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Categoria: Borgata Gordiani

La riscossa a 4253 chilometri, ma anche domenica

Posted on 2022/04/05 by carmocippinelli
Foto di Elisa Vannucchi ©

Domenica 3 aprile [2022] la Borgata Gordiani avrebbe dovuto, ma forse anche potuto, giocare una partita diversa ma è andata com’è andata, al netto degli ottativi. Beninteso: chi batte queste righe non era presente alla “trasferta” di Via dell’Acqua Marcia, in quel di Pietralata, in un rinnovatissimo impianto dedicato a Fulvio Bernardini. Non c’ero e, dunque, è bene non parlare di cose che non si conoscono. Tuttavia, si può serenamente dire che i tre punti avrebbero fatto comodo al morale della Borgata, sempre più vicino ad essere come quello delle montagne russe: tra salite e discese, vittorie e sconfitte, il cuore balza fino in gola fino a scendere giù nello stomaco per assestare uno di quei destri che metà bastano.
Tornare negli spogliatoi dopo aver giocato quella partita, dopo averne incassati 4 contro il Mar.Na. sarà stato duro come un gancio al mento: abusare di metafore in ambito pugilistico, in queste circostanze, viene facile, il lettore sia indulgente.
Gli occhi di Zannini dopo la partita contro la capolista parlavano chiaro: conoscevano il rammarico, ma erano anche profondi come una riscossa in fieri, una di quelle cose che si riescono a cogliere solo dopo una sconfitta bruciante, all’ultimo minuto.
Stamattina l’account Instagram della Borgata è stato aggiornato con le foto scattate dalla fotografa Elisa e a cui è stata aggiunta la canzone “La vita è una” del Muro del canto ed è vero: «la vita è una c’hai ragione: non conviene campà co ‘r sangue amaro pe’ ste quattro iene». Che i gol siano iene, non c’è dubbio: mordono e fanno intravvedere la zona playout più vicina, in un meccanismo tipico del dilettantismo tout court per cui in un secondo sei ad un passo dai play-off e in quello successivo sei con un piede in fallo e pronto a scivolare nel burrone pieno di rovi.
Che i gol siano iene, non c’è dubbio: però, proprio al centro del parcheggio del campo che ospita le partite della Borgata, addosso ad un palo, qualcuno (va a sapere chi!) ha inserito dei cartelli indicanti città piuttosto lontane con tanto di distanza in chilometri: Istanbul, ad esempio, dal lampione del parcheggio sterrato di Via Verrio Flacco, dista esattamente 4253 chilometri.
Chiedersi a quale scopo si sia apposto quel cartello sarebbe non solamente ridondante quanto, piuttosto, inutile: diamo per certo il dato che, ora, c’è l’indicazione e che chiunque passi di lì noti quella freccia. Un enigma sfingeo. Eppure, forse, la risposta sta proprio nell’enunciazione dell’enigma stesso: la riscossa è lì, a Via Verrio Flacco, che poi ci sia scritto Istanbul e la relativa distanza, 4253 chilometri, è un altro paio di maniche. Non importa quanta distanza percorreranno le gambe degli undici granata: l’importante è sapere da dove partire. Cioè da domenica in casa contro la Caput Roma XIV.

Che poi, a proposito di Muro del canto, verrebbe “a cecio”, come si dice a Roma, un’altra canzone: “Reggime er gioco”:

«Reggime er gioco ancora
Come è stato tanti anni fa
Che a noi nun ce mettono in riga
Ce piace d’arzacce pe poi ricasca’».

Azzeccatissima per la Borgata.

 

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Bestiale domenica: non basta la volontà a sconfigger la “malasorte”

Posted on 2022/03/27 by carmocippinelli
Foto di Federico Nutricato

 

Non è facile raccontare questa domenica di fine marzo in cui la Borgata ha disputato la gara di ritorno contro l’Undici Calcio: spesso il modo migliore per ricostruire qualcosa che prende una piega diversa da quel che si stava prospettando in corso d’opera, val la pena prenderla dalla fine. Partire a raccontare da com’è finita, in buona sostanza. La domenica della Borgata inizia e finisce allo stesso modo: ricordando il compagno Dorno dell’Atletico San Lorenzo: prima del calcio d’inizio con un minuto di silenzio, con una foto assieme all’Under17 dell’Atletico (insieme ai cori dei tifosi) prima di salutare la squadra granata.

Capitan Zannini è visibilmente provato da una partita in cui ha dato tutto e di più: lo sguardo è penetrante e lascia trasparire molta tristezza e infinito rammarico, così come molta rabbia. «Ce l’hanno presa per due falli…», mormora, rimuginando, Zannini, mentre protende il corpo all’indietro e rivolge i palmi verso l’alto in segno di resa. Ci pensano i tifosi e mister Amico a ritirarlo su: gli mette una mano sulla spalla e si torna dentro gli spogliatoi.
E sì che oggi le premesse per l’aprioristica disfatta c’erano tutte: confronto con la capolista, partita d’andata persa per 3 reti a 1, distacco in classifica (tutt’ora) consistente (22 punti), rosa corta contro compagine ospite che riesce a convocare venti uomini in lista. L’Undici Calcio, poi, detiene uno dei primati del Girone E della Seconda Categoria laziale: dodici partite senza sconfitte.
Poco altro da dire: sulla carta, numeri alla mano, una partita complicatissima.

Affidarsi, però, solo ai numeri e alle statistiche non sempre porta ad una lettura complessiva delle cose: la Borgata ha fatto “la linguaccia” ai mostri che le stavano col fiato sul collo e ha imparato a scrollarsi di dosso la paura dimostrando – fin dal primo istante della partita – di non essere scesa nel rettangolo verde per lasciare tutto in mano alla squadra ospite. La Borgata ha imparato a soffrire e a gestire le situazioni di difficoltà: come tutte le cose in divenire, anche la squadra ha bisogno di tornare a crescere insieme ed è questo quel che ha mostrato per tutta la prima frazione di gioco.

Il primo tempo si apre con ritmi alti e serrati: l’Undici pressa la Borgata che inizia dal principio a mostrare segni di evidente sofferenza, priva ne è la punizione di Di Sabatino (U) terminata sulla traversa della porta difesa da Poma al 9’ del primo tempo. Gli ospiti tentano di imporre il proprio gioco e di imprimere alla gara un senso che non sia favorevole ai granata: i binari devono essere quelli giusti, dal punto di vista della squadra diretta da mister Giuseppucci, non quelli della squadra avversaria di mister Amico (che oggi figurava anche tra gli elementi a disposizione della squadra).

La squadra ospite vuole aprire subito le danze e fare in modo di orchestrare tanto il ritmo quanto cadenzando accenti e variazioni su tema: i biancoblu puntano al gol che pieghi la testa e la psiche dell’avversario granata. Per sfortuna di mister Giuseppucci, a difendere i pali c’è il “solito” Poma che al 22’ salva il risultato con un gran gesto atletico. Le occasioni dell’Undici Calcio, tuttavia, ci sono e tentano sempre di pungere velenosamente: al 25’ è Vespa a farsi vedere nell’area granata: tenta l’imbucata, eludendo la difesa locale, ma il tiro finisce ben alto sopra la traversa; al 38’ è la punizione di Di Sabatino ad impensierire i locali tanto che un colpo di testa di un difensore granata stava per trafiggere Poma che, reattivo, devia immantinente in corner.
Vespa è la spina nel fianco della Borgata, limitatamente alla prima frazione di gioco: in situazioni di pericolo si impara subito dai propri errori e, una volta tornati in campo per la seconda frazione di gioco, le incursioni della mezzala avversaria verranno arginate.
Quasi allo scadere del primo tempo, arriva il gol avversario: azione rocambolesca in area locale, Bianchi (U) ne approfitta per superare un difensore e trafiggere Poma con un pallonetto. La direzione arbitrale ha dimostrato di non essere impeccabile – eufemisticamente parlando – proprio a partire da quest’episodio per cui capitan Zannini verrà ammonito a causa delle sue rimostranze con il signor Mariano della sezione di Roma2.

Nella ripresa la Borgata scende in campo con la volontà di livellare nuovamente il risultato: all’8’ è Zannini che tenta l’incornata su punizione di Mascioli: l’estremo difensore Falconi è reattivo e blocca in due tempi. Il capitano se la prende con la rete del campo: è la grinta necessaria per poter ripartire scaricando la tensione negativa a seguito della mancata concretizzazione dell’azione.
Al quarto d’ora, però, sembra che la Borgata abbia già esaurito la propria spinta propulsiva: l’Undici si chiude e, col passare dei minuti, sembra che voglia semplicemente portare a casa la partita. “Campo ostico, quello della Borgata, tanto vale chiudere qui”, avranno pensato i biancoblu. Lanci lunghi, le cosiddette “pallonate”, perdite di tempo e atteggiamenti indisponenti che irretiscono i giocatori della Borgata.

Gli undici granata, inizialmente, cadono nella trappola tesa dall’Undici, poi iniziano a reagire più concretamente e cominciano a creare occasioni: Mascioli calcia un’altra punizione ma è copia conforme con quella della prima frazione di gioco e non va a segno. Il 10 si dispera: non ci sta, ma il suo momento è nell’aria. Al 26’ è Capostagno a provare il tiro da fuori area: fuori dallo specchio della porta anche quello. La buona sorte sembra aver abbandonato gli uomini di mister Amico il quale, una volta espulso dal campo, trascorre il resto della partita a cantare e ad incitare i suoi da fuori: animo ultras, verrebbe da dire. Il minuto successivo (27’) è ancora Mascioli, imbeccato da Rufini, a farsi vedere dalle parti di Falconi ma, ancora una volta, la sortita è senza successo.
Il pareggio è evidente che sta per arrivare e giunge nemmeno un pugno di minuti dopo su punizione a seguito del fallo da ultimo uomo di Boccia (U) al 30’: rosso diretto. Su punizione Mascioli insacca e il muro granata viene giù nella felicità incontenibile. La partita è ripresa e ora c’è da gestire la nuova situazione di superiorità numerica: i granata premono ma non così tanto come vorrebbero, complice una direzione arbitrale generosa nell’applicazione manualistica della norma, non sempre a fuoco nel vedere e valutare quel che accade in campo.

Lo spazio lasciato ad Innocenzi (U) è il preludio della beffa che aleggia su Via Verrio Flacco: nei minuti finali saltano tutti gli schemi e le due squadre si affrontano all’arma bianca. Fioccano cartellini, volano palloni da una parte all’altra del rettangolo verde. Il 2 ospite cerca di impensierire la difesa granata riuscendoci ma non pesca quasi mai i suoi in posizione buona.
Al 48’, però, la partita finisce davvero: De Cicco trafigge Poma con un gran tiro dai 25 metri. Si toglie la maglietta, corre incontro ai suoi e lancia un urlo contro il muro granata. Come a dire “dovevate fare i conti con me”. Non un gran gesto, ma la conseguenza è che la partita si surriscalda a tal punto che il direttore di gara fischia la fine anzitempo, non prima di espellere il dirigente accompagnatore della Borgata.

Termina così una partita dura e prodiga di emozioni che la Borgata stava per riprendere completamente in mano dimostrando maturità e grande forza di volontà, schiaffeggiando – metaforicamente s’intende – tutte le statistiche e i numeri avversi alla vigilia dello scontro con la capolista. Ma tant’è: per ogni volontà enorme, c’è una malasorte sull’uscio che mette il piede tra lo stipite basso e la porta così da interrompere ogni positività. Parafrasando la celebre pellicola “Via col vento”: «domani è un altro giorno».

Il tabellino della diciottesima giornata | Campionato di Seconda Categoria Girone E

BORGATA GORDIANI – UNDICI CALCIO 1-2
MARCATORI:
43’pt Bianchi (U); 33’st Mascioli (BG); De Cicco (U)

BORGATA GORDIANI: Poma, Zagaria, Piccardi, Capostagno (Schiaroli), Brigazzi, Zannini, Proietti (22’st Rufini), Cassatella, Ciamarra, Mascioli, Michelangeli PANCHINA: Casavecchia, Palma, Segatori, Amico (ALL.), Cicolò.
UNDICI CALCIO: Falconi, Innocenzi, Cipolloni, Credico, Boccia, Muccigrosso (37’st Santini), Vespa, Tossici (13’st Mazzulli), De Cicco, Di Sabatino (35’st Santantonio), Bianchi (23’st Palmieri) PANCHINA: Montagna, Bruno, Marocco, Angelini, Saltarella ALLENATORE: Giuseppucci
ARBITRO: Mariano (Roma2)
NOTE: ESPULSI mister Amico al 44’pt (BG), Boccia (U) al 30’st; Espulsi anche il dirigente accompagnatore della Borgata Gordiani e allontanato dalla panchina un giocatore della squadra ospite di cui non s’è riuscito a leggere il numero in quanto aveva indosso il fratino arancione sopra la divisa. AMMONITI: 11’pt Credico (U), 31’pt Brigazzi (BG), 34’pt Cipolloni (U), 43’pt Zannini (BG), 17’st Mazzulli (U), 18’st Di Sabatino, 20′ st Proietti (BG), 33’st Mascioli (BG), 47’st Capostagno (BG).

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Borgata Gordiani avanti sul Sempione: decide Proietti – #Nonlosaiquantotiamiamo

Posted on 2022/03/20 by carmocippinelli

Cielo mezzo plumbeo, ogni tanto s’affacciava il sole ma era timidissimo, sebbene inizi già a scaldare. Si vede che sono tre mesi che non piove. La Borgata scende in campo in maglia bianca, il Sempione in rosso bordeaux: spaventare gli spettri dell’andata era doveroso, scacciarli via d’imperio è [stato] granata.

Il tabellino della seconda  giornata di ritorno | Campionato di Seconda Categoria Girone E

SEMPIONE CALCIO – BORGATA GORDIANI 1-2

MARCATORI: 20′ pt Di Stefano (BG), 35′ pt Alaimo (SC), 8′ st Proietti (BG)

SEMPIONE CALCIO: Sprizzi, Ferri, Paolini, Cundari, Biraschi (40′ pt Camilli), Bonacci, Lattuca (Temperini), Porzio (Coleti), Amaldi Racchetti (Zizza), Guida, Alaimo PANCHINA: Avallone, Forti, Cicchetti, Pascucci, Martiriggiano. 
BORGATA GORDIANI: Poma, Chieffo (35’st Capuzzolo), Piccardi, Capostagno, Brigazzi, Zannini, Proietti, Cassatella (29’st Rufini), Di Stefano, Mascioli (37’st Michelangeli), Pompi (Cicolò) PANCHINA: Capuani, Palma, Schiroli, Michelangeli, Marcucci, Cicolò. ALLENATORE: Amico
ARBITRO: Bertolini (Tivoli)
NOTE: Ammonizioni: 30’pt Biraschi (SC), 37’pt Zannini (BG), 37’st Cundari (SC), 43’st Di Stefano (BG).

La Borgata Gordiani aveva bisogno di una partita che avesse lo scopo di invertire la rotta, di effettuare un’inversione a U nonostante la doppia striscia continua. Insomma: di lasciare alle spalle il periodo poco felice che sembrava non stesse mollando la squadra e tornare a vincere. La vigilia della partita contro il Sempione si prospettava ostica: il morale della squadra non era positivo dopo l’inaspettato pareggio contro l’Acros e la sconfitta casalinga contro lo Sporting Aniene. I giocatori, però, sanno bene che non sono soli: all’allenamento del martedì sera, un pugno di tifosi ha fatto sentire tutto il proprio sostegno alla squadra e al mister. Come a dire: siamo tutti coinvolti, da questo periodo ne usciamo solo insieme.

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«A torso nudo ovunque andiamo /
dai, Borgata, dai vinciamo»
E così è stato. Passato prossimo. Ma la Borgata coniuga alla perfezione l’indicativo presente e dimostra di essere “sul pezzo”. La partita si sblocca cinque minuti dopo il quarto d’ora: Di Stefano, schierato da mister Amico in posizione di unico centravanti nella prima frazione di gara, insacca portando avanti la Borgata nel tripudio generale del muro granata. La partita dei titolari retti da mister Amico e capitanati da Zannini comincia a prendere forma proprio da quel momento: gli ospiti tentano l’affondo al 25esimo ma senza successo, provocando il proverbiale “capovolgimento di fronte” tipicamente calcistico per cui, dopo un affondo granata, ecco che arriva a farsi sotto il Sempione. Il centrocampo della squadra casalinga sembra dapprima essere più solido ma è capitan Zannini a  reggere bene la difesa gordiana, nonostante il colpo incassato in un contrasto che ha subito impensierito i più, mister compreso. Al 35esimo la partita si allinea nuovamente e i locali pareggiano con Alaimo: contrasto andato a vuoto di Zannini, Alaimo controlla e tira una secca staffilata all’angoletto basso dove Poma non può arrivare. 
Gli spettri della partita d’andata (persa per 2 a 3  in casa e dove accadde tutto e di tutto in “zona cesarini”)  sembrano aleggiare sul campo di Via dell’ateneo salesiano: i volti si incupiscono, i cori continuano. C’è una partita da riprendere ma, ancor più importante, evitare di andare negli spogliatoi allo scoccare del 45esimo sotto di un gol. I granata reagiscono e, infatti, prima del fischio dell’arbitro al 40esimo Mascioli fa tremare la panchina locale con una delle sue punizioni: tiro precisissimo che va a sfiorare la traversa della porta difesa dal portiere Sprizzi. 

Secondo tempo. Fischio d’avvio. Passano otto minuti e la Borgata riesce a passare in vantaggio con Proietti: «A regà, qualcuno l’ha visto sto gol?», «Io n’è che c’ho capito tanto de quello che è successo però avemo segnato». Il tenore dei commenti sulla gradinata metallica del campo di Montesacro era più o meno quello sopra riportato: non è che si sia ben compreso come, ma l’importante è aver segnato. Machiavellismo granata: conta il fine, del mezzo si può anche non parlare. E, in effetti, è quello che avverrà anche in questo spazio digitale: chi scrive non ha visto l’azione avendo parzialmente supplito all’assenza dell’uno e trino Jamal (“tamburista, bevitore, tifoso”). Ah, dato che leggerà queste righe: sì, la pelle del tamburo s’è spaccata di nuovo. Desculpe!

La ripresa sembra scorrere velocissima e le occasioni si presentano da entrambe le parti, sebbene il Sempione debba fare i conti con un Daniele Poma superlativo: al quarto d’ora della ripresa è Guida, stavolta, a farsi vedere nell’area ospite. Il tiro, angolato, potente e preciso, impegna Poma che respinge in tuffo ma non entra. Così come non entra neanche il pallonetto di Ferri, a portiere granata battuto, e a difesa non attentissima al contropiede del Sempione: per l’attacco locale la giornata non è delle migliori. 

Il vero protagonista della ripresa è, se ancora non fosse chiaro, proprio Poma: salva il risultato in più d’un’occasione e sprona la difesa a mantenersi vigile. La Borgata, in effetti, soffrirà gli affondi del Sempione che si farà vedere più volte dalle parti di capitan Zannini: spesso i granata si complicano la vita da soli, come vuole il proverbio, dunque per ogni errore o palla persa, la squadra locale si sfrega le mani e tenta di penetrare il più possibile tra le maglie della difesa ospite. 

Il risultato, però, stavolta arride alla Borgata: due reti, all’inglese (come scrivono i giornali che contano), tre punti conquistati, sorpasso sul Sempione in classifica, e zona play-off che torna ad avvicinarsi.
Il protocollo è chiaro: gli spettri si scacciano insieme, così come ha tenuto a ricordare il mister granata una volta terminata la partita e raggiunti i tifosi: «la partita l’avete vinta voi: non siete stati mai zitti!».

                                                        Giovani(ssimi) tifosi crescono! 

La solidissima e per nulla scricchiolante tribuna
Gioiamo con sobrietà:

(unapartedel)Le foto di Elisa (che sono sicuramente migliori di quelle scattate al volo con lo smartphone dalla tribuna)

Posted in Blog, Borgata Gordiani

Il Burian non ferma la Borgata – #Nonlosaiquantotiamiamo

Posted on 2022/02/27 by carmocippinelli

Inizierei spiegando che questo qui sotto è un post che vorrebbe essere parte di una rubrica. Una di quelle che si inaugurano contestualmente alla pubblicazione di un post del genere: “#Nonlosaiquantotiamiamo” è tutta dedicata alla Borgata Gordiani e al ‘giuoco del calcio’ delle basse sfere dilettantistiche. Quello del “palla lunga e pedalare”, dei catenacci, delle riserve improvvisate, delle panchine semivuote, degli assistenti di parte. Ma anche (e soprattutto) della partita vista dai gradoni di stadi di periferia, di cori, di birre, di convivialità anelata e consumata nel giro di 90 minuti. Con-dividendo gioie, dolori, ansie, goliardia, accendini e bicchieri. Insomma, il primo post di una serie che, ci si augura, possa essere lunga e piena di vita, così come le domeniche con la Borgata.



Il Tabellino della prima giornata di ritorno | Campionato di Seconda Categoria, Girone E

BORGATA GORDIANI – TEVERE ROMA 1-0

MARCATORI: 34’pt Mascioli (BG)

BORGATA GORDIANI: Capuani, Capuzzolo, Zagaria, Alfonsini (35’st Schiaroli), Brigazzi, Capostagno, Michelangeli (9’st Di Stefano), Cassatella (25′ st Pompi), Corciulo (17’st Rufini), Mascioli, Ciamarra PANCHINA:  Marcucci
ALLENATORE: Amico
TEVERE ROMA: Solazzi, Di Tolla, Odore, Di Nitto, Giuffrida, Verticchio F., Esposito (30’st Rosito), Bucello, Di Leone, Petroni, Curti (8’st Lugni). PANCHINA: Bava, Bosco, Danielli, Fia, Verticchio L.,  
ALLENATORE: Margiotta
NOTE: Ammoniti: 38’pt Bucello (TR), 27’st Petroni (TR), 29’st Leone (TR), 34’st Lugni (TR), 48’st Rosito (TR), 50’st Giuffrida (TR), 50’st Rufini (BG). Recupero: 2’pt; 5’st.

Partiamo subito col dire una cosa: oggi la Borgata ha vinto con uno di quelli che la sempre più incomprensibilmente osannata categoria di “giornalista sportivo” avrebbe chiamato “eurogol”. Punizione dai quindici metri, bordata del numero 10 granata (oggi in maglia bianca) che va ad infilarsi proprio sotto all’angoletto, all’incrocio dei pali. Il portiere giallorosso prova anche a sbracciare per arrivarci ma è davvero imprendibile. Il gol di Mascioli giunge quasi allo scadere del primo tempo, in una di quelle prime frazioni di gara in cui la Borgata non sembra riuscire a sbloccare il risultato. O meglio: le intenzioni ci sono tutte, a partire dal primo quarto d’ora, quando un lestissimo Michelangeli imbecca Corciulo che non riesce a insaccare, sebbene a portiere battuto, trovando l’estrema difesa del due avversario Di Tolla a respingere quasi sulla linea di porta. Più di una volta i giallorossi ospiti si trovano a dover supplire con la difesa all’estrema eccentricità del portiere. 

Il clima è molto mite.

Le uscite dell’estremo difensore, infatti, spesso lasciano sguarnita la porta e più d’una volta, nei primi 45 minuti di gioco, i granata provano ad approfittarne ma sempre senza successo. I limiti delle due squadre vengono subito a galla: i locali oggi soffrono molti rimaneggiamenti alla squadra, una panchina cortissima a cui mister Amico ha dovuto far fronte obtorto collo, nonché l’inaspettato taglio di capelli del capitano. Però il nostro non è come Sansone: ha mantenuto forza e carisma. Il primo tempo si chiude così: con i locali in vantaggio e decisi a mantenerlo fino alla fine o anche “costi quel che costi”. 

La ripresa scivola via senza che i nostri mostrino la grinta della prima frazione di gara. L’iniziativa maggiore è tutta della squadra giallorossa: prima Verticchio impensierisce la difesa granata, troppo spesso colta impreparata su contropiede e rapide azioni offensive che partono dal centrocampo; poi Curti. Entrambi tentano di riportare la partita sul pari senza riuscirci. Il nostro Di Stefano si dà da fare nella trequarti avversaria ma è, troppo spesso, un’iniziativa solitaria e senza reale concretezza. I tre punti, però, alla fine, ci sono. Il girone di ritorno comincia così: vittoria in casa e Burian, il vento gelido siberiano che oggi soffiava sul “Vittiglio”, sconfitto. 

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Sporting Aniene – Borgata Gordiani: torce, fotostòrte, bottiglie che cadono

Posted on 2021/10/31 by carmocippinelli
Chissà gli imperatori della dinastia dei Gordiani cosa penserebbero se qualcuno dicesse loro: «Sapete che c’è una squadra di calcio che porta il nome di un quartiere di Roma il quale, a sua volta, prende il nome dalla residenza che avete costruito voi tre?». Probabilmente i tre Gordiani avrebbero prima chiesto di vedere una partita, anzitutto per capire cosa diavolo fosse il calcio; poi si sarebbero interrogati su chi fossero i sostenitori e perché ci tenessero tanto alla squadra e, infine (ma non meno importante), avrebbero voluto che gli venisse spiegato cosa volesse dire la parola borgata. Una volta appurato che il termine a Roma, città così tanto urbanizzata ai loro occhi da aver inglobato perfino la loro residenza, sta ad indicare un agglomerato di case perlopiù distaccato da contesti urbani centrali, nonché periferici, in cui le persone hanno vissuto quasi come baraccati e in condizioni non troppo agiate per buona parte della loro vita, solo allora, i Gordiani avrebbero decisamente rumoreggiato. Così come, in realtà, avrebbero avuto qualcosa da ridire sul fatto che la squadra possa essere gestita da dirigenti e giocatori pariteticamente: che oscenità!

Siamo pur sempre nel III/IV secolo dopo Cristo: gli imperatori vantavano discendenza ed erano espressione dalla classe senatoriale. Che degli appartenenti alla borgata si riuniscano per giocare a calcio sotto il nome degli imperatori Gordiani forse avrebbe fatto storcere il naso anche agli altri reggenti colpiti dalla damnatio memoriae. Cioè quegli imperatori che, secondo l’opinione pubblica di allora, erano stati così deprecabili che non valeva la pena neanche che si ricordassero in futuro. 

Ecco, la Borgata Gordiani, ovviamente, con gli imperatori non c’entra nulla. Mentre stavo sui gradoni del campo del Tor Sapienza mi interrogavo sul nome e sull’ironia – a posteriori, tutta persa nelle circonvoluzioni cerebrali di “storico” – nel vedere un imperatore, discendente da una famiglia di rango senatoriale chiedere lumi sulla squadra che porta il suo nome e che diavolo ci facesse quel termine lì, borgata, sulla maglia di tutti.

Dall’ultima partita al Nicolino Usai a seguire l’Ardita è passato fin troppo tempo: mentre i colori gialloneri venivano ammainati dalla nave che tornava sconfitta in porto, ecco che veniva issato il granata da una piccola imbarcazione che voleva prendere il largo nel dilettantismo romano e laziale. A distanza di anni la Borgata Gordiani esiste, vive e proprio oggi ha inaugurato la nuova sede.

Sporting Aniene-Borgata Gordiani 

La partita si mette subito male per i granata: il vantaggio è dei gialloblu dello Sporting Aniene. Il risultato rimarrà immutato fino alla fine del primo tempo. A volte il tutto si decide in una manciata di secondi, come spesso accade nelle categorie basse del dilettantismo romano. Oppure in quei momenti di alfa e omega di una partita: nei primi minuti o nelle battute finali di primo tempo o ripresa. È quello che è successo: nella ripresa la Borgata scende con spirito diverso e combattivo: il pareggio è servito in un battito di ciglia dopo il fischio dell’arbitro. Neanche il tempo di rendersene conto e il punteggio, prima inclinato a favore della squadra di casa, ora è di nuovo su un punto di equilibro. Tutto da rifare, per entrambi. Solo che in quel momento chi ha “il pallino del gioco”, ma soprattutto del morale, è la Borgata Gordiani. In fondo basta poco: lo Sporting sembra aver «perso il veleno», come dice il mister locale ai suoi: «abbiamo perso il veleno?!». Qualcosa dev’essersi rotto: il centrocampo è il termometro della partita: i locali non fanno sconti e tentano di non far passare i granata oltre la linea di metà campo. Poche occasioni da entrambe le parti ma poi, a seguito di un episodio da parte dell’attacco ospite, lo Sporting rimane in 10 causa doppia ammonizione del numero 8. Il secondo gol arriva allo scadere della partita e i gradoni, su cui si erano posizionati i sostenitori della squadra ospite, sono travolti anch’essi dall’entusiasmo per la partita ripresa per i capelli, per la vittoria conquistata metro dopo metro. Perché non c’è solo la Serie A, non c’è solo la Champions: c’è un mondo di “palla lunga e pedalare”, un dedalo di partecipazione e sudore dentro e fuori il campo che è ben lontano dalle partite in streaming o dai biglietti che costano cifre spropositate. In seconda categoria il biglietto non si paga, ma lo spettacolo è assicurato. 

«Dovemo pensà che tutte le squadre so più forti de noi, no che manco arrivamo al campo e dimo: “vabbè ma tanto semo mejo noi”, non va così», i gialloblu sconfitti hanno qualcosa da recriminarsi nell’atteggiamento. Percorrendo il viale che separa il cancello d’uscita dagli spogliatoi, si sentono queste ed altre affermazioni. C’è, tuttavia, da dire che entrambe le squadre hanno giocato alla pari e fronteggiandosi in modo gagliardo. Serpeggiava rassegnazione a Via degli alberini, in casa gialloblu, di fronte all’Aniene che scorre lento e placido. 

E a fine partita: tutti a beve!


Foto gentilmente offerte dalla ©FotoStorteProduction


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Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana

«Sosteneva, fra l’altro, che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l’effetto che dir si voglia d’un unico motivo, d’una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo».

Un sogno per la Borgata Gordiani!

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