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Categoria: Borgata Gordiani

«Stop, dimentica»: finisce 1-3 al ‘Vittiglio’

Posted on 2022/11/13 by carmocippinelli

Quando arriva, arriva. C’è poco da girarci intorno. E per quanto la malasorte, l’arbitraggio, la disattenzione, la poca concretezza a tu per tu col portiere possano essere tutti fattori inevitabilmente determinanti, alla fine sembra sempre che la sconfitta sia quella ad avere ragione su qualsiasi cosa. Anche e soprattutto sul cuore. Sul buonsenso, poi, non ne parliamo.
Che poi, magari, non sia così o che la sconfitta traditrice giunta tra le mura casalinghe del ‘Vittiglio’ non sia stata realmente meritata, specie se per tre reti subite contro una sola segnata, è un altro discorso. 
“Vajelo a spiegà”. A Roma si usa spesso questa frase: “vajelo a spiegà”. Il soggetto non c’è, è quasi impersonale. Significa che, per una determinata circostanza, se le cose vanno male, ma magari troppo male rispetto a quanto stabilito inizialmente, uno potrebbe anche farlo presente. Ma a chi? E vajelo a spiegà n po’ te. 
Carlo Emilio Gadda, l’autore del Pasticciaccio, scriveva così, a proposito di quanto di negativo accadeva al Commissario Ingravallo. Don Ciccio, così veniva anche chiamato, sosteneva: «che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l’effetto che dir si voglia d’un unico motivo, d’una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo». 

Ripescare il capo del garbuglio, in domeniche come questa, è praticamente impossibile.

E, dunque, eccola qui: prima sconfitta in campionato per la Borgata Gordiani. 
Brucia perché in casa e perché passati in vantaggio su rigore al quarto d’ora: Mascioli trasforma il tiro dagli undici metri trafiggendo Tassi. 
Ma procediamo con ordine.

Quiete prima della tempesta

Il primo tempo si gioca, o – meglio – si inizia a giocare, su ritmi tutt’altro che frenetici: le squadre si studiano e si “annusano” come animali allo stato brado per circa mezz’ora, dopodiché la gara si inizia a mostrare per quel che, successivamente, darà a vedere.
Come spesso succede in Prima, Seconda e Terza Categoria, le classifiche sono bugiarde e il Moricone (che prima di questa gara aveva 5 gol all’attivo e il doppio subiti) si dimostra una squadra che sa partire al rallentatore per poi riattivarsi immediatamente. 
Mister Molinari, nella prima frazione di gioco, adotta la classica difesa a quattro, ma è praticamente impostata sempre a cinque, dato il pressing alto della Borgata: le ripartenze dei biancoverdi tagliano a metà il gioco dei gordiani che, tuttavia, tengono bene il campo e impediscono più volte che il gioco offensivo del Moricone si concretizzi davvero. 

Gilardi e Di Gianfelice provano, in tutti i modi, a trafiggere Poma nei primi quarantacinque minuti: al 18′, dopo il rigore trasformato da Mascioli al 17′, è il centravanti a farsi vedere ma trova Capuzzolo pronto a reagire; una manciata di minuti dopo è la seconda punta a far digrignare i denti all’estremo difensore granata. 
Alla mezz’ora la Borgata ha già all’attivo ben due occasioni da gol che avrebbero potuto cambiare il corso della partita. Ma il condizionale, seppur coniugato al presente, non dà molte certezze, anzi, tutt’altro.
Al 38′ arriva l’occasione con la L maiuscola: punizione di Mascioli che termina tra i piedi di Piccardi sulla fascia sinistra. L’11 si accentra, si libera di un difensore: è nell’area piccola ma aspetta Di Stefano per servirgli la proverbiale palla d’oro. Sfortuna vuole che, nonostante a tu per tu col portiere, il 7 granata sbagli: Tassi ci mette una pezza (in questo caso una gamba) e la palla non entra. 
Dense nubi al Vittiglio, certezza di rovesci (metaforici e non)

Si ritorna in campo con umori non buoni da entrambe le parti: la direzione arbitrale ha fatto sì che la gara diventasse leggermente tesa: stato d’animo e di gioco che aumentava allo scorrere del tempo. Enumerare le occasioni da entrambe le parti sarebbe superfluo: i due schieramenti provano, ripetutamente, a pressarsi e a pungersi. La Borgata sembra essere entrata con i remi già in barca: i contropiedi sembrano non riescano a incidere più di tanto («ci è mancato evidentemente qualcosa sotto porta», dirà a fine partita il 10 Mascioli) e il Moricone alza il baricentro a tal punto che nelle retrovie restano solo in due contro Di Stefano e Ciamarra (dal 34’st Belardi). 
Attorno al 15′ inizia a pioviccicare e alla mezz’ora l’assedio è tutto del Moricone che prova in ogni modo a bucare la difesa granata. 

Prima al 39′ con Felli e poi su due episodi, di cui uno in netto fuorigioco, il Moricone riesce a portare a casa i tre punti. 
Dimostrazione pratica del: “vajelo a spiegà ‘n po’ te” di cui si parlava all’inizio. 

«Certo che è stata una giornata storta – afferma a fine partita Mister Amico – ma non buttiamo il grande lavoro che abbiamo fatto da tre mesi ad ora! La testa è tutta proiettata a sabato prossimo in casa del Football United». Anche perché, a dirla tutta «ci hanno condannato degli episodi nel giro di dieci minuti». 
Come a dire: colpa nostra, ma adesso ci rimbocchiamo le maniche e vediamo di riprendere da dove avevamo lasciato contro il Montedoro.

Il campionato è appena cominciato. 

Il tabellino della quarta giornata di campionato | Seconda Categoria Laziale | Girone F

BORGATA GORDIANI – MORICONE 1- 3

MARCATORI: Rig. 17′ pt Mascioli M. (BG) 39′ st Felli (M), 43′ st Gilardi (M), 45’ st Gilardi (M).

BORGATA GORDIANI: Poma, Capuzzolo, Mascioli F., Pompi (38′ st Brugnoli), Mascelloni, Zagaria, Di Stefano, Cassatella (46′ st Corciulo), Ciamarra (34’st Belardi), Mascioli M. (32′ st Alfonsini), Piccardi (46′ pt Proietti) PANCHINA: Schiaroli, Ienuso, Michelangeli, Chiarella.
ALLENATORE: Fabrizio Amico

MORICONE: Tassi, Peroni, Marroni, Venettoni, Cruciani, Pietrosanti (16’st Ferraresi), Ranucci (32’st Fazio), Santus, Gilardi (47’st Pichetti), Pasquarelli, Di Gianfelice D. (12’st Felli) PANCHINA Di Gianfelice S., Maggi, Cherubini, Tonelli. 
ALLENATORE: Federico Molinari

ARBITRO: Tenaglia (Roma2).

NOTE: Recupero 3′ pt – 4′ st; Espulso al 43′ st Zagaria (BG); Ammoniti: 24′ pt Ranucci (M), 43′ pt Pompi (BG), 26′ st Mascioli F. (BG), 26′ st Venettoni (M), 40′ st Felli (M), 42′ st Brugnoli (BG).

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Tre volte Borgata: Ciamarra, Mascioli e Di Stefano portano in vetta i granata

Posted on 2022/11/06 by carmocippinelli

Le foto dell’articolo sono state realizzate
 da © Elisa Vannucchi 

La domenica
della Borgata è condensata da una serie di avvenimenti e di
casualità che aleggiavano prima e durante la partita (come lo
Spirito
nella filosofia hegeliana)
che
sarebbe bene trattare in questo nostro piccolo spazio digitale. La
partita si è disputata al campo della “Polisportiva De Rossi”,
nella domenica di Roma-Lazio. 

Come a dire: «è impossibile che
dimentichiate l’esistenza del
derby
di Serie A»
e, in effetti, l’aria è metallica.

Afosa,
ma gonfia d’elettricità e di doppie aspettative: per la Borgata e
per il
derby
serale, il cui fischio d’inizio sarebbe stato a ridosso del termine
della terza giornata del Girone F di Seconda Categoria.


Ma veniamo al dunque: tre
vittorie consecutive nelle prime tre giornate di campionato stanno a
significare che la Borgata ha raggiunto i 9 punti. Dunque, complice
la sconfitta della Fidelis in casa della Football United per due reti
a zero, la squadra di Villa Gordiani si trova in cima alla classifica
del suo girone
.

Primo
tempo: Dr. Jekyll

La
prima frazione di gioco inizia da principio frizzante e piena di
iniziativa da entrambe le parti: Ciamarra al secondo minuto prova a
impensierire il portiere locale Pincelli senza riuscirci realmente,
così come due minuti dopo Di Stefano illude tutti con un tiro che si
spegne a lato della porta dei locali. Il Montedoro si organizza e
prova a rispondere ma la Borgata chiude bene gli spazi
. La gara
sembra imboccare un lungo declivio fino alla mezz’ora quando gli
animi – calcisticamente, s’intende – iniziano a mostrarsi molto
più accesi: Poma salva il risultato più volte, intercettando
palloni che lo mettono a dura prova in più d’un’occasione. Il
Montedoro prova ad allungare e lo fa cogliendo le iniziative di
Cortazzo e Bercolli, tanto da palla inattiva quanto costruendo
l’azione.

Il
ribaltamento di fronte arriva al 30’
: rinvio di Poma che imbecca
magnificamente Ciamarra.
Il pallone spiove precisamente là
dove avrebbe dovuto, e dove il centravanti avrebbe voluto che fosse:
Ciamarra non deve far altro che liberarsi di un difensore e
trafiggere il portiere.

Il
rinvio-cross di Poma è sembrato essere uno di quei momenti in cui
Football Manager è diventato realtà
: eppure è andata davvero così!

La
Borgata, ad ogni modo, non sembra essere troppo “in palla”
: nei
primi quaranta minuti di gioco Mascioli sembra affaticato e il carico
di lavoro per Di Stefano e Piccardi è molto più ingente del
normale. Lo dimostra il fatto che, a gol segnato, la squadra sembra
adagiarsi
: gli arancioneri locali si fanno sotto più volte e al 45’
arriva l’occasione più grande per i padroni di casa: percussione
di Capuana che coglie di sorpresa la difesa granata, passaggio al
centro dell’area per Corica a Poma (praticamente) battuto, ma il
numero 7 locale tira troppo forte e il pallone vola ben oltre la
traversa
.

Un
brivido, una scossa elettrica che ha fatto capire agli undici di
Mister Amico quanto fosse importante la concentrazione
: abbandonarla,
seppur per una manciata di minuti, risulta sempre fatale. In questo
caso specifico,
potenzialmente
fatale.

Secondo
tempo: Mr. Hyde

“Montedoro
– Borgata” comincia realmente
, va detto, solamente nella seconda
frazione di gioco
: lo spettacolo messo in scena dai ventidue presenti
nel rettangolo di gioco è completamente diverso da quello offerto
prima del duplice fischio arbitrale.

Nei
primi dieci minuti c’è tanto Montedoro e tanta Borgata: al 1’ è
ancora Di Stefano a farsi vedere dalle parti di Pincelli, così come
Mascioli tenta una delle sue punizioni che l’estremo difensore
locale respinge di pugno.

Arriva
lo squillo che, forse, era necessario per gli undici granata: al 9’
della ripresa Andrea Carboni insacca per gli arancioneri e riporta la
partita in parità.

Si
entra, da questo momento in poi, nel vivo della gara ma solo al
quarto d’ora (precisamente al 16’) la partita subisce una brusca
svolta in favore della Borgata: Ciamarra, lanciato verso la porta del
Montedoro, viene atterrato in area e l’arbitro Borra non ha dubbi
.
Calcio di rigore.

Mascioli
trasforma il tiro dagli undici metri: 1-2
, punteggio di nuovo in
favore dei
gordiani.


Se
la partita ha rappresentato una doppia faccia e una doppia realtà a
sé stante, la medesima cosa si può dire per quel che riguarda la
prestazione di Mascioli: rientra in campo e gioca come sa e come
(forse) avrebbe voluto nel primo tempo; l’attacco ospite ne
guadagna infinitamente in termini di profondità e di coordinamento
del reparto d’attacco.

Tre
minuti dopo Di Stefano, che cercava il gol dal secondo minuto del
primo tempo, triplica il conto: è 1-3
.

Saltano
gli schemi

La
Borgata continua a premere con Piccardi e Di Stefano che sembrano
instancabili, pungendo e risultando velenosissimi nei confronti della
difesa locale: entrambe le squadre hanno alzato il proprio baricentro
ma, forse, il Montedoro risulta più scoperto della Borgata e il
triumvirato d’attacco ospite prova a farla da padrone nella metà
campo avversaria.

Felicità
e consapevolezza della realizzazione del risultato danno alla testa i
gordiani:
dopo la mezz’ora della ripresa si esaurisce la spinta propulsiva
della Borgata ed è il Montedoro ad attaccare.

Gli
arancioneri locali ci provano in tutti i modi ma vuoi per la
malasorte, vuoi per Poma che riesce ad arrivare su qualsiasi pallone,
vuoi perché – in un modo o nell’altro – la difesa ospite
riesce sempre a metterci “una pezza”, il pallone non entra.

L’assedio
del Montedoro dura 7 minuti dal 35’ al 42’ ma, alla fine, le
forze vengono meno e la partita finisce sull’1-3 per la Borgata
Gordiani
, nel tripudio generale tra panchina, undici in campo e
tifosi sui gradoni.

Consuetudini
di inizio del campionato con una sconfitta lasciate alle spalle
proprio alla prima giornata; nuovi moduli che si consolidano
piuttosto bene alla realtà della squadra; nuova consapevolezza che
sì, c’è da lavorare per affermarsi. Ma, come dire: le premesse ci
sono tutte
.

Il
tabellino della terza giornata di campionato | Seconda Categoria
Laziale | Girone F

MONTEDORO
CALCIO – BORGATA GORDIANI 1-3

MARCATORI:
30’ pt Ciamarra (BG), 9’st Carboni A. (M), Rig. 17’st Mascioli
M. (BG), 20’st Di Stefano (BG)

MONTEDORO
CALCIO
:
Pincelli, Puccia, Abbafati, Tronci (D’Acuti), Del Forno (23’st
Falanga), De Paoli (Scaramastra), Capuana (Buonacucina), Collari,
Cortazzo, Bercolli (Carboni A.), Corica
PANCHINA:
Murgese, Paccione, Carboni L., Perri
ALLENATORE:
Arnaldo De Cresce (*)

BORGATA
GORDIANI:

Poma, Chieffo (11’st Capuzzolo), Segatori (42’pt Mascioli F.),
Alfonsini (15’st Brugnoli), Mascelloni, Zagabria, Di Stefano (26’
st Michelangeli), Cassatella, Ciamarra, Mascioli M., Piccardi (35’st
Proietti)
PANCHINA:
Barsotti, Corciulo, Chiarella, Belardi.
ALLENATORE:
Fabrizio Amico

ARBITRO:
Isacco Borra (Roma 2)

NOTE:
Recupero:
3’pt – 4’st.
Ammonizioni
44’pt Mascioli F. (BG), 7’st Collari (M).

(*) Piccola
nota a margine sul tabellino. Il sole accecante, che stava
tramontando, fendeva la retina e tutto il comparto visivo dei
presenti al campo di Via di Vigna Fabbri. Se la ricostruzione delle
sostituzioni per la Borgata è stata piuttosto facile, per la squadra
padrona di casa non è stato così immediata e ha presentato un po’
più di difficoltà. Si chiede scusa al Montedoro per non aver
riportato con accuratezza le sostituzioni.

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Al Sempione non c’è storia: Di Stefano e Piccardi portano la Borgata alla prima vittoria stagionale – #Nonlosaiquantotiamiamo

Posted on 2022/10/23 by carmocippinelli

Ci sarebbero tanti modi per cominciare a scrivere della prima di campionato della nuova stagione calcistica (’22/’23) della Borgata Gordiani. Eppure tra tutti quelli che possono attraversare le connessioni sinaptiche, danzando tra una circonvoluzione cerebrale e l’altra, ce n’è solo uno possibile o anche immaginabile: la squadra c’è. Sì, perché non si tratta solo di una partita, della prima di una nuova (quarta) stagione ma di una prima volta. 
Prima partita dell’anno calcistico e subito vittoria: la Borgata rompe un proprio tabù, quello di essere sconfitta (o di rimediare solo pareggi) alla prima uscita stagionale.

Primo tempo, una Borgata gagliarda

I primi quarantacinque minuti scorrono a fatica: le due squadre provano a studiarsi e a vedere chi inizierà a fare sul serio prima dell’altra. Dopo cinquanta secondi, Poma è già chiamato in causa ma è un intervento più che saldo. 
Gli undici gordiani, oggi in maglia bianca, sono concentrati e cercano subito di agire in profondità: il nuovo modulo di mister Amico sembra funzionare molto bene, nonostante le pesanti defezioni dei veterani Zannini, Corciulo, Proietti e Brigazzi.
Dopo neanche una manciata di minuti arriva l’occasione: Ciamarra reclama un rigore su azione sviluppatasi da fallo laterale in zona d’attacco. L’arbitro fa cenno di alzarsi, incrocia la braccia e fa proseguire l’azione. La Borgata non ci sta e tenta l’affondo con Capuzzolo, pescato da Segatori: il pallone arriva a Ciamarra che spizza per Mascioli ma il numero 10 non riesce a posizionarsi per il tiro e può solo sfiorare il pallone. 

La partita si sblocca al decimo minuto, ci pensa Di Stefano: Mascioli sfodera uno dei suoi cross dalla metà campo, pallonetto di Di Stefano e portiere, spiazzato e fuori area, completamente battuto.

Il pallone si infila lentamente in rete dopo qualche rimbalzo: a nulla serve l’intervento estremo del mediano del Sempione. 

La Borgata amministra il risultato cercando un nuovo affondo: il Sempione non sembra troppo in partita, se non per il primo tiro in porta effettuato da Camilli ma che, ad ogni modo, non impensierisce troppo Poma. 
Un minuto dopo il primo tiro dei locali, al ventiseiesimo, su azione maiuscola del Sempione, il centravanti Coleti si trova a tu per tu con Poma: il portiere granata esce dall’area in scivolata e toglie il pallone al 9 locale ma la sfera rimbalza contro Segatori terminando, per fortuna, a lato del palo sinistro della porta ospite. Cuore in gola. Infarto miocardico acuto rischiato.
Ma tutto in ordine. Niente panico: c’è Poma in porta.

I minuti scorrono e la partita va veloce in direzione del doppio fischio arbitrale: al trentesimo di Stefano, imbeccato dal solito Mascioli che lo vede da lontano e lo lancia pennellando alla perfezione uno dei suoi cross, controlla il pallone col tacco destro eludendo l’avversario, filtra per Ciamarra ma il portiere blocca. 
L’ultimo tentativo dei primi quarantacinque minuti è dei locali: al 37′, ma l’estremo difensore granata dice no. 

Secondo tempo, sofferenza e rinascita

Se c’è una cosa che sembra evidente è che la Borgata sembra cresciuta nell’atteggiamento: saper soffrire significa sapersi rialzare e controllare la partita.
I primi venti minuti, però, sono una sofferenza continua: Poma è più volte interpellato dall’attacco del Sempione, rispondendo sempre “presente” ad ogni chiamata locale; la difesa mostra qualche piccola crepa e l’attacco non riesce a trovare l’ossigeno che sembrava avere in abbondanza nel primo tempo. 

Il Sempione ne approfitta ma non punge: prima con uno sviluppo d’azione da centrocampo, poi con una punizione all’undicesimo minuto. 
Al quarto d’ora Mascioli vuole imbeccare la testa di Zagaria ma il tentativo di colpo di testa si tramuta in un tuffo degno della migliore Tania Cagnotto: il pallone si spegne sul fondo e la Borgata torna nella propria metà campo. In tutti i sensi. Ancora affondi granata locali, ma Poma risponde sfoderando una prestazione da portiere esperto e determinato, voglioso di riscattare la scorsa stagione. 
Al minuto 23, però, ecco che la Borgata rinasce: solita punizione del solito Mascioli (Moreno, eh, ché nel frattempo è entrato il fratello Francesco nelle retrovie della squadra) per cui la testa di capitan Piccardi non deve far altro che appoggiare delicatamente la palla alle spalle del portiere locale Battiston. 
È un tripudio: i mostri scacciati lo scorso anno, nel medesimo campo, sembrano (e sono) lontanissimi.

La Borgata c’è e vuole mostrare la propria presenza a tutti.

C’è da dire che l’atteggiamento del Sempione cambia a partire dall’entrata di Rossi, prima del secondo gol ospite: va segnalato che il numero 20 locale prova, agilmente e molto rapidamente, a mettere in crisi la difesa ospite. Lui e Marini si rivelano avversari caparbi e che hanno dato profondità alla squadra locale a cui, tuttavia, è mancata la concretezza.
La stessa concretezza per cui Mascioli si dispera al 41’: la punizione in zona-Mascioli (sia perdonata la ripetizione) è calciata millimetricamente, tuttavia sfiora il palo e il gol del 3 a 0 non c’è. Il 10 si dispera e si copre la faccia ma, nonostante i 5 minuti abbondanti assegnati dall’arbitro, nonostante l’espulsione a partita terminata nei confronti di Di Stefano e nonostante l’ennesimo affondo del 20 locale, la partita finisce per 2 a 0.

Buona la prima, o meglio: il primo esordio vittorioso non si dimentica mai! 
Grazie Borgata, perché ci eri mancata davvero tanto.

La presentazione della squadra al Mercato di Villa Gordiani (22/10/2022) –
Foto di Federico Nutricato

L’articolo è visibile anche sul sito dell’ASD Borgata Gordiani: https://www.borgatagordiani.com/sempione-calcio-borgata-gordiani-0-2/

Il Tabellino della prima giornata di campionato | Seconda Categoria laziale | Girone F 

SEMPIONE CALCIO – BORGATA GORDIANI 0-2


MARCATORI:
10’pt Di Stefano, 23’ st Piccardi
 

SEMPIONE
CALCIO
: Battiston, Sciachi, Boido (16’st 
Rossi), Cundari, Camilli, Biraschi, Fossati,
Cicchetti (40’st Paolucci), Coleti (28’st Cocco), Marini, Forti (41’st 
Natalucci)  
PANCHINA: Sprizzi, Domenicone,
Mele, Poliseno, Adamo, Paolucci, Cocco. 
ALLENATORE: Luca Ventrelli

BORGATA GORDIANI:
Poma, Capuzzolo, Segatori (11’st Mascioli F.) Pompi (22’st Alfonsini), Chieffo,
Zagabria, Di Stefano, Cassatella, Ciamarra (31’st Berardi), Mascioli M. 

PANCHINA:
Franco, Vitullo, Barsotti, Minotti, Chiarella, Cicolò. 
ALLENATORE: Fabrizio Amico

ARBITRO:
Martino (Roma1)

NOTE:
Recupero 2’pt – 5’st; 
AMMONITI:
29’pt Sciachi (SC), 36’pt Segatori (BG), 8’st Cassatella (BG), 19’st Pompi (BG) ESPULSI:
Di Stefano per proteste, doppia ammonizione (BG) 45’st.


Comunque le foto di Elisa meritano

Posted in Borgata GordianiTagged Borgata Gordiani

Un calcio (popolare) alla FIFA: boicottare i mondiali in Qatar!

Posted on 2022/09/08 by carmocippinelli

 I mondiali di calcio in Qatar sono l’apoteosi di ciò che il calcio non dovrebbe mai essere: un enorme business costruito con il sangue e lo sfruttamento degli ultimi e un palcoscenico di intrattenimento per pochi spettatori milionari.

Nonostante le politiche di facciata promosse dalla FIFA negli ultimi anni per combattere disuguaglianze di genere, lavorative e razzismo negli stadi, la scelta di svolgere i mondiali in Qatar svela il vero volto del calcio business. I diritti umani e civili vengono messi in secondo piano, dando carta bianca ad un paese che:
– ha più volte violato i diritti fondamentali delle persone della comunità LGBTQ+ e dei migranti, tant’è che la stragrande maggioranza tra alberghi e b&b ha dichiarato di non accettare ospiti omosessuali;
– ha escluso le donne dalla quasi totalità degli sport e degli eventi sportivi, osteggiandone o impedendone la partecipazione;
– non ha delineato regolamentazioni per orari di lavoro e salari, soprattutto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori migranti;
– ha dimostrato di non essere un paese attrezzato per un evento di tale portata, iniziando una massiva ed ecocida costruzione nelle zone desertiche del paese.

Questa gigantesca operazione finanziaria e commerciale ha fatto sì che milioni di lavoratori e lavoratrici provenienti dall’Asia e dall’Africa Centrale siano stati fatti arrivare nel paese (spesso dovendo pagare la propria assunzione) e costretti a sopravvivere in uno stato di schiavitù.
Sfruttamento, temperature ben oltre i 45° e orari superiori alle 12 ore giornaliere sono solo alcune delle cause che hanno portato alla morte di almeno 12 persone a settimana; le stime di Amnesty parlano di 6.500 lavoratori morti dal 2010 ad oggi, ma altri canali descrivono situazioni ancora più macabre, arrivando fino a 15.000 vittime.

Le enormi baraccopoli che si estendono fuori dai lussuosi centri urbani sono scenari di condizioni di vita miserabili. Si parla di documenti sequestrati per non dare la possibilità di tornare nel proprio paese, caserme di polizia trasformate in prigioni e squadre di carcerieri che esercitano quotidiane azioni di violenza.
Rimane imbarazzante il tacito assenso con cui la FIFA sta ripetutamente appoggiando le infami pratiche attuate nel paese; non ultime, a sostegno di ciò, le dichiarazioni di Infantino: “Quando dai lavoro a qualcuno, anche in condizioni difficili, gli dai dignità e orgoglio”. Sono solo l’ennesima riprova di tale scempio.

Lanciamo questo appello come segnale unitario del panorama del calcio popolare italiano. Convinti che il nostro modello di fare sport sia sempre rivolto alla difesa e alla partecipazione degli ultimi, dei deboli, degli emarginati. Come condizione di esistenza abbiamo quindi la lotta e l’attacco verso modelli di “sport” come quelli attuati in Qatar.

Conoscendo il volto cruento del nemico continueremo a proporre con ancora più convinzione un’alternativa valida di calcio: dai campetti di periferia ai centri sportivi in cui giochiamo, con ultimi ed emarginati come protagonisti in cerca di riscatto.

Rivendichiamo come principio base che il calcio è da sempre un canale di coesione, integrazione, un linguaggio mondiale che non può e non deve staccarsi neanche di un centimetro dagli occhi e dai piedi del popolo, delle persone comuni, della gente.

Il calcio moderno raggiunge quindi il suo attuale apice nei mondiali in Qatar: gioiranno compiaciuti i ricchi proprietari di sponsor, le pay tv e i vertici della FIFA.

Ma noi non staremo a guardare, saremo una spina nel fianco, che da una parte attacca e colpisce, dall’altra pone un’alternativa.

Sempre contro questo dannato calcio moderno: il calcio è del popolo, o non è.

Firme:

Armata Pirata 161 – St.Ambroues (MI)
Athletic Brighèla (BG)
Atletico Brigante (BN)
Atletico San Lorenzo (RM)
Aurora Vanchiglia (TO)
Borgata Gordiani (RM)
Brutium Cosenza (CS)
HSL – Hic Sunt Leones Football Antirazzista (BO)
Ideale Bari Calcio (BA)
La Paz (PR)
La Resistente (GE)
Liberi Nantes (RM)
Lokomotiviadipietreto (PT)
Napoli United (NA)
No League Sportinzona (MI)
One Love FC (SV)
Palermo Calcio Popolare (PA)
Partizan Bonola (MI)
Partizan Scampia (NA)
Polisportiva Antirazzista Assata Shakur (AN)
Polisportiva Sanprecario (PD)
Polisportiva Sans Papier (VI)
Popolare Trebesto (LU)
Quadrato Meticcio (PD)
Quartograd (NA)
Rage Sport (CE)
RFC Lions Caserta (CE)
Rinascita Popolare (PI)
Spartak Apuane (MS)
Spartak Lecce (LE)
Spezia Calcio Popolare (SP)
Stella Rossa 2006 (NA)
Unione Sportiva Stella Rossa (BS)

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Sempre avanti

Posted on 2022/05/30 by carmocippinelli

Cara Borgata,

Se dovessimo raccontare una storia, questa è una di quelle che finisce bene, di quelle che racconti a tua nipote mentre ti chiede: “Zio, cosa c’è scritto sulla tua sacca?”. La prima “vera” stagione in Seconda Categoria della Borgata Gordiani, nonostante le positività, gli stop momentanei del campionato, il virus che ha continuato imperterrito, è andata e la si è lasciata alle spalle con l’ultima vittoria per 2-0 contro il Santa Lucia.
Lo so: c’è sempre, in fondo, chi dirà “Cosa vuoi raccontare? Avete finito il campionato all’ottavo posto: nessuna promozione, metà classifica, di cosa vuoi gioire?”.
È vero, o meglio, quello lì è il commento razionale che non fa in tempo a venir pensato e ragionato che già viene proferito. Atto e potenza insieme, o qualcosa di simile. Tuttavia quando urliamo che avremmo cantato oltre il 90esimo, che un gol a favore o uno contro non cambia l’amore che abbiamo per la Borgata, è proprio così. Nel senso letterale del concetto espresso: sempre avanti.

Ma non facciamo le pulci al campionato: questo piccolo scritto voleva essere uno slancio emotivo e pieno d’amore nei confronti della Borgata. E tale rimarrà.

Partiamo dalla fine. Domenica 29 non sono potuto andare al “Vittiglio” per l’ultima di campionato: dalle foto di Elisa a fine partita noto che Poma ha la maglietta del Clapton FC, una squadra inglese con lo spirito affine a quello granata. Gli mando un messaggio e mi rallegro della sua maglietta indossata in occasione dell’ultima giornata, la sua risposta mi lascia (positivamente) di sasso: “Ci sei mancato”.

Lo stargate mentale comincia a farsi largo tra le circonvoluzioni cerebrali: penso allo scambio avuto giorni prima in sede con Karim e capitan-Zannini: “Non sembra, ma il tempo è passato”. Contano gli anni, tutti, così come le dita appoggiate sul mento stanno a indicare gli infortuni del numero 6. Gli anni passano, uno non se ne accorge: un attimo fa eri al «Corriere Laziale» a pregare che potessi andare a seguire l’Ardita o l’Atletico San Lorenzo, un attimo dopo il giornale chiude e tu inizi a insegnare. Un battito di ciglia e, in occasione di un’altra stagione che parte, ti senti con Emiliano che ti dice: “Noi stiamo qua, perché non passi una volta? Facciamo la Seconda quest’anno!”. Per un motivo o per un altro non lo hai mai fatto ma hai bisogno di votarti di nuovo a quel calcio che ti fa sentire vivo e presente, del freddo sui gradoni, delle birre condivise, dell'”a prescindere” come necessità, condividendo le medesime felicità e angosce allo stesso modo; cercando gli occhi di chi sta dentro il rettangolo verde e provare a carpirne le sensazioni. Hai bisogno di cercare una causa che non avevi più trovato, uno spirito che non avevi più rintracciato, nonostante ti fossi posto in sua ricerca come un moderno-periferico-calcistico Diogene che “cercava l’uomo”.

Sporting Aniente  – Borgata Gordiani: partita e inaugurazione della sede. Anno Domini 2021. Quellla giusta. Cassatella insacca agli sgoccioli e fa conquistare tre  punti preziosissimi ai granata. Sui gradoni del campo di Via degli alberini incontri nuovamente un po’ persone con cui hai condiviso un percorso – breve o lungo che sia  – che temevi di perdere.
Abbracci e baci, birre (manco a  dirlo), foto storte, cori e tamburi.

Arrivi a fine partita che vorresti condividere tutta la tua felicità con una persona a caso. Va bene chiunque, l’importante è che ascolti il tuo spirito e le tue parole: “Mi ero dimenticato cosa significasse tutto questo: grazie!”.
Gli metteresti le mani sulle spalle, gliele stringeresti a fine discorso come si fa con chi conosci bene prima del congedo: lui ti ascolterebbe pure ma, incredulo e anche un po’ scosso, ti risponderebbe dicendoti che: “Oh, bello tutto eh, daje Borgata e tutto il resto: ma non è che ce stai a provà? Perché, guarda, la ragazza mia sta là , eh” e te l’avrebbe pure indicata.
Per fortuna non è successo ma è tutto frutto del personalissimo stargate di cui sopra. A parte qualche assenza nelle partite del girone di andata, quello di ritorno te lo fai tutto e impari a conoscere i nomi dei giocatori: ti diverti a fare quello che facevi per il «Corriere», provi a replicarlo prendendo appunti e scrivendo tabellini sempre molto poco accurati a causa dell’evidente impossibilità di mantenere la razionalità e la lucidità durante le partite.
Provi a cogliere dei segnali e gioisci per ciò che vedi: la determinatezza (e la sfiducia) negli occhi di Zannini dopo una partita persa all’ultimo; la foga di Mascioli dopo le punizioni (“Picci, accenni er telefono che mo Moreno segna”, ti dice Emiliano più di una volta); la contrarietà di Brigazzi se l’uomo scappa e i contrasti non vanno a buon fine come vorrebbe; i voli di Poma e il suo meraviglioso fomento (sì, fomento, altra parola adatta non esiste) dopo un rigore parato; il rispetto di altri giocatori che vengono ad applaudire il “muro granata” a fine partita; il mister che – alla giornata di ritorno contro il Vesta – si porta fin sotto alla modesta recinzione e indica, serissimo, Nicchio in piedi sui gradoni. Che vogliano stare a significare forse gratitudine per il lavoro svolto in allenamento, “semplice” amicizia o qualcosa che prelude al passaggio di consegne? Forse c’è un po’ di tutto questo, in realtà chi scrive non lo sa. Cerca di dare un senso a quel che vede, ebbro della Borgata e della realtà che ha saputo costruire  in questi anni.

Una stagione è andata, la prossima sarà ancora della Borgata, a prescindere dalla categoria, sempre saldi su poche e indefettibili certezze, cioè essere una squadra che rappresenta un quartiere, con uno stemma sulla maglia. Senza alcun padrone.

Avanti Borgata.

Tuo,
fin quando vorrai.

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La Borgata vi rovina la…Vesta

Posted on 2022/05/23 by carmocippinelli

Un clima “artico” avvolge il campo dell’Elis e tutta Casal Bruciato che, al di là di battute facili, fa onore al nome toponomastico e infuoca le epidermidi degli astanti.

Stavolta presente anche uno sparuto e tutt’altro che nutrito gruppo di tifosi del Vesta. Probabilmente il frutto di investimenti nei Bitcoin ha permesso l’arruolamento di giovani leve ma non sappiamo con certezza.

Al quarto d’ora la Borgata va giù: la squadra inizia a barcollare e, seppur riesca a gestire, soffre sotto gli affondi dell’attacco giallonero. Alla mezz’ora della prima frazione di gioco, il Vesta raddoppia e gli undici granata mostrano segni di cedimento. Il terzo gol non arriva e Poma se ne inventa di ogni pur di non farla passare. Caldo asfissiante e sotto di due gol, i nostri vanno negli spogliatoi con il morale a terra.

Seconda frazione di gioco: nessun cambio, nonostante l’attacco fosse sembrato spento e sfibrato, con anche qualche errore difensivo q.b. cui probabilmente la natura è quella derivante dal caldo eccessivo.

Escono Mascioli e non-mi-ricordo-chi-perché-non-avevo-le-liste, dentro Cicolò e Antrilli. È la mossa vincente di mister Amico. Succede tutto negli ultimi dieci minuti: Zannini insacca il gol del recupero e la speranza divampa.

Divampa come il caldo sugli spalti e come l’errore grossolano commesso dall’allenatore locale: massicce sostituzioni al ventesimo della ripresa, Borgata che tenta il tutto per tutto e Vesta che non si riprende concretamente dopo la botta.

Antrilli, poi, solo davanti la porta, si divora il gol del pareggio, ma è solo rimandato. Cicolò entra col piglio giusto, al di sotto della Linea Gustav si direbbe “con cazzimma”, e manda in tilt la difesa locale. A pareggiare ci pensa Cassatella. Il Vesta sperava nei tre punti facili, ha trovato una Borgata che ha saputo soffrire e reagire, piegarsi e dare di matto alla fine.

Un campionato tutto così: agli ultimi minuti.

In “zona Borgata”. Altrimenti detto “infarto miocardico acuto”.

Il tabellino della 26esima giornata di campionato | Seconda Categoria Laziale

VESTA – BORGATA GORDIANI 2-2

E poi basta. Sono arrivato tardi, al quarto d’ora la Borgata è andata sotto e non ho avuto tempo di prendere le liste.

Però dei nostri hanno segnato Zannini e Cassatella.

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Vesta e Borgata Gordiani: due mondi contrapposti

Posted on 2022/05/16 by carmocippinelli

Simbolo della criptovaluta più famosa al mondo (Bitcoin) sulla spalla destra, l’ambizione di arrivare al professionismo nel giro di un lustro, almeno stanti le dichiarazioni ripostate a SkyTg24 dai fondatori del club.
Si tratta della prossima avversaria della Borgata Gordiani in campionato: l’SSD Vesta Calcio, ma non l’S.V. Vesta, squadra militante nella Prima divisione di Curaçao (isola caraibica a nord del Venezuela). Seconda categoria laziale, girone E, secondo posto da difendere dato che ormai il primato del campionato è matematicamente dell’Undici Calcio. Cinquantadue (52) punti: sessantaquattro (64) gol realizzati e ventitré (23) subiti, cinque partite pareggiate e una soltanto terminata a reti bianche. Quella del girone d’andata contro la Borgata Gordiani: «non riusciamo ad andare oltre lo 0-0 sul complicato campo della Borgata Gordiani», veniva scritto al termine della partita dal social media manager della squadra.

Due mondi contrapposti

Criptovalute e aziendalismo
Stando al sito del team arancio-nero, si legge:

«Una squadra di calcio giovane, nata dal progetto di imprenditori millenials […] che dalla Terza Categoria punta all’Eccellenza in meno di quattro anni: un goal [obiettivo n.d.r] da raggiungere grazie alla combinazione di sport e avanzamento tecnologico. Le colonne di Vesta Calcio sono i giovanissimi imprenditori di SF Deal, principale brand di consulenza finanziaria per start-up, animato da un team under 30, insieme a Gian Luca Comandini, divulgatore tecnologico dalla mente visionaria e massimo esperto in blockchain e criptovalute».

Questo spiega l’approccio imprenditoriale e finalizzato alla divulgazione – soprattutto tramite il calcio – della visione del mondo in senso aziendale: ecco dunque spiegato il simbolo di Bitcoin sulla spalla destra, l’ipermedialità della comunicazione della squadra e la volontà di voler raggiungere vette semi professionistiche entro breve tempo. Lo scorso anno la Vesta Calcio veniva presentata così da SkyTg24:

«[Vesta] è una startup di giovani imprenditori che hanno messo in campo sofisticati sistemi di intelligenza artificiale, trasparenza e business innovativo. Ce ne parla il presidente e fondatore Riccardo Carnevale: “Abbiamo preso una squadra di quartiere, l’abbiamo completamente re-brandizzata. Abbiamo messo a disposizione tutte le nostre conoscenze, il nostro sapere e la nostra esperienza per poter far ‘salire’ presto i ragazzi all’interno di un mondo molto tradizionale in cui apportando un po’ di innovazione e tecnologia e degli standard aziendali vogliamo dimostrare che si può crescere e crescere in fretta innovando”.».

Innovazione e imprenditorialità, i due filoni più importanti per la vita della squadra collatina che disputa le proprie partite al campo Elis di Via Sandri. 

 
Dall’altro lato della barricata

 All’opposto si colloca la Borgata Gordiani e quel che vuole rappresentare nell’ambito dello sport in generale, nonché del calcio nel caso specifico. Non solo per quel che riguarda la classifica: nono posto, 33 punti.
Fondata e gestita in modo assembleare nel 2018, intende mostrare l’importanza di essere radicati nel quartiere e l’unione tra squadra e provenienza, andando a sradicare il principio della squadra creata ad hoc come spesso accade nelle basse sfere dilettantistiche romane, laziali e regionali in generale. Non solo calcio a 11 quanto socialità e partecipazione, nonché rivendicazione di restituzione del campo abbandonato all’interno del Parco, già palcoscenico di gare afferenti al dilettantismo locale nei decenni precedenti. Ogni decisione è assunta dall’assemblea della squadra:

«Senza sponsor né padroni / senza ricchi imprenditori / solo quote popolari».

Basterebbe citare uno dei cori più rappresentativi dei tifosi della Borgata per far capire quanto sia profonda la faglia tra chi basa la propria identità sulla comunità che sia  proprietaria del club e l’avvento dell’imprenditoria e delle criptovalute nel mondo del dilettantismo romano e laziale.
Nessun verticismo, nessun profitto: ogni tifoso è proprietario del club, seguendo l’esempio del cosiddetto “calcio popolare” in Italia (Centro Storico Lebowski, Ideale Bari, Trebesto), o dei “fan-owned-teams” d’Oltremanica, come accadde anni fa per l’FC United of Manchester.
Senza tifosi non c’è comunità e senza comunità non c’è squadra: il cuore pulsante della Borgata è il “muro granata”, sia  in termini economici, sia in termini assemblearistico-comunitari.

Due mondi che torneranno a scontrarsi nella venticinquesima giornata di campionato, stavolta sul campo casalingo dell’SSD Vesta, prima che il sipario cali definitivamente sul proscenio del Girone E della Seconda Categoria.

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La Borgata cala la “manita”: 5 gol all’Atletico Torres, doppietta di Ciamarra

Posted on 2022/05/16 by carmocippinelli

Foto di Elisa Vannucchi ©

 

Fa caldo.

Partiamo dai dati fondamentali della partita di domenica al “Vittiglio”.
È davvero arrivata la stagione assolata, meglio nota come estate. A una manciata di minuti dalla partita il solleone regna incontrastato sui gradoni del campo di Via Verrio Flacco: nessun ardito granata è giunto in tempo ad apporre pezze, drappi, striscioni che sostengano e rincuorino gli undici in campo. I canti, dunque, partono ben dopo il fischio d’avvio del giuoco.
Se vi state chiedendo perché all’improvviso questo blog stia diventando come un bollettino dell’Istituto Luce, la domanda è legittima ma la risposta è ignota. Ma torniamo a noi.
L’unica ombra è quella della tettoia del bar: alle 15:00 si inizia ad assiepare qualche maglietta granata attorno ai tavoli dell’esercizio commerciale ma, a dirla tutta, il coraggio di andare a prendere il sole sui gradoni manca un po’ a tutti.

Foto di repertorio dell’andata Torres-Borgata. 8 gennaio 2022.


Fa caldo. 
 

La squadra è al completo: 19 convocati, Poma, Michelangeli e Piccardi partono dalla panchina. Mister Amico vuole, evidentemente, mettere dei minuti nelle gambe di giocatori che, solitamente, non partono dal primo minuto. La giornata assolata, e con le maglie da lavare un pugno di minuti prima del fischio d’inizio, sembra essere stata reputata quella giusta per poter rivoluzionare l’undici granata. Certo, i punti saldi rimangono: Brigazzi e Zannini in difesa, Capostagno a centrocampo, Mascioli trequartista.  width=”300″]  All’andata ci fu un tempo da lupi, nel vero senso della parola: un manipolo di tifosi granata si era assiepato sul campo del “GSD Casilina” a Borgata Finocchio nonostante la pioggia battente e il vento infausto che tagliava la faccia.

 

La Borgata portò a casa i tre punti e vinse all’inglese, come dicono i giornalisti che contano. Ecco, se c’è una cosa che è cambiata completamente da quella domenica a questa è, senza dubbio, il meteo.

F A C A L D O.

Succede praticamente tutto nel primo tempo: la Borgata preme e gli affondi dell’attacco passano come nel burro. Al nono della prima frazione Mascioli tenta di impostare l’azione d’attacco su punizione, ma l’arbitro fischia il fuorigioco; qualche minuto dopo è un cross dalla destra a impensierire il portiere D’Ambrosio, con un dresscode che ricorda quello del mai dimenticato Massimo Taibi, o di Benji Price, a seconda del riferimento calcistico-sentimentale che sentite più vostro.
Si dice comunemente che se dovessi segnare prima della mezz’ora, la partita sarà tutta in discesa per la squadra che passa in vantaggio: la Borgata al quarto d’ora segna il gol dell’1-0. Pompi trafigge il portiere giallorosso con freddezza e precisione: a tu per tu con l’estremo difensore, il centravanti non sbaglia e insacca il gol del vantaggio.
Chieffo manda in totale confusione la difesa avversaria: avanza impunemente sulla fascia senza trovare ostacoli o resistenza, crossa e cerca i compagni per raddoppiare subito e cercare di chiudere la partita entro la mezz’ora. I tempi però  non sono ancora maturi.
Al ventisettesimo Pompi ci riprova: svarione della difesa ospite: Cassatella ha una palla d’oro tra i piedi che preferisce concedere al compagno di squadra ma il tiro  si spegne sul fondo. Alla fine del primo tempo, però, la Torres cede di schianto sotto i colpi degli affondi locali: prima Ciamarra e poi Chieffo danno i colpi di grazia alla squadra ospite che non reagirà neanche più: il primo tiro in porta dell’undici allenato da Mister Di Lullo è registrato al minuto 43. Un minuto prima del quarto gol: ancora Ciamarra, partita in discesa.
La seconda frazione è una replica della prima con il quinto gol a firma Corciulo che pone la parola fine ad un incontro interpretato magistralmente dall’undici titolare di mister Amico.
Mancano due partite alla fine del campionato, la prossima è contro il Vesta. Uno scontro che è anche un’antitesi calcistica in atto e in potenza.

Il tabellino della 24esima giornata | Seconda Categoria Girone E

BORGATA GORDIANI – ATLETICO TORRES 5-0

MARCATORI: 15’pt Pompi, 36’pt e 44’pt Ciamarra, 40’pt Chieffo, 35’st Corciulo
BORGATA GORDIANI: Capuani, Chieffo, Palma (14’st Corciulo), Cassatella, Brigazzi, Zannini, Di Stefano, Capostagno (14’st Segatori), Ciamarra (19’st Cicolò), Mascioli, Pompi (Proietti) PANCHINA: Poma, Piccardi, Capuzzolo, Michelangeli ALLENATORE Fabrizio Amico
ATLETICO TORRES: D’Ambrosio, Giudici, Ferri, Colombi, Coletti, De Paolis, Bandiera (5’st Reale), Aversano (9’st Forti), Splendori (1’st Giuferri), Evangelista (25’st Ciucci ), Nasser PANCHINA Giannetti, Quaresima ALLENATORE: Jonathan Di Lullo
NOTE: Ammonizioni 22’st Mascioli (BG).

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Cuore e grinta: la Borgata pareggia al “Don Calabria”

Posted on 2022/05/08 by carmocippinelli

Tre giornate alla fine del campionato. Il clima è quello giusto: trasferta a una trentina di chilometri da casa, dal “Vittiglio”, squadra al completo con Michelangeli, Corciulo, Proietti e Casavecchia che partono dalla panchina. Dai gradoni si spinge la squadra per tutti i 90 minuti della partita: non si smette mai di cantare. L’otorinolaringoiatra di Villa Gordiani ringrazia commosso. «Oggi abbiamo bisogno di voi, eh», Zannini, prima della partita, cerca gli occhi di chi affollerà gli spalti.

A meno tre giornate dalla fine del campionato queste partite sembrano già scritte: chi è alto in classifica ha già il risultato in pugno e vuole che nessuno possa frapporsi fra sé e l’obiettivo prefissato (quale che sia), chi sta sotto prova a non soccombere. A rigor di logica, espressione colloquiale che intende manifestare un ragionamento o un fatto criticandone – spesso – l’esito che vede scomparire la ragione nella sua manifestazione finale, la Borgata avrebbe dovuto essere la squadra che sarebbe stata facilmente schiacciata. Ma i ritmi sono tiratissimi e Mascioli è incontenibile fin dal primo minuto. Sarebbe da scrivere un post a parte su cosa non-ha-fatto: ha interpretato, senza troppe lusinghe, almeno tre ruoli (mezzala, regista, centrocampista che imposta) e servito almeno il doppio di palloni che hanno portato la squadra talmente avanti da essere a pochi centimetri dal volto di Istrate (portiere locale). Nei primi cinque minuti la Borgata crea già due occasioni: fate largo / noi siam la Borgata.

Nessun pallone entra, però. Al quarto d’ora  Capostagno tenta la bordata ma il pallone si spegne sul fondo. Ecco che, come si direbbe sui gradoni, arriva la tipica beffa-à-la-Borgata. Trentunesimo della prima frazione di gioco, la squadra di casa passa in vantaggio su punizione: confusione in area, svirgola un pallone a un palmo  di naso da Poma, angoletto basso, gol. Chi canta  non smette, la Borgata non arretra di un passo e continua a impostare. Se c’è una cosa che la squadra ha imparato a fare è mantenere la barra dritta con le compagini più forti. Eppure il gol del pareggio non arriva.
«Prepara il telefono: mo Moreno segna», Cucchi è fiducioso. Sa cosa il numero 10 granata riesce a creare su punizione dal limite dell’area: è il sesto della ripresa, tutto fa pensare al pareggio del solito Mascioli su punizione.
Staffilata rasoterra che si infrange sulla barriera. Cuori infranti ma canti sempre più forti. Mascioli non ci sta: due minuti dopo segna davvero il pareggio.

Piccola pausa nel testo. Me lo sono immaginato davvero l’animo di Mascioli dopo la punizione sbagliata: un’eruzione plurima di Vesuvio ed Etna, un misto di dolore e impeto con promessa a se stesso di non sbagliare la prossima.

Torniamo a noi. Il pareggio. La World inizia a perdere tempo, a fare qualche fallo tattico, a non far ripartire il gioco nei tempi irretendo l’avversario famelico. Al ventesimo arriva il potenziale patatràc: Anello insacca e i cuori della Borgata, di tutti, vanno di nuovo in mille pezzi.
Il mister – è facile presupporlo – chiede intensità e di non fermarsi alla botta ricevuta, di andare avanti e di riprendere la partita perché non solo è possibile: è realizzabile e doveroso.
Ci sono un paio di gol in potenza, un tiro che il  portiere blocca sicuro ma al 33esimo arriva il 2 a 2. Poi, in ordine sparso, due contropiedi, una punizione che non è stata battuta, un tiro di Cicolò che ha fatto sobbalzare tutti, una reazione della World al 50′. Ovvero in quella fase della partita denominata zona Borgata, altroché zona Cesarini: quel momento in cui l’avversario segna beffando i granata. È successo più di qualche volta in questa stagione. Si temeva il peggio.

Però è successo davvero: la World è stata fermata, un punto preso, e Silvestri (numero 3 locale) che prima di tornare negli spogliatoi viene ad applaudire chi non ha mai smesso di sostenere la squadra avversaria per tutta la durata della partita. 

Il Tabellino | Seconda Categoria Laziale Girone E *

WORLD SPORT SERVICE – BORGATA GORDIANI 2-2

MARCATORI: 31′ pt Ronzani (WS), 8′ st Mascioli (BG), 21′ st Anello (WS), 33’st Piccardi (BG)

BORGATA GORDIANI: Poma, Chieffo, Palma, Cassatella (Casavecchia), Brigazzi, Zannini, Di Stefano, Capostagno, Cicolò, Mascioli, Pompi PANCHINA: Capuani, Piccardi, Michelangeli, Antrilli, Corciulo, Ciamarra, Proietti.  ALLENATORE: Amico
WORLD SPORTSERVICE: Istrate, D’onofrio (8’st Carpentieri), Silvestri, Ronzani, Tusa, Ignazzitto, Tonetti, Anello F., Remigi (11′ pt Sforza), Morelli (11’st Proietti), Saltalamacchia (Anello M.) PANCHINA: Qammaz, Fabrizio. ALLENATORE: Radi
Recupero 1’pt, 7’st.

* AVVERTENZA | Il tabellino non è accurato come al solito perché per tutti i 90 minuti (più recupero) ho cantato a squarciagola ed è stato molto difficile staccarsi emotivamente dal rettangolo di gioco per potersi appuntare dei dati. Abbassamenti vocali conseguenti. Quindi le sostituzioni, ad esempio, non sono molto accurate o il secondo gol della Borgata. Lì siamo impazziti un po’ tutti.
Va’ a capire davvero chi ha segnato.

 

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Travolti da un insolito Destino di una partita della seconda categoria laziale

Posted on 2022/04/10 by carmocippinelli

«Una volta tanto possiamo anche pareggiare: o vinciamo o perdiamo. È che non ci piacciono le mezze misure».

La sintesi migliore a fine partita la pronuncia il portiere: Daniele Poma, oggi sui gradoni (espulso la settimana scorsa contro il Mar.Na) a sostenere la Borgata con cori e canti assieme ai tifosi.

Alla Borgata le mezze misure non piacciono e, in effetti, anche in questo caso lo ha dimostrato: primo tempo sopra le righe, non proprio reattiva nella ripresa.

Ma procediamo con ordine.

Se si esclude il direttore di gara (Destino, da cui il titolo del post riprendendo il titolo di una nota pellicola del cinema italiano), che non si accorge neanche di un pugno dato volontariamente dal portiere ospite a Chieffo, si può ben dire che il protagonista di questa partita è stato il forte vento. La Borgata scende in campo compatta e con la voglia di dimostrare tutto: non semplicemente “portare a casa la giornata”. Il piglio con cui gli undici granata entrano nel rettangolo di gioco è eccellente, nonostante nella prima frazione il vento soffi in direzione contraria dell’attacco dei locali. Ma De André insegna che a fermare il vento gli si fa solo perdere tempo. Eolo, spostati: ci servono i tre punti!

Il vero motore dell’attacco granata sembra essere un reattivo e presente Proietti: più volte nel primo quarto d’ora il numero 7 viene cercato e pescato dai suoi compagni ma, troppo spesso, la sua iniziativa è isolata e non riesce a connettersi col resto dell’azione. Il centrocampo della Borgata tiene e sebbene il 16 arancionero si faccia vedere, tagliando porzioni di campo per accentrare l’azione della Caput Roma, regge e Monopoli viene contenuto.
La prima grande occasione è al 17’: cavalcata di Chieffo dalla destra e tiro velenosamente preciso. Isopo respinge ma non blocca: sopraggiunge Cassatella nei pressi dell’area piccola che tenta l’intervento col destro per impedire il secondo tempo di reazione dell’estremo difensore, ma giunge un attimo in ritardo e la sfera è ospite. La Borgata preme sul pedale dell’acceleratore e inizia a creare occasioni, una dopo l’altra: al 18’ è Proietti a farsi vedere dalle parti di Isopo, tentativo che si spegne sul lato sinistro della porta; al 19’ è Ciamarra che prova a impensierire l’estremo difensore della Caput.

La Caput Roma riesce a farsi vedere solamente attorno al ventesimo di gioco: Segamonti pesca in cross Domizi: supera due uomini e arriva a tu per tu con Capuani. È una frazione di secondo: Capuani sembrava già battuto ma Domizi non tira, l’estremo difensore granata si tuffa tra le gambe dell’avversario fermando l’azione d’imperio.

La partita si sblocca al 25’ e, per una volta, è bene utilizzare una di quelle espressioni oscene che però fa molto “cronaca sportiva”: “colossale dormita” della difesa ospite, in particolar modo di Segamonti, e Chieffo riesce a insaccare portando avanti la Borgata con un destro preciso.

I granata sono in festa e consci che la partita vada chiusa. E anche nel giro di pochi minuti: servono maturità e testa, c’è bisogno di lucidità. Il ritmo alla mezz’ora si fa più blando ma al 35’ il solito Chieffo, assieme a Pompi, tenta il raddoppio: Isopo blocca il risultato sull’1-0. Proietti vuole segnare a tutti i costi: ci prova al 33’ così come cinque minuti dopo: non riesce e se la prende col palo. Lo prende a calci sfogando rabbia e frustrazione, ma lo sa anche lui: la prestazione, fino a quel momento, c’era.

L’unico giocatore ospite che sembra manifestare più carattere nella prima frazione di gioco pare sia Monopoli: riesce sempre a saltare più di un giocatore granata e a farsi largo tra le maglie difensive locali che, di fronte a lui, diventano un po’ troppo porose.
Un’avvisaglia per quel che sarebbe successo nella ripresa.
Già, cos’è successo?
La Borgata, a cui non piacciono le mezze misure, torna a giocare con il vento favorevole ma – forse – con l’umore di chi aveva già in testa l’esser riusciti a portare a casa i tre punti senza troppi sforzi. Una mancanza di maturità, una stanchezza in potenza: il gol al 25’ del primo tempo è stato una goccia di miele sulla lingua dopo aver assaporato solo medicine amare nel corso delle ultime settimane. Testa e cuore: la Borgata ce li ha e anche “sovrabbondanti”. Costanza e realismo molto meno.
Se la Caput Roma nel primo tempo si aggirava nel rettangolo verde senza troppo comprendere cosa stesse succedendo, nella ripresa ha un atteggiamento completamente diverso, complici anche le sostituzioni (con l’entrata di Giannetti e Viscontini). Mister Peschiaroli cambia il modulo e la differenza è subito evidente, nonostante la prima azione dei secondi quarantacinque minuti di gioco siano ancora legati all’iniziativa della Borgata: Cassatella salta due difensori e tenta la bordata che impegna Isopo in due tempi. Ma il risultato è ancora bloccato.
Quattro minuti dopo, al 7’, è Duello che insacca e la Caput Roma riprende una partita che, forse, nella testa dei giocatori granata era già stata data per archiviata.

Quando si torna in campo dopo la pausa, solitamente, succede sempre di tutto: accade che Ciamarra sfiori l’incrocio dei pali su un ottimo assist di Proietti (14’) e che un pallone (al 19’) calciato dal 9 locale colpisca prima la traversa e, poi, finisca poco oltre la linea di porta. Dentro al campo: non è gol. L’illusione è servita: l’emozione mozzata di netto in gola.

È proprio ora, però, che la Borgata tira i remi in barca: la Caput Roma inizia a fare quel che vuole.

Il vantaggio definitivo arriverà al 34’. Gol di Serafino, decano arancionero, in evidente e chilometrico fuorigioco su cui il direttore di gara non ha avuto nulla da dire.
Gli schemi saltano completamente: la Borgata si fa avanti e viene punta dalle ripartenze arancionere. Il gol non arriva. Un pugno sì, però, quello del portiere Isopo a Chieffo.

Al 43’ l’arbitro non assegna l’autogol verificatosi a seguito di una punizione calciata dalla Borgata: rimostranze, proteste, un mare di maglie bianche che accerchiano una divisa giallo fluo ed estremo difensore che mette in atto il Galateo al completo, vibrando un colpo al 2 granata che si stava avvicinando all’area piccola arancionera.

Ma l’arbitro non vede.

Forse, però, è vero: la partita andava chiusa prima. Dici “ma come? Ci abbiamo provato, non hai visto?”. Tutto sommato c’è sempre domenica prossima per continuare ad imparare e camminare domandando. Perché, in fondo, è questa l’estrema sintesi: a noi le mezze misure non piacciono, ma dobbiamo imparare a conoscere noi stessi, chi siamo e dove vogliamo andare. Cercando di non inciampare – metaforicamente parlando – sui nostri passi. Ché la cosa più difficile è ammettere la sconfitta. Il punto è che si può anche toccare il fondo, ma le punte dei piedi fanno forza, i muscoli delle gambe spingono, le ginocchia si flettono: ora serve la spinta per risalire e tornare a respirare a pieni polmoni, ché di acqua ce n’è già troppa stando a pari punti con la Tevere Roma.

Il tabellino della ventesima giornata | Campionato di Seconda Categoria Girone E

BORGATA GORDIANI – CAPUT ROMA XIV 1-2

MARCATORI: 25’pt Chieffo (BG) 7’at Duello (CR), 34’st Serafino (CR)

BORGATA GORDIANI: Capuani, Chieffo, Piccardi, Capostagno, Zagaria, Brigazzi, Proietti (40’st Corciulo) Alfonsini (18’st Cicolò), Ciamarra, Cassatella (33’st Michelangeli), Pompi A DISPOSIZIONE Casavecchia, Zannini, Capuzzolo, Segatori, Schiaroli ALLENATORE Fabrizio Amico
CAPUT ROMA XIV: Isopo M., Di Carlo L., Monopoli I., Segamonti, Acreman (1’ st Viscontini), Peschiaroli, Fiera, Salomoni (1’ st Giannetti), Duello, Domizi (8’st Serafino), Monopoli M.,(32’st Di Carlo S.) A DISPOSIZIONE: Isopo E., Salvatori, Gentili, Viscontini, Kellil, Montanari (S.n.). ALLENATORE: Federico Peschiaroli
Arbitro: Destino (Roma1)
Note: Ammoniti: 12’st Segamonti (CR) 21’st Zagaria(BG) Angoli: Borgata Gordiani 3 – 1 Caput Roma XIV. Recupero: 0’pt, 3’st (assegnati) 6’st effettivi.

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Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana

«Sosteneva, fra l’altro, che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l’effetto che dir si voglia d’un unico motivo, d’una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo».

Un sogno per la Borgata Gordiani!

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