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Categoria: israele

L’annus horribilis della democrazia israeliana

Posted on 2023/10/12 by carmocippinelli

Benjamin Netanyahu, Primo Ministro di Israele dal 2009 quasi
ininterrottamente, a seguito dell’attacco palestinese ha dichiarato lo
stato di guerra e che l’esercito del paese (Tsahal) agirà con tutto il
potere necessario per far fronte alla situazione che si è venuta a
creare.
La realpolitik in questo caso è spietata: il
Primo Ministro tenterà – è facile supporlo – di recuperare terreno
nell’opinione pubblica e nella società israeliana dato che dalla
rielezione dello scorso anno, dopo la nascita di quello che la stampa
internazionale ha definito essere il governo più a destra della storia
di Israele, ha subito varie e imponenti contestazioni. Il
consenso è sceso a livelli piuttosto bassi e la società tutta si è
mobilitata contro di lui a partire dall’inizio dell’anno, quando il
contestato progetto di riforma del sistema giudiziario ha iniziato ad
essere discusso in Parlamento
(Knesset).

È bene riavvolgere il nastro e tornare al mese di febbraio, quando la
protesta approda anche nelle istituzioni: il Parlamento era chiamato a
dibattere attorno al pacchetto di leggi sulla giustizia. La revisione
del sistema giudiziario, che ha mobilitato le proteste per 29 sabati
consecutivi e portato 70mila persone in piazza pacificamente a Tel Aviv,
che ha fatto incrociare le braccia a gran parte dei settori produttivi
della società israeliana, era un punto centrale dell’iniziativa politica
del Primo Ministro. Se in Italia Giuliano Ferrara su «Il Foglio»
scriveva come non fosse tutto illogico nella riforma di Netanyahu,
dall’altra parte della Manica il «Guardian» avvertiva che le proposte di
legge approvate nella commissione parlamentare per la Costituzione la
legge e la giustizia avrebbero avuto due risvolti: la prima
quella del maggiore controllo da parte politica sulla nomina dei giudici
della Corte suprema. L’altra avrebbe consentito a una maggioranza
semplice della Knesset di annullare quasi tutte le sentenze della Corte
stessa.

È bene ricordare che lo Stato di Israele non possiede una Costituzione
scritta ma solo un insieme di Leggi fondamentali. Le problematiche
conseguenti sono facilmente intuibili dal lettore.

Se la piazza ribolliva, il parlamento non era da meno: l’opposizione
arabo-israeliana della sinistra comunista riunita nel gruppo
Hadash-Ta’al denunciava quello che sarebbe stato lo stato di Israele con
l’approvazione della Legge
. In una seduta del 5 febbraio 2023
al deputato Ofer Cassif è stato impedito non solo di continuare a
parlare dalla vicepresidente della Camera Nissim Vattori (Likud) ma è
stato anche allontanato con la forza. Le opinioni contrarie non erano
ben accette, con tutta evidenza. Così come non lo erano nemmeno
all’interno della maggioranza. Fiamma Nirenstein sul «Giornale» in
quella fase ha dato conto della cacciata del ministro della Difesa
Gallant che si era espresso pubblicamente contro quell’insieme di leggi.
Gallant lo sosteneva da destra, eppure a Netanyahu non è bastato il
rapporto personale che aveva con l’ex ministro per poter interrompere
quello politico.

La legge fondamentale voluta da Netanyahu è stata in parte
rimodulata e in parte ritirata ma la prima sezione è stata approvata in
luglio e l’estate appena trascorsa è diventata decisamente rovente.

La ‘clausola di ragionevolezza’ della Legge riguardo i provvedimenti
dei governi che favorirebbero comportamenti distorti (corruzione),
nepotismo e scelta di persone con gravi precedenti penali per l’incarico
di ministro è all’esame della Corte Suprema, così come gli svariati
ricorsi giunti sul tavolo dei giudici. Lo scontro tra poteri non è fatto secondario: in discussione è il fondamento della democrazia liberale in sé.
Potere esecutivo contro potere giudiziario, nonché la primazia di uno
sull’altro. Non un affare da poco, per quella che in occidente è
“l’unica democrazia della regione mediorientale”.

Articolo pubblicato su Atlante Editoriale: https://www.atlanteditoriale.com/lannus-horribilis-della-democrazia-israeliana/

Posted in Atlanteditoriale, israele, palestina, palestinalibera, palestinarossa, polpettoniTagged Atlanteditoriale, israele, palestina, palestinalibera, palestinarossa, polpettoni

Cosa sta succedendo in Israele – La Rinascita delle Torri

Posted on 2023/02/15 by carmocippinelli
«Alla luce dell’attuale situazione di emergenza, chiedo disordini civili…», la voce viene interrotta dalla vicepresidente d’aula. È successo martedì scorso [5 febbraio 2023] alla Knesset, il Parlamento israelliano. A parlare è stato Ofer Cassif, deputato comunista del gruppo parlamentare Ha’dash-Ta’al, interrotto dalla vicepresidente della Camera Nissim Vattori (Likud), è stato prontamente fatto scendere dallo scranno dove è posizionato il microfono, allontanato dagli uscieri e dal personale della Knesset, fatto uscire dall’Aula.

La situazione alla Knesset è degenerata nel giro di poco tempo: Cassif e altri parlamentari dell’opposizione hanno gridato al fascismo e ai diritti democratici violati, promettendo una lotta incessante fino a che “non si fosse abbattuta la dittatura di estrema destra che attualmente governa Israele”, come riporta il sito del Maki (Partito comunista israeliano).

Cos’è successo nei giorni scorsi?
Secondo il quotidiano inglese ‘Guardian’:

«Il nuovo governo di destra di Israele ha iniziato a introdurre una vasta legislazione volta a rivedere il sistema giudiziario, provocando le più grandi manifestazioni pubbliche contro le misure proposte fino ad oggi. In un’accesa riunione in cui diversi politici dell’opposizione hanno dovuto essere allontanati con la forza, la commissione per la Costituzione, la legge e la giustizia della Knesset ha votato lunedì due proposte di legge: una darà ai politici un maggiore controllo sulla nomina dei giudici della Corte suprema, mentre l‘altra consentirà a una maggioranza semplice della Knesset di annullare quasi tutte le sentenze della Corte suprema. Le proposte passeranno ora alla Knesset per la prima di tre letture, anche se non è chiaro quando saranno votate».

Nella giornata di lunedì [12 febbraio] è stata fissata la prima delle tre letture riguardo la contestata riforma della giustizia (e non solo) che fonti vicine al gruppo parlamentare Hadash-Ta’al definisce “controversa”.

Oltre all’opposizione alla Knesset e alle organizzazioni arabe della politica israeliana, hanno dichiarato l’appoggio alle dimostrazioni anche il “Movimento per un governo di qualità in Israele”, l’associazione “Aguda – uguaglianza Lgbtq”.

La riforma del sistema giudiziario proposta dal Likud e dalla destra è stata bollata come un «piano per indebolire il sistema giudiziario [israeliano]».

Domenica sera [12 febbraio] migliaia di donne hanno manifestato nel centro di Tel Aviv contro il governo. Tra i manifestanti c’erano il deputato Merav Michaeli, presidente del partito laburista, l’ex parlamentare Hadash e attivista leader comunista Tamar Gozansky, nonché Lihi Lapid, autrice e moglie del leader dell’opposizione ed ex primo ministro Yair Lapid. Nella manifestazione, organizzata dalle organizzazioni per i diritti delle donne e dei diritti umani, i manifestanti si sono espressi contro la revisione giudiziaria pianificata dal primo ministro Benjamin Netanyahu e dal ministro della giustizia Yariv Levin, portando cartelli con la scritta: “Sveglia“. Numerosi i cartelli neri con scritta bianca “Palestinian lives matters“.

Minoranza araba: «saremo i più danneggiati»
Secondo il ‘Guardian’ sono scese in piazza [il 13 febbraio] decine di migliaia di persone, manifestando davanti alla Knesset: presenti lavoratori di molteplici settori, tra cui medici e operatori sanitari, hanno incrociato le braccia ponendosi in sciopero. Il quotidiano britannico ‘Guardian’ ha anche raccolto la voce dei presenti, in particolare di uno studente (Ron Sheiman, di 26 anni):

«Sono qui per proteggere la democrazia israeliana. Se la Corte suprema non è indipendente, non ci sarà alcun bilanciamento del Parlamento, che potrà approvare tutto ciò che vuole senza limiti. Non so se la dimostrazione fermerà la riforma, ma dobbiamo mantenere la democrazia nell’agenda pubblica».

Nella piazza si è levata anche – e massicciamente – la protesta del gruppo parlamentare Hadash e della sinistra israeliana, nonché delle organizzazioni di minoranza araba che fanno parte del gruppo. Nel corso del corteo, si è tenuto uno speak corner pubblico della frazione “Lista comune”, parte del gruppo parlamentare di Hadash, tenuta dal parlamentare Ayman Odeh:

«Gli arabi residenti in Israele sono il gruppo che potrebbe essere più gravemente colpito dai risultati del colpo di stato [la riforma e successive modifiche all’ordinamento costituzionale vengono così chiamate dall’opposizione]. Pertanto, dimostreremo e parteciperemo alla protesta solo unendo i nostri principi – a favore dello stato di diritto e della democrazia ma anche contro l’occupazione. Questo perché l’occupazione alimenta il fascismo all’interno di Israele. Ben Gabir e Smotritz sono arrivati ​​dagli insediamenti dell’occupazione. Ciò dimostra che l’occupazione e i crimini commessi sono il pericolo maggiore per la democrazia».

Lo stesso Ofer Casif era presente alla manifestazione davanti all’edificio della Knesset e ha twittato:

«Complimenti ai tanti che sono venuti a manifestare. Le rivolte civili contro la dittatura emergente dovrebbero continuare. Sto solo ricordando a tutti che se questa resistenza alla dittatura è solo all’inizio, comprendete la resistenza palestinese alla dittatura dell’occupazione per decenni»

חזרתי עכשיו מההפגנה נגד ההפיכה המשטרית הדיקטטורית. כל הכבוד לרבבות שבאו להפגין. צריך להמשיך – מרי אזרחי נגד הדיקטטורה המתהווה. אני רק מזכיר לכולם, שאם זו ההתנגדות לדיקטטורה שרק מתחילה, תבינו את ההתנגדות הפלסטינית לדיקטטורה של הכיבוש מזה עשרות שנים. pic.twitter.com/ta5TQLKuSa

— Ofer Cassif עופר כסיף عوفر كسيف (@ofercass) February 13, 2023

Benzina sul fuoco
Ad aggravare la situazione, nella giornata di domenica [12 febbraio 2023] un ragazzino palestinese di 14 anni è stato ucciso durante scontri con l’esercito israeliano nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania, come riporta l’Ansa, identificando il minore in Qusai Radwan Waked, morto in ospedale “per le gravi ferite riportate all’addome dai proiettili dell’occupazione israeliana”.

Cosa sta succedendo in Israele

Posted in comunismo, geopolitica, giustizia, guardian, hadash, israele, knesset, likud, maki, politicainternazionale, sinistra, taalTagged comunismo, geopolitica, giustizia, guardian, hadash, israele, knesset, likud, maki, politicainternazionale, sinistra, taal

Lo Zio Sam ci riprova: il Congresso USA tenta di mettere fuorilegge l’opposizione a Israele e il movimento BDS

Posted on 2018/04/04 by carmocippinelli
Il Congresso americano ci riprova: il Movimento BDS contro Israele dovrebbe essere illegale, secondo i presentatori del disegno di legge presentato in Aula.
«Qual è stata la risposta del Governo degli Usa al massacro di Gaza? Proteggere Israele», è quanto scrive David Havranek su «Liberation News» il portale online d’informazione del PSL, aderente ad AnswerCoalition. «Il disegno di legge, ora in discussione, sancirebbe l’opposizione a Israele, il movimento BDS, fuorilegge».

Le reazioni

Più di 100 organizzazioni hanno protestato contro la legge dichiarandosi a favore dello Stato Palestinese e per il Diritto al Ritorno: «In una nota pubblica – recita l’articolo – più di cento organizzazioni nazionali e statali hanno inviato un memorandum al Congresso americano in cui si afferma come il disegno di legge sia opprimente e diretto al movimento BDS e abbia lo scopo di soffocare la libertà di parola». Per non parlare, poi, delle pene previste nel disegno di legge per coloro i quali non vi si atterranno: «sono estreme», ha scritto Havranek. La coalizione in opposizione al disegno di legge è molto composita: tra i 100 gruppi che vi hanno aderito si trovano partiti politici, osservatori palestinesi, pacifisti, attivisti per i diritti civili e anche organizzazioni religiose progressiste.
Ben Wizner, dell’American Civil Liberties Union, ha dichiarato come il disegno di legge in questione sia «anticostituzionale» perché «cerca di imporre le opinioni politiche del Governo a tutti gli americani che scelgono di esprimersi attraverso i boicottaggi». Non solo, ma la legge «punisce i partecipanti ai boicottaggi politici in violazione del Primo Emendamento».
Un passaggio della nota pubblica spiega: «Negli ultimi due anni 24 stati americani hanno emanato leggi volte a punire partecipazione e boicottaggio politico per gli attivisti che si battono per i diritti dei palestinesi. Insieme a queste leggi statali, il provvedimento [in discussione ndt] produrrà effetti molto gravi in tutto il Paese nei confronti di chi si batte per il boicottaggio – forte del Primo Emendamento – e nei confronti di chi si vorrà avvicinare al Movimento BDS per saperne di più».
Anche il rabbino Joseph Berman di Jewish People for Peace, importante organizzazione facente parte del movimento BDS americano e firmatario del memorandum, definisce la legge una «gag bill» [legge farsa ndt], progettata per «proteggere le compagnie statunitensi che traggono profitto dagli insediamenti israeliani nella West Bank e dall’occupazione militare».

Articolo pubblicato su Pressenza
Posted in america, BDS, boicotta, disinvesti, gaza, israele, palestina, polpettoni, Pressenza, sanziona, stati unitiTagged america, BDS, boicotta, disinvesti, gaza, israele, palestina, polpettoni, Pressenza, sanziona, stati uniti

Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana

«Sosteneva, fra l’altro, che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l’effetto che dir si voglia d’un unico motivo, d’una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo».

Un sogno per la Borgata Gordiani!

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