte delle iniziative della Borgata si spengono tutte al limite dell’area: dai tiri di Alfonsini alle incursioni dei laterali. Al 10′ una punizione di Pompi spiove al centro dell’area piccola trovando una mezza rovesciata di Piccardi che termina tra le braccia del portiere Vecchi. Al quarto d’ora del secondo tempo il possesso palla è tutto della Borgata che sembra voler cambiare radicalmente passo. [In realtà, personalmente, stavo iniziando a demoralizzarmi, poi è accorso Capitan Zannini ad analizzare quanto accadeva con occhio critico. E menomale!]. 

Per dare un’idea di quel che significa “perdita di tempo”: la Fidelis impiega 39 secondi per uno (l’unico) cambio e in media 40 secondi per le rimesse da fondo campo.

Ventiduesimo: fuori Cicolò e Alfonsini, dentro Cassatella e Chiarella. È il cambio che serviva: Cassatella dà un volto diverso al centrocampo gordiano. La squadra si alza, inizia a giocare “da Borgata”. Manca ancora una mezz’oretta (recupero incluso). Tre minuti dopo esce anche Mascioli (iunior) per lasciare posto a Proietti e proprio lui, per eccesso di altruismo (cercava il guizzo di Chiarella nell’area piccola) si divora un gol a portiere battuto quattro minuti dopo l’ingresso in campo. 

Sugli spalti ce se inizia a magnà le mani. [Ma non si smette mai di cantare].

Finalmente arriva la scossa: punizione del “solito” Mascioli, pennellata sotto al sette. Vecchi non ci arriva (non ci sarebbe arrivato nessuno): 1-1. Sembra già una festa: aver riacciuffato una partita che si stava mettendo malissimo sembra di per sé il compimento di una impresa. 

Il sigillo del “Gallo” Chiarella
Quando la Borgata si mette in testa una cosa non fa altro che provarci, fino alla fine, per arrivare ad ottenerla: la squadra vuole ribaltare il risultato e prendersi i tre punti. Spinge sull’acceleratore e tenta incessantemente di arrivare dalle parti di Vecchi. Intanto i minuti scorrono e le polemiche in campo anche. Volano spintoni e mani sui volti. Viene ammonito Mascioli. È il 45′, tutto sommato va anche bene così, anche perché si sta facendo avanti Seydi della Fidelis (migliore in campo assieme al suo compagno Ntolo).
Chieffo, però, riesce a togliere il pallone al 7 arancionero. Le squadre si sono “allungate” e gli schemi, tutti, da entrambe le parti, sono saltati completamente. È una frazione di secondo, un lampo: vede Chiarella solo tra Carboni e Giuli alla metà campo. Chiarella capisce al volo. Scatta, vuole quel pallone: è il suo. Stoppa, si libera di Giuli, gli viene incontro Vecchi ben oltre la porta (all’incirca alla linea mediana): la porta è vuota. L’occasione della partita: tenta un primo tiro, interrotto. Riprende il pallone, controlla rapidamente, tira: la Borgata raddoppia. Corre incontro ai tifosi: si toglie la maglietta, gesto per cui verrà ammonito. Ma che importanza ha? Entra alla metà della ripresa, ribalta la partita. È il centravanti di cui la Borgata ha bisogno.

Ma mica è finita (seeeee)
Non scherziamo: i minuti di recupero, sulla carta cinque, diventano poi sette. Mondiali in Qatar, fatevi da parte.
In pieno recupero quattro episodi avrebbero potuto rovinare la festa alla Borgata. Una punizione e un calcio d’angolo in favore della squadra di casa giungono in piena zona cesarini. Poi l’ultima, quella da infarto: punizione dai 30 metri, Seydi incorna benissimo il pallone mirando all’incrocio dei pali. 

Ma c’è San Poma da Villa Gordiani che vola. 

«Oggi no, caro mio», avrà pensato, «oggi proprio no».

Ma c’è dell’altro
Altra punizione per la Fidelis al 53′: come per le altre, sale anche il portiere Vecchi. Tutta la squadra locale è nell’area della Borgata. Il tentativo non va come deve andare e Chiarella, intenzionato a spazzarla via il più lontano possibile dalla metà campo granata, lancia in direzione di Ciamarra che era lì, pronto a trafiggere per la terza volta la Fidelis, tanto più in assenza dell’estremo difensore. Arrivato ad un passo dall’area viene falciato da Cagnoni e il terzo gol non arriva. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta lui e per la squadra.

«Arbitro, fischia che c’avemo fame!».
C’è ancora tempo per un calcio d’angolo al 54′ in favore della Borgata. Poi però arriva il fischio dell’arbitro.

Il tabellino della ventiduesima giornata di campionato | Seconda Categoria Laziale | Girone F

FIDELIS ROMA – BORGATA GORDIANI 1 – 2

MARCATORI: 16’pt Osman (F), 37’st Mascioli M. (BG), 45’st Chiarella (BG).

FIDELIS ROMA CALCIO
: Vecchi, Carboni, Giuli, Fabrizi, Cagnoni, Alberta, Ntolo, Belhouhet, Osman, Valentino (14’st Di Matteo), Seydi. PANCHINA: Roa Albildo, Spaziani, Sarnacchio, Romani, Tammaccaro. ALLENATORE: [non indicato nella distinta]

BORGATA GORDIANI: Poma, Chieffo, Mascioli F. (25’st Proietti), Alfonsini (22’st Chiarella), Brigazzi, Chimeri, Di Stefano (39’st Ciamarra), Pompi, Cicolò (22’st Cassatella), Mascioli M., Piccardi PANCHINA: Capuani, Barsotti, Ienuso, Capuzzolo. ALLENATORE: Fabrizio Amico

ARBITRO: Andrea Pietrosanti (Ciampino)

NOTE: Ammoniti: 15’pt SEydi (F), 37’pt Mascioli F. (BG) per fallo di mano, 9’st Osman  (F), 10’st Valentino (F), 45’st Chiarella (BG) per esultanza, 48’st Mascioli M. (BG).
Angoli: Fidelis Roma 2 – 5 Borgata Gordiani. Recupero 3’pt, 7’st.

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Il colloquio [iperbole]

Posted on 2023/03/25 by carmocippinelli

[Il post è frutto di fantasia. Non è riferito a nessuno e ad alcuna circostanza in particolare. Si satireggia]

 
Lo sguardo è triste ma solenne insieme, a stento si trattengono le lacrime che – pure – scenderebbero copiose se non ci fosse lo steccato genitore-insegnante a incutere un ‘quid’ di distanza psicologica, sebbene l’età anagrafica giochi tutta a favore della genitrice. 

Sospira, guarda in basso. Poi, afferrando i manici della borsa che ha posto sulle ginocchia, come a farsi forza di dover pronunciare la sentenza più sconveniente (ma anche un po’ mesta) riguardo la figlia, comincia: «Professore…! (qui un altro sospiro con sguardo verso il basso) mia figlia ha così a cuore le sue materie! Fa male a me prima ancora che a lei sapere che non stia andando bene».

Momento di sguardo penetrante che dura un centesimo di secondo, prima di ricominciare: «Torna a casa, mia figlia, e studia. Studia, studia, studia, non fa altro che studiare. Ho dovuto interromperle lo sport, e lei sa bene quanto in quest’età sia vitale coompiere attività fisica». 

Ti lasci andare in una chiusura di palpebre e ad un vocalismo strozzato che tradisce appartenenza territoriale a ridosso del raccordo anulare: «Eeh».

«Ma professore: non ha quasi il tempo per mangiare con noi la sera!», qui le braccia si allargano come a voler ricevere la forza dagli astri.

Il colloquio finisce mentre tu, paterno, rassicuri la genitrice e ti affretti a tornare in classe.
Sali i gradini che ti portano al piano dove, in fondo al corridoio a sinistra (a destra c’è sempre il cesso di gaberiana memoria), ti aspetta la classe.
La figlia, seduta come al pub mentre ordina una chiara media, masticando la gomma come la ragazza di Verdone-Figlio-dell’amore-eterno in “Un sacco bello”, vede entrare il prof e senza neanche provare a dissimulare: «AH PROF MA QUANTE GGIUSSSIFICHE ME SO RIMASSE A LATINO?!».

Don Milani, ora pro nobis

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Col cuore in mano: la Borgata si prende tre punti a Moricone

Posted on 2023/03/20 by carmocippinelli

«Vabbè, prof, ma quindi un pronostico su domenica?». Ormai nella III E la Borgata segna l’argomento di conversazione prima che si comincino le lezioni del sabato e del lunedì. Stavolta il pronostico era davvero difficile e gli ho semplicemente detto, mettendo le mani avanti ma scuotendo un po’ la testa: «Vedremo come andrà, ma di una cosa sono certo: il Moricone non regalerà niente».   

Una constatazione piuttosto banale dato che all’andata il Moricone ha superato la Borgata tra le mura amiche del ‘Vittiglio’ per 3 a 1. La gara di andata con la compagine tiburtina ha sancito la prima sconfitta in campionato per i granata: passati in vantaggio su rigore, raggiunti al 39′ della ripresa e poi superati dalla doppietta di Gilardi al 45′ e 46′. In zona Borgata, come sempre. (Per chi volesse rileggere il post di quella partita basta che clicchi qui: https://sostienepiccinelli.blogspot.com/2022/11/stop-dimentica-finisce-1-3-al-vittiglio.html)

Stavolta però è tutta un’altra storia. Certo: ci sono Moreno e il Mister fuori dal rettangolo di gioco e pure qualche defezione tra gli undici scesi in campo, però la Borgata è appena uscita sconfitta col Montedoro e quel 0-2 ancora brucia. C’è poco da stare a discutere: «fare o non fare, non c’è provare».

“Senza spalti né gradoni”

Il grande parcheggio antistante al “Sante Aureli” ha le stesse dimensioni di un campo di calcio. Quando abbiamo notato che il campo vero non prevedeva alcun gradone, tribuna (per quanto piccola) o qualcosa di simile ad un posto presso il quale sostare per una 90ina di minuti per vedere la partita, abbiamo provato ad ipotizzare che quel parcheggio ospitasse il campo. I gradoni, infatti, davano sulle macchine parcheggiate. L'”Aureli” è di terra. E campo di terra significa linee di metà e fine campo tracciate alla bell’e meglio, scarpini che affondano nella terra battuta, durezza e caso. In che senso caso? Nel senso più letterale del termine: capita che il pallone rimbalzi come non avresti previsto o immaginato, succede che l’avversario riesca ad intercettare quel passaggio fondamentale a causa di un avvallamento del terreno e magari riesca a portare  la squadra a ridosso del portiere, il centravanti faccia gol e la partita cambia volto improvvisamente.
C’è chi storce le labbra, abituati ai modernissimi campi sintetici di cui ormai Roma trabocca, eppure anche questo è dilettantismo, agonismo, calcio popolare. 
Nel primo tempo la Borgata soffre l’iniziativa del Moricone: gli undici di Molinari (ma non er sambucone) vogliono imporre il proprio tempo e il proprio spazio alla partita. I ritmi iniziano ad essere alti fin dal primo quarto d’ora, quando cioè la squadra di casa si fa avanti al 16′ con una punizione che impegna Capuani, degno sostituto di Poma per la giornata di domenica 19. Il gioco dei locali è molto duro: la classifica e il campo parlano chiari, c’è voglia di riscatto da entrambe le parti e c’è necessità di tornare a inanellare risultati utili. Al 20′ Piccardi inizia a zoppicare a causa di un intervento di Pietrosanti. L’arbitro non sanziona, ma il nostro ha bisogno di tempo per riprendersi. Qualche istante più tardi è Mascioli iunior a cadere e a non rialzarsi: entra Cassatella, primo cambio della Borgata al 20′ del primo tempo. I biancoverdi provano a sbloccare la partita attorno al 25′: Maggi si fa vedere dalle parti di Capuani ma il tiro è angolato ma si spegne sul fondo; attorno al 30′ un’altra azione corale trafigge la difesa granata ma trova l’opposizione di Capuani. L’occasione per la Borgata potrebbe arrivare su punizione: il tiro di Pompi è troppo debole e il portiere Giacobone non ha problemi nel raccogliere il pallone. Allo scadere della prima frazione, però, la partita si sblocca davvero: Santus calcia una punizione imprendibile per Capuani e le squadre tornano negli spogliatoi con il risultato di 1-0. 

Todo cambia

Le squadre tornano in campo consapevoli di dover dimostrare ancora tutto: niente è scritto, niente è a posto, tutto può ancora essere ribaltato. Nei primi dieci minuti la Borgata si fa vedere prima con una punizione di Mascelloni, su cui ci si accapiglia in un batti e ribatti (ma capire chi ha tirato e chi ha respinto è un’impresa ottica non da poco per un miope che era presente dietro l’altra porta). Di sicuro, l’ultimo tiro che ha impegnato il portiere locale è stato di Piccardi. Al 12′ Di Stefano cade in area e si reclama per un calcio di rigore ma l’arbitro ammonisce il 7 granata, probabilmente per simulazione. Alla mezz’ora l’illusione che da’ la Borgata è quella della stanchezza, ma è solo una ‘fata Morgana’: Proietti esce per fare posto a Chieffo e cinque minuti dopo arriva il pareggio granata. Sofferto, sudato, voluto: Di Stefano trafigge il portiere e riporta la partita in parità.

La Borgata capisce che deve puntare a far allungare – come si dice in queste occasioni – la squadra locale: le ripartenze di Di Stefano sono velenose per la difesa locale e, anzi, al 49′ scapperà di nuovo tra le retrovie tiburtine ‘rischiando’ la doppietta. 

Finale da miocardite acuta

Manca poco. Cinque minuti di recupero. Su ogni pallone si lotta e su ogni iniziativa del Moricone la squadra ragiona: non c’è da perdere la testa, magari si prende qualche cartellino (come quelli di Chimeri e Segatori, pilastri imprescindibili della difesa granata). Gilardi, entrato al 19′ per il Moricone, vorrebbe replicare la doppietta dell’andata ma Chimeri chiude ogni porta: i cinque minuti finali sono pieni d’agonismo, di durezza, di volontà da entrambe le parti. Capuani blinda la porta ospite e salva il risultato in due occasioni. E poi c’è il caso, l’ultima azione. Quella che le maestre delle elementari ti classificavano come ultima occasione della ricreazione per dare un calcio al pallone prima di tornare in classe e spiegare le tabelline. Calcio d’angolo, svetta Chimeri: gol, 1-2. Triplice fischio dell’arbitro. 

La Borgata torna a vincere e si prende la rivincita sulla partita d’andata, così storta e così infausta. I sostenitori locali si dissolvono in un attimo, i nostri si trattengono ancora qualche istante coi giocatori. «Quanto cazzo è bello vince, regà», Cicolò si avvicina alla recinzione ed è raggiante, Mascelloni stringe fortissimo Segatori, Piccardi è radioso. Vincere è facile, ribaltare la partita con questo piglio è granata. Pienamente granata. 

Il tabellino della diciannovesima giornata di campionato | Seconda categoria laziale | Girone F

MORICONE – BORGATA GORDIANI 1-2

MARCATORI: 46’pt Maggi (M), 35’st Di Stefano (BG), 51’st Chimeri (BG)

MORICONE: Giacobone, Peroni, Marroni, Antonelli, Santus (41’st Lucarelli), Tonelli E., Pietrosanti (19’st Gilardi) Tonelli M., Maggi, Pasquarelli, Felli PANCHINA: Zingaretti, Massimi, Benedetti, Pichetti, Cherubini. ALLENATORE: Federico Molinari

BORGATA GORDIANI: Capuani, Proietti (23’st Chieffo), Segatori, Mascelloni, Brigazzi, Chimeri, Di Stefano, Mascioli F. (20’pt Cassatella), Cicolò, Pompi (40’st Chiarella), Piccardi PANCHINA: Franco, Ienuso, Neri, Ciamarra, Martucci, Corciulo. ALLENATORE: (squalificato fino al 31/3/23)

ARBITRO: Francesco De Pascale (Roma 2)

NOTE: Ammoniti: 31’pt Antonelli (M), 12’st Di Stefano (BG), 28’st Mascelloni (BG), 33’st Pompi (BG), 43’st Segatori, 45’st Chimeri (BG), 46’st Lucarelli (M). Recupero 2’pt – 5’st (cinque minuti effettivi, sei realmente giocati). Angoli Moricone 3 – 4 Borgata Gordiani.

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E facci un gol(le)! [Letteralmente uno solo]

Posted on 2023/02/26 by carmocippinelli
Quarta vittoria di fila, prima del girone d’andata. Alla Borgata basta un gol su rigore al 18′ della prima frazione di gioco. Amministra il risultato e non riesce ad andare oltre il gol su rigore. 
Menzione speciale per i sostenitori, oggi a “ranghi ridotti”, senza tamburo e senza troppe voci.
“Scappati di casa” ma col cuore granata.
E guai a saltarne una.
Il primo quarto d’ora scivola via piuttosto velocemente: le due squadre si studiano e si “annusano” cercando di capire chi per prima prenderà l’iniziativa.
Un’occasione per parte si sviluppa subito dopo le prime battute del gioco: al 12′ Poma esce un po’ improvvidamente fuori dall’area raggiungendo il centravanti ospite, Cocco – da parte sua – tenta la beffa rifilando un pallonetto ai danni dell’estremo difensore granata. Chimeri è attento e, raggiunto il pallone, sventa la minaccia. Un minuto dopo è Di Stefano ad andarsene e a cercare Chiarella: il 9 gordiano riesce solo a spizzarla. 

Cinque minuti dopo è già il tempo del rigore che sbloccherà la partita e fisserà il punteggio finale di 1 a 0 per la Borgata Gordiani: Graziani, al fine di evitare il cosiddetto “rigore in movimento” di Chiarella, prende la palla con la mano in area. L’arbitro indica il dischetto del rigore e tira fuori il cartellino rosso in direzione del 5 in maglia bianca: evidentemente ha ritenuto intenzionale il gesto di colpire il pallone con la mano con conseguente interruzione dell’azione. Sempione in 10 e Mascioli che trasforma il rigore.
Al 25′ il tacco di Chiarella invita il tiro di Cassatella: potente ma poco preciso. Si spegne sul fondo. La Borgata prova a sfruttare la superiorità numerica ma il Sempione sa chiudersi e prova a sfruttare le punizioni dai venti metri: al 40′ Stragapede prova ad insidiare Poma ma il tiro viene deviato. 
Nel corso della ripresa la Borgata ‘rischia’ di raddoppiare almeno 4 volte: al 6′ minuto, a seguito dell’estrema scivolosità del pallone, l’estremo difensore ospite non trattiene ma riesce a metterci una pezza nonostante l’iniziativa di Pompi; al 14′ e ancora al 20′ con un tiro di Pompi dalla distanza, dopo la cavalcata eroica di Ciamarra dalla metà campo gordiana. 
Servirebbe chiudere subito la gara, servirebbe un altro gol. Che si fa? Fuori Di Stefano e dentro Cicolò: i granata tengono ma spesso abbassano la guardia. 
Mascioli pecca di manierismo, Cassatella si infervora perché vorrebbe chiudere la partita e gli animi diventano tesi: il Sempione ne approfitta per provare a farsi avanti più di qualche volta con Marini. 
Al 43′ il duo Piccardi-Mascioli imbastisce l’ennesima occasione da gol ma la porta è stregata: Sprizzi è attento e i due possono solo alzare gli occhi al cielo. 
Prima della fine c’è tempo per la possibile beffa: al 45′ su sviluppo di calcio d’angolo il Sempione riesce a cogliere un palo e a impegnare Poma. Belardi sugli spalti ha misurato la pressione ai presenti perché c’è stato il rischio di ipertensione arteriosa e conseguente infarto.
Un gol soltanto, ma a volte basta solo quello.
E il Sempione, quando c’è la Borgata di mezzo, non vince più!

Il tabellino della quindicesima giornata di campionato | Seconda Categoria Laziale | Girone F

BORGATA GORDIANI – SEMPIONE CALCIO 1-0

MARCATORI: (Rig.)19’pt Mascioli M.

BORGATA GORDIANI: Poma, Pompi, Colavecchia, Alfonsini, Mascioli F., Chimeri, Di Stefano (31’st Cicolò), Cassatella, Chiarella (14’st Ciamarra), Mascioli M., Piccardi PANCHINA: Capuani, Zagaria, Brigazzi, Segatori, Proietti, Corciulo, Martucci. ALLENATORE: Fabrizio Amico

SEMPIONE CALCIO: Sprizzi, Boido (43’st Rossi) Paolini (17’st Poliseno), Cundari, Graziani, Camilli, Fossati, Di Sora, Cocco (20’pt Coleti), Marini, Stragapede PANCHINA: Marrocchini, Natalucci, Mele, Rossi, Paolucci ALLENATORE: Luca Ventrelli

ARBITRO: Andrea Maiorino (Roma2)

NOTE: Espulso al 18’pt Graziani (SC). Ammoniti: 23’pt Camilli (SC), 46’pt Di Sora (SC), 13’st Coleti (SC), 24’st Marini (SC), 26’st Di Stefano (BG), 41’st Cassatella (BG), 47’st Cundari (SC), Recupero 2’pt – 6’st Angoli: Borgata Gordiani 5 – 3 Sempione Calcio

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Lacrime di Borgata: la trasferta di Santa Maria delle Mole finisce 2-1

Posted on 2023/01/28 by carmocippinelli

Se è vero che non c’è partita, sconfitta o diffida che ci possa tenere lontani dalla Borgata, questa è una di quelle giornate in cui esserci è servito: al di là del risultato, come sempre, come al solito. 
Tutto quello che poteva andare storto, proverbialmente parlando e non, è andato storto, parafrasando la Legge di Murphy. 

Al quarto minuto è la Borgata che si fa avanti con Proietti e Di Stefano: l’evidente fuorigioco in cui è incappata l’ala granata fa tirare un sospiro di sollievo a Ciliento (CCF). Dieci minuti dopo ci prova Bianconi (CCF) su punizione a far vedere che la squadra locale c’è: l’intervento di Cassatella manda in calcio d’angolo. 

Galeotto fu il calcio d’angolo. 

Franco esce, cade sull’anca destra e non si rialza più. A fine partita sarà portato in ambulanza all’ospedale di Frascati. La Borgata, già senza il febbricitante Poma, rimane senza portieri: entra Vitullo che si improvvisa estremo difensore pur non essendolo. Con tutta evidenza.
Un paio di uscite piuttosto barzotte suggeriscono al Ciampino la tattica da utilizzare: tirare per sorprendere il portiere. Al 37′ Macri insacca e porta in vantaggio i locali. Il primo tempo si chiude senza emozioni e con una Borgata che prova a farsi avanti senza successo: il Ciampino, una volta segnato il gol del momentaneo vantaggio, si chiude a riccio. 

Il bar del campo che fa molto
“peggiori bar del Missouri” 
La ripresa è tutta granata ma l’iniziativa si infrange un passo prima del gol. L’ingresso di Piccardi e Brigazzi dà nuova linfa alla squadra e le occasioni – in un modo o nell’altro – iniziano ad impensierire la pur solida e ben posizionata difesa locale. Non far arrivare il reparto offensivo nella metà campo gordiana è l’intento che persegue l’undici di Mister Amico. 
Al quarto minuto Pompi, a tu per tu col portiere avversario non riesce ad insaccare: grande intervento di Ciliento (CCF) che si butta sul pallone e nega quello che avrebbe potuto essere il gol del pareggio. 

Comincia la girandola dei crampi al settimo (!!) della ripresa, per cui si consiglia – in questa sede – una visita ortopedica specifica per tutto il settore offensivo castellano. 

Al quarto d’ora Mascioli, con una punizione delle sue, impegna Ciliento ma riesce a rimediare solo un angolo. Il fortino della Futsal tiene e la Borgata, nonostante l’assedio, sembra non essere in grado di buttarla dentro. Al 23′ Bianconi raddoppia e le speranze si affievoliscono. 
Due minuti dopo, però, Proietti viene atterrato nell’area locale: l’arbitro indica il dischetto senza indugi. Mascioli trasforma il tiro e accorcia le distanze. I gordiani tentano il tutto per tutto ma  il gol non arriva: la difesa locale si chiude bene e lotta con caparbietà su ogni contrasto. 

Dopo 100 minuti (recuperi compresi), di cui una buona sessantina di valle-di-lacrime, termina una partita che lascia l’amaro in bocca per i punti persi per strada e per aver perso con una squadra che si chiama Futsal. E che, però, gioca a calcio a 11.

Paesaggi bucolici tra campo e ferrovia. 

“Ce sta un buco nella rete dietro la porta, ce potete andà a prende il pallone?”
Dietro la porta: le praterie

Il tabellino della dodicesima giornata di campionato | Seconda Categoria Laziale | Girone F 


CIAMPINO CITY FUTSAL – BORGATA GORDIANI 2-1


MARCATORI: 37’pt Macri (CCF), 23’st Bianconi (CCF), Rig. 25’st Mascioli M. (BG)

CIAMPINO CITY FUTSAL: Ciliento, Baldascino, Ferraioli, Davenia, Cortese, Bianconi, Macri, Nobili, De Paolis, Simonetti (19’st Biasetti Di Luzio), Battista (37’st Biasini). PANCHINA: Marini, Capraro, Pietrantoni, Corcione, Carleo, Bocci, Dell’Armi. ALLENATORE: Amedeo Sanvitale. 
BORGATA GORDIANI: Franco (16’pt Vitullo), Chieffo (1’st Piccardi), Segatori (1’st Brigazzi), Pompi, Mascioli F., Chimeri, Di Stefano, Cassatella, Belardi (15’st Ciamarra), Mascioli M., Proietti (32’st Chiarella). PANCHINA: Colavecchia, Barsotti, Casavecchia, Piccardi, Corciulo. ALLENATORE: Fabrizio Amico

ARBITRO: Paul Lucian Stefan (Tivoli)

NOTE: Ammoniti: 32’pt Chimeri (BG), 26’st Brigazzi (BG), 47’st Mascioli (BG). Recupero: 5’pt – 5’st
Menzione speciale per il messaggio d’amore rivolto alla cittadina di Cecchina

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Pompi e Piccardi stendono l’Atletico Torres: finisce 1-2 al “Mario Ceprani”

Posted on 2023/01/15 by carmocippinelli

La Borgata respira a pieni polmoni l’aria del nuovo anno che porta in dote i primi tre punti del 2023. Serviva una vittoria e così è stato: sofferta, certamente, ma giocata con un gran cuore da parte di tutta la squadra. 

Deserto dei Tartari
Una guarnigione di un esercito è in formazione e in lenta attesa del nemico in uno sperduto avamposto: l’avversario, però, non si vede mai. Spero che qualcuno tra i lettori i questo post abbia letto il romanzo “Il deserto dei Tartari” di Dino Buzzati: (tralasciando tutta l’introspezione psicologica sui personaggi che fa del romanzo di Buzzati un grande testo) di fatto la Borgata ne rivive la trama per i primi quarantacinque minuti di gioco. Nella prima frazione l’avversario c’è ma non riesce a costruire molto: i gordiani tentano più volte di farsi vedere dalle parti di D’Ambrosio ma ogni spunto è vano. O, comunque, non così ben costruito da poter rappresentare una seria minaccia per la Torres. Le uniche due vere occasioni della prima frazione di gioco sono della Borgata: neanche una manciata di minuti e i nostri rimediano un angolo che non riesce ad essere il tentativo di sblocco della partita. La seconda  occasione è al 37′: Chieffo impegna il portiere locale con un gran tiro ma, ancora una volta, i gordiani rimediano un calcio d’angolo che non viene trasformato. Il primo tempo scorre via senza che neanche i presenti se ne accorgano troppo, se non per qualche leziosità di troppo da parte del gioco delle due squadre. 
Cambi vincenti
Nell’ultima partita del 2022 la Borgata è stata fermata tra le mura casalinghe del “Vittiglio” dall’Alba Roma: galeotti furono gli ultimi minuti! A margine dell’incontro il rammarico era generalizzato, così come pure mister Amico si doleva dei cambi che non era riuscito ad azzeccare. Ma è un altro anno e il mister dimostra che, in tutta verità, sa leggere (e anche bene) la partita: torna finalmente in campo Piccardi, così come pure calcano di nuovo il rettangolo verde Ciamarra e Corciulo.
Conviene, però, procedere con calma e fare un passo indietro. 

Al quarto d’ora  della ripresa le occasioni latitano: l’unico spunto da annotare è stato quello di Capitan Cicolò al 5′. La partita sembra essere statica e più il tempo scorre, più le occasioni non vengono neanche imbastite in potenza: la Borgata ha il gioco in pugno ma non concretizza.
Lo spettro della “tragica distrazione” inizia ad aleggiare sul “Mario Ceprani” di Via dei Gerani: le squadre cominciano ad innervosirsi, mister Amico viene richiamato dall’arbitro e al 16′ Giordani insacca l’1-0 per i locali. Distrazione granata, Atletico Torres con un uomo in più al posto giusto e al momento giusto e Poma che non può farci niente, se non constatare il pallone che riesce a gonfiare la rete dietro le sue spalle. 
Sofferenza e disorientamento in campo: i nostri sentono la botta del colpo appena ricevuto. 
«Stessa solita storia», sembrano dire le facce dei giocatori che si cercano le ginocchia: appoggiarci i palmi delle mani per una frazione infinitesimale di quiete e raccoglimento è necessario prima di ripartire. 
Il nuovo anno, però, è gravido di sorprese, come Piccardi che rientra in campo e dà una sferzata al reparto offensivo della squadra: l’Atletico Torres imposta il baricentro più in alto alla ricerca del secondo gol che avrebbe sancito la chiusura morale (prima che matematica) sulla partita, tuttavia la linea difensiva risulta essere più porosa e i gordiani riescono a prendere velocità, campo e coraggio in contropiede. 

Il pareggio è nell’aria e al 25′ è Pompi a pareggiare i conti, autore non solo del gol ma di un secondo tempo magistrale. Cinque minuti dopo è Piccardi a portare in vantaggio la Borgata: su calcio d’angolo è lasciato completamente solo dalla difesa locale. Colpo di testa leggero da distanza ravvicinata: è il gol del sorpasso. 

Sfuma di un soffio la terza rete: al 32′ il tiro di Chieffo si stampa sul palo, tra le espressioni di diniego più colorite che orecchie umane abbiano mai potuto ascoltare. 
E poi? Poi come al solito: un finale da defibrillatore che ha visto l’espulsione di Cicolò, un tentativo di rovesciata da parte di un attaccante dell’Atletico Torres al 46′, l’assedio della Borgata  con Corciulo che ha macinato chilometri e tentato tre tiri in porta, una decina di contropiedi. Tutto in ordine rigorosamente sparso. 
Le foto, tutte, sono sempre di Elisa Vannucchi, ormai fotografa ufficiale della Borgata

E poi, ancora: la Vis Casilina ha fermato il Torrenova con un pareggio casalingo, lo scontro tra Alba Roma e Lucky Junior è terminato a reti bianche (almeno stando all’aggiornamento di Tuttocampo delle ore 18:30).
Dunque si torna al secondo posto: grazie Borgata!

Il tabellino della decima giornata di campionato | Seconda Categoria Laziale | Girone F

ATLETICO TORRES – BORGATA GORDIANI 1-2


MARCATORI: 16′ st Giordani (AT), 25’st Pompi (BG), 30’st Piccardi (BG)
ATLETICO TORRES: D’Ambrosio, Coletti, Colistra (38’st Ciucci), Reale, De Paolis, Lucci (10’st Cappelli), Bovi, Franciulli, Giordani, Testoni (35’st Aversano), Quaresima (23’st Pietrucci) PANCHINA: Ponzo, Gennari. ALLENATORE: [non indicato sulla distinta]
BORGATA GORDIANI: Poma, Proietti, Colavecchia (15’st Piccardi), Pompi, Segatori, Chimeri (40’st Corciulo), Di Stefano, Cassatella, Chiarella (15’st Ciamarra), Cicolò, Chieffo. PANCHINA: Zagaria, Barsotti, Brigazzi, Casavecchia, Piccardi, Belardi, Vitulllo. ALLENATORE: Fabrizio Amico

ARBITRO: Turco (Ciampino) 

NOTE:  Espulso al 44’st Cicolò (BG) per doppia ammonizione. Ammoniti: 30’pt Colavecchia (BG), 43’pt Cassatella (BG), 43’pt Colistra (AT), 20’st 4 (AT), 38′ Cicolò (BG), 47’st 19 (BG) Recupero: 1’pt – 5’st 
Le foto, tutte, sono sempre di Elisa, ormai fotografa ufficiale della Borgata


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Ma che ce stai a fa?

Posted on 2021/03/24 by carmocippinelli

Il 20 marzo ricorrevano i due anni dalla morte di Tina Costa. In quell’occasione mi ero lasciato andare in un ricordo tutto personale, dopo la seconda volta che aveva accettato di intervenire alla Biblioteca Collina della Pace di Finocchio.

Stamattina, non so per quale motivo o associazione libera della mia testa, mi risuonavano le sue parole nella testa, pronunciate da lei in un momento preliminare di una riunione con Fabrizio de Sanctis (allora e attuale presidente Anpi di Roma), la sezione del VI appena nata e ovviamente Tina Costa.

Non sto a dire quanto lei fosse legata al VI municipio e alle sue borgate: per lei eravamo “i compagni de Tor bella” e voleva bene a chi aveva deciso di fondare la sezione nella sua “ex ottava circoscrizione”, tanto più che io e Gianmarco eravamo ancora quasi “pischelli” che da poco avevano discusso la triennale. Poco importava che io fossi di Torre Maura e Gianmarco di Borghesiana: la sezione era, momentaneamente, a Tor bella. Dunque, eravamo i compagni de Tor bella. 

 
De Sanctis, con cui ho condiviso il percorso della Fds a cavallo tra l’essere minorenne e maggiorenne, ricopriva per la prima volta quell’incarico da me considerato importantissimo, nel mio personale immaginario politico-sociale. Entro nella stanza della sede romana e c’è Fabrizio seduto ad una sedia dietro la scrivania, Tina Costa è seduta dirimpetto l’elemento d’arredo colmo di fogli a cui vicino era stato appoggiato un computer molto datato con schermo a tubo catodico.

Proprio lui inizia a parlare: “Tina, lui è Marco, il compagno che…”, non fa in tempo a finire la frase e lei “Lo so, lo so chi è: è il compagno de Tor bella, della sezione dell’ex ottava che mo se chiama sesta”, annuendo cercando di dissimulare quel po’ di tremore che, involontariamente, produceva il suo corpo.

“Ah ecco, ti ricordi” – fa De Sanctis – “così evitiamo di ripresentarci: è un compagno, eh. Certo, mo è un po’ de tempo che sta co Rizzo…”, e tutto il suo viso si modella per assecondare alle pieghe delle labbra che si producono in un sorrisino sornione cercando approvazione in Tina Costa, tanto che lei, per tutta risposta, disse: “Ecco”, congiungendo le mani come in una preghiera, agitandole dal petto in fuori, dal basso verso l’alto, proseguendo: “ma che ce stai a fa co Rizzo, ma dimme te!”.
Un po’ come scrisse Carlo Emilio Gadda nel Pasticciaccio: 

“Raccolte a tulipano le cinque dita della mano destra, altalenò quel fiore nella ipotiposi digito-interrogativa tanto in uso presso gli Apuli”

Subito dopo, neanche una manciata di secondi, arrivano altre persone e comincia quel piccolo incontro.
A cadenza regolare nella mia coscienza, a distanza di tempo, tento di rispondere a quella domanda coniugandola all’imperfetto, ogni volta che si ripresenta. Un po’ come la mattina alle 8:00 con i peperoni della sera prima che si riaffacciano.
Posted in Blog/Post semiseri, periferia, Tina Costa

Il Corriere della Sera e gli insulti alla periferia

Posted on 2020/08/04 by carmocippinelli

L’editoriale del 28 luglio di Ernesto Galli della Loggia, è bene entrare subito “a gamba tesa” nella questione, è un insulto a milioni di persone che vivono nelle periferie delle grandi città. Uno schiaffo a mano aperta di coloro che vivono del proprio lavoro (ovvero i “proletari”) e sono costretti a turni massacranti per poter sopravvivere e pagare – ben che gli vada – un mutuo che porta via metà dello stipendio. Tralasciando fenomeni di affitto in nero, sub-affitto e altre meschinità che oggi sono considerate “normalità” del “mors tua vita mea” quotidiano. Chi scrive, abita in uno di questi «sperduti quartieri dormitorio» di cui parla il “prestigioso” editorialista del Corriere. Ma quel che ha scritto non ha destato indignazione: la maggior parte del panorama intellettuale, politico e sociale del Paese la pensa esattamente così. 

Per contestualizzare è bene citare un passaggio dall’articolo di Galli della Loggia: «[…] Ma con ancora maggiore urgenza la pandemia ripropone il tema delle periferie. Infatti, da dove pensiamo mai che provengano in larga maggioranza le turbe di giovani che dappertutto stanno agitando le notti italiane di questa estate? Da dove, se non dalle invivibili periferie, dagli sperduti quartieri dormitori, dalle strade male illuminate che finiscono nel nulla? Ormai è diventato un rito. Al calar d’ogni sera, specie nel fine settimana, quei giovani si rovesciano nelle piazze, nei centri storici delle città, e sembrano farlo come posseduti da un desiderio di rivalsa che oggi si manifesta nella volontà d’infrangere tutti gli obblighi e le precauzioni sanitarie, di farsi beffa in tal modo di ogni regola di civile convivenza. Li muove, si direbbe, quasi il torbido proposito di seminare il contagio, d’infettare la società «per bene» insieme ai posti che essa abita. Di distruggere quanto non possono avere». 
Il Covid lo portano in dote quei giovani che escono la sera per andare in centro: mossi da un odio sociale così forte verso chi abita nei lussuosi e bei palazzi dei quartieri storici romani (Parione, Regola etc), costoro si fanno beffe del distanziamento sociale e della crisi sanitaria per poter distruggere «quanto non possono avere».
Quello che pensa Galli della Loggia è, purtroppo, ben chiaro. Chi vive in periferia è un untore: corrompe il centro e le sue bellezze, distrugge la società per bene; costoro sono creature demoniache che vogliono seminare il contagio facendolo addentrare per bene tra le maglie della classe agiata che hanno la sensazione di «essere abbandonati, di essere esclusi dal circuito della cittadinanza ad opera di un potere estraneo ed ostile […] contro il quale, dunque, non resta che l’arma della rivolta, del voto dato in odio alla casta, ai migranti, ai rom, a tutti, ovvero l’arma della rappresaglia, quella delle spedizioni punitive notturne senza mascherine e sputando sui citofoni dei fortunati che abitano in centro». 
Di tutto questo vaniloquio ostile nei confronti di chi abita in periferia è bene registrare un fattore indubbio: non siamo sulla “stessa barca”. Non lo siamo mai stati. Esiste un “noi” e un “loro”, un fossato piuttosto evidente e demarcato. 
C’era chi poteva permettersi un tampone in tempi rapidissimi, come hanno fatto Guido Bertolaso e Nicola Zingaretti; c’era chi poteva permettersi di violare il blocco e la chiusura totale delle attività dall’alto della sua magione come Andrea Bocelli. 
C’era anche chi moriva di Covid perché i tagli apportati alla sanità pubblica hanno prodotto un solco enorme tra chi può permettersi cure di qualità pagando profumatamente cliniche private e chi deve “accontentarsi” del policlinico sovraffollato della zona in cui abita. Se ne è ancora rimasto uno. 
I tagli apportati alla sanità pubblica negli ultimi vent’anni hanno mostrato quanto sia inefficiente il sistema sanitario italiano, “sforbiciate” che i giornali italiani hanno fatto passare come “ottimizzazioni” e “razionalizzazioni” della spesa ma che, in realtà, hanno preso la direzione dei finanziamenti alla sanità privata. Il tutto per un totale di 37 miliardi, sottratti al Servizio sanitario nazionale.
La periferia è luogo ignoto per antonomasia, per costoro che scrivono sui giornali della borghesia italiana, da frequentare quando scoppiano questioni legate all’immigrazione (vedi Torre Maura nell’aprile 2019) quasi fossero degli scopritori antropologi che, di fronte ad una realtà opposta a quella che vivono, anziché denunciarne lo stato di abbandono, salgono sullo scranno di turno per giudicare. La stampa borghese non è nuova a queste “uscite” poco felici. 
Quando accaddero i fatti di Torre Maura, Lucia Annunziata, direttrice dell’«HuffPost» si precipitò nel quartiere scoprendo con orrore che le strade non portavano ad altro luogo che in quel quartiere: scollegato da tutto e dal resto del mondo ma che veniva da lei percepito come pulito e ordinato, con file di palazzi «dignitosamente ordinari». Così come pure Gianni Cuperlo nel 2018 fece una super passerella a Tor Bella monaca per un articolo su «L’Espresso» al fine di toccare con mano quel che la “sinistra ha smesso di guardare” facendo leva sul “bello” che può esserci in periferia.
Come se ad amministrare il municipio VI non ci fosse stato anche e soprattutto il Partito Democratico che insieme al governo della città (Rutelli e Veltroni, così come anche Alemanno) ha svenduto ettari di territorio romano ai costruttori per poter edificare altri e ancor più lontani quartieri scollegati e “dormitorio” (Ponte di Nona, Colle degli Abeti) che Della Loggia guarda con ribrezzo. 
Come se Cuperlo, poi, fosse dirigente di un partito di sinistra. Ma questa è un’altra storia. 
Le letture sommarie delle periferie rappresentano concretamente due facce della stessa medaglia: da una parte si tende a criminalizzare quel mondo di disagio e povertà con lo sdegno fumettistico di chi sviene portando alla fronte il dorso della mano, socchiudendo gli occhi e cadendo all’indietro; dall’altra la visione del “fin qui tutto bene”, nonostante non si comprendano neanche alla lontana la mancanza di lavoro, l’alcolismo, la ludopatia, la dispersione scolastica, le violenze, il coacervo di disperazione e promesse mancate che hanno fatto in modo da far diventare intere porzioni del territorio romano delle polveriere sociali in cui la criminalità organizzata la fa da padrona. 
Ma queste ed altre questioni affini, gli editorialisti, i direttori e i politici rampanti, le ignorano del tutto.
Tutte queste letture da bar della periferia non sono altro che la rappresentazione macchiettistica di coloro che producono e portano avanti la città: se la periferia romana smettesse di lavorare, Della Loggia, la Annunziata e Cuperlo, semplicemente, non saprebbero dove andare a spendere i loro soldi per lo spritz delle 18:00. Probabilmente il cameriere che li ha sempre serviti abita a Tor Pignattara o a Castelverde.
Posted in Corriere della sera, periferia

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Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana

«Sosteneva, fra l’altro, che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l’effetto che dir si voglia d’un unico motivo, d’una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo».

Un sogno per la Borgata Gordiani!

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