Categoria: Blog
Un parco per Tina Costa
In tanti ci hanno detto che stavamo facendo una cosa positiva. In barba a chi dice che ‘la sinistra ha abbandonato le periferie’: lo ha fatto il Partito Democratico, lo hanno fatto i politicanti che volevano essere rieletti ad ogni costo, tenendo in pugno solo le proverbiali mosche, lo hanno fatto le organizzazioni-stampella del centrosinistra e i comitati elettorali permanenti, mascherati da associazioni, ‘reti’ e quant’altro.
L'Orchestra 6 Corde, orgoglio torremaurense
Il senso di questo breve post è che Torre Maura è quello che è: un quartiere che dovrebbe essere una piccola città ma che nel corso del tempo è tornato ad essere ‘borgata’ date le condizioni di disagio esponenzialmente superiori rispetto ad ogni altro fattore. Un quartiere che nonostante le criticità che ho precedentemente espresso, sa ancora mantenersi vivo. E questo è molto importante.
Il 27 aprile, ad ogni modo, suoniamo alla parrocchia di Via Walter Tobagi. Siateci!
![]() |
| L’orchestra al completo – con anche i 4 allievi più piccoli – al termine del concerto per la festa della parrocchia di Via Walter Tobagi |
Gli antifascisti a Torre Maura.
![]() |
| Foto di Andrea Guerrizio |
https://sostienepiccinelli.blogspot.com/2019/04/torre-maura-atto-terzo.html)
Sinceramente, queste critiche sono da rispedire al mittente o, più infantilmente, con lo specchio riflesso di quando si giocava all’asilo e si diceva “facciamo che” immaginando le situazioni più strampalate.
Ciao Tina Costa, ragazzina di 95 anni
Tina Costa è venuta a mancare oggi.
Personalmente ho un ricordo molto tenero di Tina. Quando insieme a Gianmarco abbiamo deciso di fondare la sezione Anpi in VI Municipio, ricordo che Tina mi telefonò, gli aveva dato il numero Gianni, uno dei compagni più attivi della sezione.
Mi aveva detto che era «Tina Costa, la Vice Presidente Vicaria dell’Anpi» e che «era enormemente felice che ci fosse l’Anpi nell’ottava circoscrizione» e che fosse animata da giovani.
Abbiamo trascorso buona parte della mattinata a parlare dell’amministrazione Petroselli, del suo incarico alla Usl, «na volta se chiamava così». Poi ci siamo salutati e mi ha detto di organizzare qualcosa, magari con le scuole, a lei avrebbe fatto molto piacere. E così abbiamo iniziato ad organizzare incontri con gli studenti delle scuole medie di Borghesiana e Finocchio, insieme alla Biblioteca Collina della Pace. Con la Direttrice, Paola Tinchitella, in una prima occasione in cui è stata invitata, le abbiamo regalato dei fiori. Era molto contenta, ci siamo anche fatti una foto.
Poi, l’ho riaccompagnata a casa, sulla Laurentina. Avevo ancora la macchina vecchia, la Y, tre porte e non proprio comoda per una persona in là con gli anni. Ma lei, come se niente fosse, scende agilmente dalla macchina, prende la via di casa e inizia a salire una rampa molto ripida, di quelle da “box condominiali”. Abbasso il finestrino: «Tina, ma non era meglio che t’accompagnavo un po’ più vicino a casa?». E lei, per tutta risposta, mi disse: «Ao, ma mica c’ho bisogno della sedia a rotelle, io, eh! Quando ce n’avrò bisogno, allora me ce porterete!».
Ecco. Tina Costa, a 93 anni suonati, pochi mesi fa non ha voluto rinunciare ad esserci, come ha sempre fatto quando l’Anpi del VI Municipio “chiamava”, per la manifestazione che abbiamo organizzato a Torre Angela.
Tempra d’acciaio.
Grazie, per tutto.
"Progetto Comunista". Quella scritta nera in campo bianco si vide già 13 anni fa
Chi mi conosce sa il mio essere quasi enciclopedico su alcune questioni partitiche e legate ad organizzazioni politiche, specie nella loro fase congressuale. Del mio nicchismo militante e del fatto che mi interessino questioni che proprio non raggiungono oltre 4 lettori. Qualche anno fa scoprii che esisteva un blog ‘I simboli della discordia’ con la mia stessa malattia, solo più orientata ai simboli di partito.
Ho proposto loro un articolo e, dunque, lo ripropongo integralmente sul blog.
Progetto comunista, il nome visto in Sardegna viene da lontano (di Marco Piccinelli) – http://www.isimbolidelladiscordia.it/2019/02/progetto-comunista-il-nome-visto-in.html
![]() |
| Simbolo del Pc-Rol, prima della costituzione in Pdac |
Recentemente su questo blog s’è dato conto dei simboli che si sono presentati alle elezioni regionali sarde appena trascorse. Tra le liste della coalizione guidata da Massimo Zedda, ne spiccava una denominata Progetto comunista per la Sardegna, con falce e martello rossi e simbolo dei Quattro Mori. La scritta nera in campo bianco, così come il nome, riprendono però quasi in toto l’etichetta di un’organizzazione trozkista fuoriuscita dal Partito della rifondazione comunista nel 2006: Progetto comunista – Rifondare l‘opposizione dei lavoratori (Pc-Rol). Quell’espressione, “Progetto comunista”, era stata scelta in continuità con l’esperienza dell’Associazione marxista rivoluzionaria – Progetto comunista (Amr/Pc: il suo sito web è ancora attivo), autoattribuita sinistra di Rifondazione Comunista: lì convivevano le anime aderenti al trotskismo del partito, tanto quella che faceva capo a Marco Ferrando e Franco Grisolia, quanto quella che seguiva Francesco Ricci e Ruggero Mantovani.
![]() |
|||
| simbolo del Movimento per il Pcl, prima della costituzione in partito |
, |
Lo scontro che vide nascere il Pc-Rol – ed è il motivo per cui sono stati citati questi quattro rappresentanti dell’area – si consumò nel corso della seconda conferenza dell’Amr, all’inizio del 2006: lì i presentatori del documento Il progetto comunista: la rifondazione rivoluzionaria “abbandonarono i lavori e si costituirono in frazione”, come fu riportato da un componente del comitato centrale di Pc-Rol. Questa “frazione” che si costituì venne guidata dai dirigenti che successivamente avrebbero fondato il Partito comunista dei lavoratori (Ferrando e Grisolia): il movimento sarebbe nato nell’estate del 2006, mentre per il partito si sarebbe dovuto attendere il 2008.
![]() |
|
| simbolo depositato nel 2008 |
![]() |
| attuale simbolo del Pdac |
Buon viaggio (primo), compagno Pasqualino
Quel gruppo per me rappresentava qualcosa di concreto e tangibile nella pratica musicale alternativa, il suono che creavano era davvero diverso rispetto a tutto quello che orbitava, e tutt’ora gira, attorno alla scena popolare e indipendente italiana. I Migala sono gruppo con cui ho avuto l’onore di suonare prima e dopo i concerti e con cui ho avuto il piacere di condividere momenti molto piacevoli della mia vita, in un momento in cui questa mi volgeva le spalle e sembrava essermi ostile. Davide si divideva fra i Migala e il quartetto/trio con me, Elena e Chiara. Una volta, in un concerto a Frascati, mi sono portato la pipa e avevo iniziato ad accendermela: ci siamo conosciuti meglio così, con Pasqualino, ragionando e parlando amabilmente dei tabacchi aromatizzati da usare per la pipa.
Ogni anno, infatti, dal 2015, ci vedevamo da Vitti per rinnovare la tessera, parlare, fumare assieme. Prima che fosse ricoverato, gli avevo proposto di musicare i “Discorsi da bar” a cui s’era appassionato: mi aveva detto che aveva già in mente qualcosa di “surreale” a supporto della voce. Non so davvero cosa potesse produrre per quei botta e risposta del tutto irragionevoli, ma sono sicuro che il risultato sarebbe stato insuperabile.
Assieme ai Migala aveva composto una canzone che amavo particolarmente e che qualcuno, in una giornata così triste come quella di oggi, gli ha dedicato postandola sul suo profilo Facebook: Viaggio primo (*).
Buon viaggio, anzi, come amavi dire tu:
Suerte!
I "no-name" e Faber [per il ventennale]
![]() |
| Un giudice – no-name |
La gente inizia ad applaudire. E così arrivano Un giudice, Volta la Carta, La guerra di Piero, Il Bombarolo, Il testamento di Tito, Bocca di rosa, Andrea, arrangiate sostituendo violini e altri strumenti con la forza di tre chitarre, il carattere di Ivano negli arrangiamenti e l’estro di Domenico, mentre avevamo le spalle coperte da Valerio, precisissimo metronomo. Un giudice la suonavamo stando tutti seduti sul bordo del palco, tranne Ivano che suonava sulla sedia dove poco prima c’era Domenico.
La difference o «dei punti di riferimento»
![]() |
| street art in un palazzo di Nuuk – fonte: thefourthcontinent.com |
Persone che per l’area politica che hanno rappresentato erano senz’altro dei punti di riferimento.
Una vita da Emma Bonino (feat. Lo Stato Sociale)
la parlamentare,
la pacifista,
E fai la democratica,
la liberale,
sei liberista
ma hai compassione dei poveri.
prendi lo 0,1% ma sei Ministro lo stesso.
Perché lo fai?
Perché non te ne vai?
Unavitainvacanzaunavecchiacheballanientenuovocheavanza etc etc..



















